09/04/10

Expo dell'edilizia e fonti rinnovabili


Il 9, 10 e 11 Aprile 2010, presso il Polo Fieristico della Cittadella dell'Economia di Selvapiana a Campobasso si terrà la I edizione dell'Expo dell'Edilizia e Fonti Rinnovabili "Habitat Naturale".
L'evento ha lo scopo di mostrare, da un lato la possibile sinergia tra l'edilizia e il risparmio energetico, e dall'altro, le eccellenze raggiunte nel settore delle energie pulite e nel campo edile.
Tre giornate di esposizione, mostre e seminari per presentare al mondo dell'industria, del commercio e dell'artigianato e al grande pubblico, sia le proposte di fornitori e gestori di energia, che sono entrati nel mercato a seguito della liberalizzazione, sia le soluzioni delle aziende impegnate nella produzione di impianti e servizi per le fonti rinnovabili e risparmio energetico.Tra i settori proposti troviamo: solare fotovoltaico e termico, eolico, geotermia, biomasse e bioedilizia, certificazione energetica degli edifici.Accanto all'evento espostivo un ampio programma di convegni, seminari e corsi di formazione per offrire una vetrina dettagliata sui temi della nuova economia e creare un momento di dialogo tra enti e imprese con l'obiettivo di trovare un'occasione di interlocuzione e confronto.Sarà un'opportunità per gli oltre 90 operatori del settore per presentare, ai visitatori e addetti al settore, servizi e prodotti dedicati all’edilizia, al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili.
L'evento è supportato dalla Regione Molise, dal Comune di Campobasso, dalla Provincia di Campobasso, da Unioncamere Molise e dal Patto Territoriale del Matese e in collaborazione con il Centro Fieristico Polifunzionale di Selvapiana SpA

23/03/10

21/O3/2010_CON PAOLO nel CUORE! (foto)

http://www.facebook.com/#!/photo_search.php?oid=37317970743&view=all

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE 2010

E' convocata l'assemblea dei soci dell’Associazione “Fare Verde” nei giorni sabato 10, ore 14:30 e domenica 11 aprile 2010, ore 9:30 presso il Convento dei Frati Minori Cappuccini, via Cappuccini 14-Fiuggi(FR), con il seguente ordine del giorno:
-Relazione sullo stato dell'associazione
-Approvazione bilanci consuntivo 2009 e preventivo 2010
-Relazione sul nuovo assetto organizzativo
-Resoconto attività dell'ultimo triennio
-Programmazione attività 2010-2013
-Campagna di tesseramento e raccolta fondi
-Presentazione nuovo sito internet
-Rinnovo delle cariche statutarie
-Varie ed eventuali

Hanno diritto di voto esclusivamente i soci in regola con le iscrizioni. Seguirà programma dettagliato. Per facilitare l'organizzazione, si prega di dare conferma della propria partecipazione entro martedì 6 aprile 2010 contattando la segreteria nazionale allo 06 700 5726 oppure scrivendo a info@fareverde.it
Vista l'importanza del momento, tutti gli iscritti, resposabili e attivisti sono chiamati a partecipare: sarà una occasione per scambiarci idee e informazioni, proporre e discutere nuove iniziative, fare il punto sulle molte attività in corso e, perché no, conoscersi o riabbracciarsi.
I due giorni di assemblea saranno organizzati con il solito stile di Fare Verde: in un convento del Centro Italia, con cucina autogestita.

Il Presidente
Massimo De Maio

22/03/10

22 MARZO 2010_GIORNATA MONDIALE dell' ACQUA


Per ricordare l'importanza di quello che da molti è stato definito il nostro "oro blu", si celebra oggi, 22 Marzo 2010, la Giornata Mondiale dell'Acqua. Il tema del World Water Day 2010 è "Clean Water for Healthy World", ovvero "acqua pulita per un mondo sano".

Nel 1993, nell'ambito delle direttive dell'agenda 21, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite indicò il 22 marzo come la prima Giornata Mondiale dell'Acqua con l'obiettivo di promuoverne un uso consapevole, accrescere la consapevolezza della sulla sua importanza e garantire a tutti i cittadini del mondo un accesso libero e sicuro, nel rispetto dell'ambiente. Da allora ogni anno gli Stati membri sono invitati a dedicare questo giorno a espletare le raccomandazioni raggiunte con l'Assemblea Generale e a promuovere iniziative concrete all'interno dei loro Paesi. Il messaggio che vuole lanciare l'edizione di quest'anno è che l'acqua pulita rappresenta la vita e che la nostra esistenza dipende anche da come proteggiamo la qualità dell'acqua. Secondo le stime dell'Onu, ogni uomo ha bisogno di circa 50 litri di acqua al giorno per bere, cucinare e lavarsi. Purtroppo però non tutti hanno questa possibilità. Attualmente, infatti, il 12% della popolazione mondiale usa l'85% delle risorse del Pianeta e, tuttora, un miliardo e cento milioni di persone, ovvero circa un sesto della popolazione mondiale non ha accesso ad acqua sicura, mentre due miliardi e settecento milioni di persone, tra cui 980 milioni di bambini, non dispongono di impianti igienici adeguati. Ogni giorno 4.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata e il 50% dei posti negli ospedali dei Paesi in via di sviluppo è occupato da persone vittime di patologie legate all'inquinamento delle acque. In Italia, la Giornata Mondiale dell'Acqua assume quest'anno un significato particolare vista la recente volontà di privatizzare questo nostro bene comune.
Per maggiori informazioni: http://www.unwater.org/

18/03/10

FORUM ITALIANO dei MOVIMENTI per l'ACQUA

In Italia l’importanza della questione acqua ha raggiunto nel tempo una forte consapevolezza sociale e una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze differenti e facendo divenire la battaglia per l’acqua il paradigma di un altro modello di società.Da diversi anni, infatti, sono attive nei territori decine di vertenze aperte da cittadini, lavoratori ed anche Amministratori Locali che sono portatrici di un’esigenza comune e condivisa, cioè la necessità di una svolta radicale rispetto alle politiche liberiste che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione, provocando dappertutto degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione degli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia. Nel luglio 2005, diverse realtà sociali hanno deciso di ritrovarsi per rendere più incisive le reciproche lotte in difesa dell’acqua come bene comune. E’ apparso a tutti chiaro come fosse decisivo far diventare l’acqua una vertenza nazionale, comunemente condivisa e costruita in forma partecipata. Sono nati così cinque incontri nazionali itineranti che, attraverso Cecina (Luglio 2005), Firenze (Settembre 2005), Roma (Ottobre 2005), Napoli (Dicembre 2005) e Pescara (Gennaio 2006) hanno portato all’effettuazione del 1° Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che si è tenuto a Roma dal 10 al 12 marzo 2006 durante il quale più di seicento partecipanti, rappresentanti di reti associative e sindacali nazionali e di realtà territoriali di movimento si sono confrontati, hanno approfondito le analisi, hanno messo in comune saperi e pratiche di mobilitazione. Soprattutto hanno condiviso la necessità di cambiare radicalmente il quadro normativo esistente attraverso una proposta di legge d’iniziativa popolare i cui obiettivi sono: la tutela della risorsa e della sua qualità, la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e la gestione dello stesso mediante strumenti di democrazia partecipativa. Il testo, che porta come titolo “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico”, è stato sottoposto alla discussione collettiva e definitivamente approvato nell’assemblea nazionale del 7 ottobre 2006 a Firenze e per i primi sei mesi del 2007 è stato al centro di una campagna nazionale di raccolta firme in tutto il Paese.Sull’onda di tale straordinaria raccolta firme (406.626) in ogni angolo del Paese sono fiorite iniziative sul tema dell’acqua e sono sorti nuovi comitati, si sono attivate nuove energie. Ad oggi al Forum Italiano aderiscono oltre 80 reti nazionali e più di 1.000 realtà territoriali e centinaia di Enti Locali (il Comitato promotore). In questo modo si è messo in moto un circolo virtuoso. E’ stato coinvolto il mondo del teatro, quello della musica e così diversi artisti, divenuti gli “Artisti per l’Acqua”, hanno voluto dare il proprio contributo a questa battaglia di civiltà. Inoltre sono stati alcune centinaia gli Enti Locali che hanno deliberato l’adesione e il sostegno alla proposta di legge.Nello stesso tempo il Forum è stato in grado, grazie ad un proficuo e continuo collegamento con le forze politiche della Sinistra allora presenti in Parlamento, di bloccare il ddl Lanzillotta sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali e soprattutto di far approvare la moratoria sugli affidamenti ai privati, valida fino al 1° Dicembre 2008. Onde sostenere la legge d’iniziativa popolare è stata promossa la prima manifestazione nazionale per l’acqua in Italia, che si è svolta il 1° Dicembre 2007, a cui hanno preso parte 40.000 persone per ribadire che l’acqua deve essere pubblica e che i beni comuni vanno tutelati. Erano presenti contemporaneamente in piazza i tre attori protagonisti della gestione del servizio idrico: i cittadini, i lavoratori e gli Amministratori locali.Attualmente la legge è assegnata alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati in sede referente. Nel pomeriggio di giovedì 23 Aprile presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati si è svolta un’audizione con i rappresentanti del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.Contemporaneamente, si è tenuto davanti alla Camera dei Deputati, presso Piazza Montecitorio, un presidio promosso dal Forum dei movimenti per l’acqua.

21 e 25 MARZO con PAOLO nel CUORE!

Quest'anno abbiamo organizzato due appuntamenti per ricordare Paolo Colli a 5 anni dalla sua scomparsa:
Domenica 21 marzo 2010
festeggeremo l'arrivo della primavera ricordando Paolo in uno dei posti che hanno visto nascere la nostra Comunità: i monti Aurunci alle spalle di Formia (LT). ore 09:30 - appuntamento al primo quadrivio dopo la frazione di Maranola, a circa 5 km dal borgo;ore 10:00 - partenza per escursione sulla cima del Redentore. Durante il cammino, letture e pensieri per ricordare Paolo Colli;ore 13:00 pranzo a sacco e momento conviviale. La volontaria Mari Yasuoka ci illustrerà la tradizionale Festa giapponese della fioritura dei ciliegi (Hanami);ore 14:30 - discesa dalla cima del Redentore;ore 16:00 circa - rientro.

Giovedì 25 marzo 2010
appuntamento in sede nazionale - via Ardeatina 277, Roma. Ricorderemo Paolo Colli all'insegna del fare, presentando il progetto del nuovo sito nazionale di Fare Verde, uno strumento indispensabile per diffondere le nostre idee, comunicare le nostre attività e promuovere la partecipazione alla vita della nostra Comunità.Il nuovo sito, questa volta completamente rinnovato, sarà dotato di strumenti informatici che lo renderanno più aggiornato, collaborativo e condiviso. Lo stesso progetto sarà messo a disposizione di tutti gruppi locali per la creazione di siti attraverso i quali comunicare le iniziative promosse sul territorio.L'incontro del 25 marzo sarà un ulteriore momento per ricordare Paolo e la sua opera in compagnia di quanti per motivi personali e familiari non potranno partecipare all'escursione di domenica 21 marzo a Formia (LT).alle 16.30 S. Messa presso la chiesa di Santa Marcella, piazza Nicoloso da Recco (zona Piramide), Roma. Chi vuole partecipare, contatti la sede nazionale: 06 700 5726.Dal pomeriggio, chi vuole e può, è invitato a venire in sede per dare una mano ad organizzare la serataore 19:00 Paolo Colli nel ricordo dei volontari;ore 19:30 presentazione del progetto per il nuovo sito di Fare Verde;ore 20:00 cena e momento conviviale.
PAOLO COLLISe ne è andato in un attimo e da solo, nel suo stile. Come un attimo sono sembrati quei 5 mesi nei quali ha combattuto per spegnere l'incendio della leucemia che lo aveva attaccato. Stavolta Paolo Colli ha preferito lasciar perdere questo incendio e volare in alto. Ci ha lasciato il 25 marzo, venerdì santo del 2005, a 44 anni.Fondatore di Fare Verde, vera anima dell'associazione, ha legato il suo nome a tutte le iniziative che Fare Verde ha portato avanti nella sua ventennale storia: dal Mare d'inverno alla battaglia sui cotton fioc, dal volontario internazionale che lo ha portato in giro per il mondo ai campi antincendio, al riconoscimento ministeriale ed ancora alle campagne nazionali, ultima quella sul compostaggio domestico che forse può essere considerata la più bella, quella con il maggior respiro ed alla quale ancora lavorava, sino all'ultimo, senza risparmiarsi.Paolo avrebbe fatto spallucce a ricordare quanto ha fatto, troppo umile e troppo impegnato nella prossima iniziativa per fermarsi a ricordare i meriti di quelle passate. Così vogliamo fare noi tutti di Fare Verde, abbiamo tante cose da fare e tanti progetti da completare, creare, realizzare: dal quel 25 marzo del 2005 abbiamo un motivo in più per farlo.

Informazioni utili per l'escursione sulla cima del Redentore:CIMA DEL REDENTORE (m 1259)PARTENZA DA: Quadrivio, Loc. Pornito PER: Santuario di San Michele e RedentoreDIFFICOLTA’: FacileDISLIVELLO: m 450TEMPO ANDATA: ore 1,30RITORNO: ore 1ATTREZZATURA: scarpe adatte per camminare in montagna, borraccia, impermeabilePERCORSO: La località di Pornito (m 819) si raggiunge attraverso la strada del Redentore che si diparte dal centro di Maranola. Presso la località Campone si prende la strada a destra verso est e si sale per circa 5 minuti fino alla casa forestale della Comunità Montana dove si lascia l'automobile. Si prosegue a piedi salendo verso la roccia del “Redentore” che si staglia con la sua inconfondibile forma sopra di noi. Questo è il vecchio sentiero che conduce a San Michele, chiesa rupestre ricavata in una grossa grotta di rarissima suggestione a quota 1100 circa. Dalla chiesa di San Michele è facile raggiungere, attraverso un inerpicato sentiero, la roccia del “Redentore” passando per la Sella Sola. Superato l'ultimo ostacolo, dai piedi della grande statua in ghisa si resta attoniti nell'ammirare l’intero Golfo di Gaeta, con particolare vista dall’alto di Formia e Maranola. Lo sguardo spazia in un panorama vastissimo dal Vesuvio fino al Circeo e la suggestione è tanta grazie al connubio mare-montagna.Percorso facile, “da famiglia”, raccomandabile come primo approccio agli Aurunci, di incredibile bellezza per i vasti panorami e gli aspetti più propriamente ambientali: geologico, botanico, faunistico, climatologico.

01/03/10

Meno gossip, più informazione. Da Fare Verde, solidarietà a Bonelli in sciopero della fame

Fare Verde esprime la sua solidarietà ad Angelo Bonelli, ricoverato d'urgenza dopo 33 giorni di sciopero della fame per protestare contro la scomparsa dall'informazione italiana delle problematiche ambientali."Bonelli ha ragione - afferma Massimo De Maio, presidente di Fare Verde onlus - tutti conoscono i dettagli del gossip politico, ma nessuno sa, solo per fare un esempio, che l'inceneritore di Acerra ha problemi di funzionamento e non ha risolto il problema dei rifiuti in Campania. Nessuno sa che per scongiurare le emergenze rifiuti esiste la possibilità concreta di agire a monte con la riduzione e non a valle con discariche ed inceneritori.""L'ambiente - continua De Maio - da tematica centrale per dare risposte serie, concrete, attuali e di lungo respiro alle crisi epocali che questo terzo millennio ci riserva, è ridotto ad "accessorio" dei programmi elettrorali e delle politiche nazionali"."Il tema sollevato da Bonelli - conclude De Maio - non è può essere ricondotto a logiche elettorali e di parte. Tutta la politica italiana deve rendersi conto che il futuro dell'Italia dipende da una radicale inversione di rotta nei modelli di produzione e consumo. Continuare a pensare di alimentare la crescita economica con la crescita di consumi e sprechi non solo è impossibile. È anche folle. Alle Istituzioni chiediamo di recepire le richieste di maggiore spazio alle tematiche ambientali. A Bonelli chiediamo di interrompere il digiuno, augurandogli di rimettersi presto."

24/02/10

La CITTA' che VOGLIAMO!


Legambiente, Fare Verde, Unione degli Studenti e Malatesta hanno messo a punto una serie di proposte che saranno portate all'attenzione del Consiglio comunale troppo spesso disattento alle richieste dei cittadini e in particolare dei giovani.
Da anni i ragazzi di Campobasso chiedono ai propri amministratori un "centro di aggregazione". Ora più che mai le associazioni ritengono che sia arrivato il momento di rilanciare questo tema troppo spesso sottovalutato un po' da tutti. "Uno spazio libero, aperto e condiviso può essere una risposta alle decine di studenti che non hanno spazi fdove poter discutere, vedere un film, suonare con la propria band, leggere un libro, sentire un po' di musica e, banalmente, stare insieme . Non è accettabile che l'amministrazione ignori le esigenze dei ragazzi".

Le associazioni intendono aiutare l'amministrazione a risolvere i principlai problemi che riassumono in punti precisi:

-PIANO PER LA MOBILITA' SOSTENIBILE

Troppe auto, la città non è più lo spazio comune dei cittadini, delle relazioni umane, ma è sempre di più un'infrastruttura al servizio dell'automobile: le piazze, i viali, perfino i marciapiedi, sono sottratti alle persone e consegnati alle auto, a danno soprattutto dei soggetti più deboli, come bambini e anziani. Campobasso deve dotarsi di Zone a traffico limitato favorendo l'utilizzo del trasporto pubblico e degli spostamenti non motorizzati (pedonali e ciclabili) tenedo presente che il 44% degli spostamenti urbani in auto sono inferiori ai 5Km. Non è vero che il traffico genera economia, è stato dimostrato l'esatto contrario: nelle ZTL gli esercizi commerciali hanno potenzialmente più clienti tra pedoni e ciclisti che tra gli automobilisti ai quali risulta più difficile trovare parcheggio, pagare il tiket oppure continuare a girare nella città contribuendo all'aumento delle emissioni dannose alla salute.

- RIFIUTI ZERO

La strategia del futuro, che dà posti di lavoro, una nuova economia, meno inquinamento. Verso un 2020 senza rifiuti, solo con materiali a ciclo continuo. Produrre meno rifiuti, ridurre, riutilizzare ciò che ha ancora valore, con i mercatini dell'usato, riciclare materiali, recuperare. Ecco come: accordi con supermarket e centri commerciali per favorire la vendita di prodotti sfusi, il ritiro del vuoto a rendere, i pannolini ecologici per tutti, con più soldi a disposizione dei cittadini. Meno rifiuti, si comincia così. Paghi per quanto produci. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale. Paghi per quanto produci. Più differenzi, meno paghi. Negozi del riciclo. La libertà di poter vendere i propri rifiuti, che tali non sono. Lattine, barattoli, bottiglie, hanno un valore di mercato. Centri del Riciclo. Li pagano i privati, servono a rendere efficiente il riciclo di tutti materiali che i cittadini destinano a raccolta differenziata.TMB. Trattamento meccanico biologico, capace di ridurre sensibilmente il rifiuto indifferenziato ed evitare l'inceneritore, che costerebbe diversi milioni di euro con danni a persone ed ambiente non quantificabile. Compostaggio per restituire al suolo agricolo quanto sottratto, per recuperare energia con la digestione anerobica dell'umido raccolto. Centro Studi Materiali non riciclabili in collaborazione con Università ed imprese del territorio per studiare i materiali ancora non riciclabili/compostabili e sostituirli in 10-15 anni nel ciclo produttivo locale.

- ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Il miglioramento dell'efficienza energetica con la sostituzione delle lampade tradizionali con quelle più moderne a LED, consente di risparmiare circa il 50/60 % dell'energia elettrica, i costi di sostituzione delle lampade tradizionali che durano non oltre due anni (quelle a led almeno 12 volte di più), i costi di manutenzione, oltre al risparmio "ecologico" derivante dalle minori emissione di Co2. In più il LED è ad accensione immediata, non ha emissioni elettromagnetiche, non infastidisce la vista e riduce in maniera considerevole l'inquinamento luminoso, essendo facilmente direzionabile nelle sole zone di interesse. Questa tecnologia, come sperimentato da diversi comuni "virtuosi" in diverse zone d'Italia, prevede un investimento recuperabile in circa 10 anni, passati i quali l'amministrazione potrà beneficiare di sostanziosi risparmi, con benefici per l'intera cittadinanza, sia in termini economici che ecologici.

22/02/10

"Il MARE d' INVERNO"_ 2010

Pulire le spiagge anche quando non servono ai bagnanti. Per ricordare a tutti che l’inquinamento dura tutto l’anno.

Le cassette in polistirolo per il pesce, abbandonate in mare dai pescherecci, costituiscono un vero e proprio flagello per le nostre spiagge.

Si è svolta con successo anche in Molise la 18^ edizione dell’iniziativa "IL MARE D'INVERNO" organizzata dal gruppo provinciale di Campobasso di FARE VERDE sul litorale di Campomarino, che ha visto decine di volontari impegnati nella raccolta di rifiuti abbandonati sulla spiaggia.
E’ stato ripulito il tratto a nord di Campomarino lido fino al depuratore, tratto di particolare interesse paesaggistico per la presenza di dune naturali e riccamente popolato di specie volatili.
Stilata anche la ormai consueta classifica dei rifiuti raccolti: vince, per l’ennesima volta e senza grandi sorprese, ancora la plastica in tutte le sue forme: bottiglie e contenitori in particolare, ma anche imballaggi ed oggetti usa e getta di ogni genere; una presenza diabolica per le nostre spiagge invase da tutto ciò che viene abbandonato indiscriminatamente o che il mare restituisce al mittente dopo le mareggiate.
Proprio la presenza massiccia di contenitori in plastica dimostra come, nonostante le emergenze rifiuti che viviamo da diversi anni, ancora nulla, o troppo poco, si sta facendo per limitare la produzione di rifiuti “a monte” attraverso l’introduzione, ad esempio, del vuoto a rendere per le bevande, della diffusione dei detersivi alla spina, della sostituzione dei prodotti “usa e getta” con quelli riutilizzabili (pannolini per bambini, sacchetti per la spesa,ecc..); semplici comportamenti “virtuosi” che, laddove adottati, potrebbero ridurre drasticamente la produzione dei rifiuti e tutte le problematiche inerenti il loro smaltimento, compreso i costi.
Un’altra invadente presenza riscontrata è quella del polistirolo. Oltre alle onnipresenti scatole per esche, è davvero sconcertante la massiccia presenza di cassette per confezionare il pesce, evidentemente “abbandonate” in mare con troppa facilità dagli equipaggi dei pescherecci; un segnale davvero preoccupante che viene proprio da chi il mare lo vive quotidianamente e pertanto ci si aspetterebbe un rispetto sicuramente maggiore, anche in considerazione della consapevolezza dei danni che i rifiuti in mare possono provocare alla fauna marina, come dimostrato dal recente spiaggiamento dei balenotteri nelle vicine coste pugliesi.

All’iniziativa hanno preso parte anche i volontari del Corpo Volontari Protezione Civile di Campomarino, ed una delegazione dell’Associazione Ambiente Basso Molise, oltre a molti cittadini che hanno così avuto l’opportunità di passare una domenica diversa all’insegna del volontariato e della tutela ambientale.
Molte decine i sacchi di rifiuti raccolti dai volontari che hanno così contribuito a restituire decoro e bellezza ad un tratto delle nostre coste che, come la gran parte dei litorali nazionali, lontano dalla stagione balneare appaiono tutt’altro che accoglienti, spesso somiglianti a vere e proprie discariche, in attesa di essere rimessi a nuovo solo con l’approssimarsi dell’estate per essere asserviti allo sfruttamento dei bagnanti.

Campobasso, 21 febbriao 2010

Fare Verde ONLUS - Gruppo locale di Campobasso - Tel. 329.4343334

19/02/10

ASSEMBLEA CITTADINA_La CITTA' che VOGLIAMO!


Venerdì 19 febbraio alle ore 17.30, presso la sala convegno dell’incubatore sociale di via Monsignor Bologna, si terrà un incontro programmatico promosso da Ass.malatesta, Fare Verde, Legambiente, Unione studenti, per stilare alcune proposte da inoltrare all’amministrazione in tema di mobilità sostenibile, risparmio energetico, gestione rifiuti e centri di aggregazione.

Il "MARE d' INVERNO"_DOMENICA 21 Febbraio FARE VERDE vi INVITA in SPIAGGIA!

Domenica 21 febbraio appuntamento sul litorale di Campomarino per la 18^ edizione de "Il Mare d'inverno", il tradizionale appuntamento di Fare Verde per promuovere la cura e la salvaguardia dei litorali.
I volontari si ritroveranno alle ore 10.00 nei pressi del "Mambo bar" (Campomarino nord) per ripulire il tratto di costa che arriva fino al depuratore, ed invitano amministratori, cittadini ed associazioni ad intervenire per contribuire alla valorizzazione della nostra costa.
L’obiettivo dell'iniziativa di volontariato e’ di monitorare lo stato di salute delle spiagge, abbandonate a se stesse nel periodo invernale e "riscoperte" in tutto il loro degrado solo con l’approssimarsi della stagione balneare.
L'operazione "IL MARE D'INVERNO" serve quindi a ricordare che l'inquinamento di mare, spiagge e litorali dura tutto l'anno, anche se ce ne ricordiamo solo quando arriva l'estate e l'ambiente viene asservito agli interessi vacanzieri dei turisti. Spesso l'inquinamento dipende da nostri piccoli gesti quotidiani sicuramente evitabili: le tonnellate di plastica usa e getta disperse nell'ambiente ne sono la più lampante testimonianza.
Le recenti operazioni di pulizia, che hanno coinvolto centinaia di spiagge italiane, segnalano, infatti, l’enorme invadenza della plastica in ogni sua forma: bottiglie, sacchetti, accendini, rasoi, ma soprattutto contenitori di ogni tipo ed imballaggi restituiti al "mittente" dalle mareggiate.
Oggetti che descrivono il lato peggiore della nostra società consumista, irrispettosa dell’ambiente e cieca nella gestione di risorse naturali che, come il petrolio usato per produrre la plastica, sono destinate ad esaurirsi in tempi brevi.
Tutti gli oggetti "usa e getta" invece, durano pochi secondi durante l'utilizzo, ma decine, se non centinaia di anni come rifiuti, sia se conferiti in discarica, sia se dispersi, come spesso accade, nell'ambiente a deturpare i nostri paesaggi. Peggio ancora se inviati all'incenerimento, dove diventano per un terzo ceneri tossiche, per due terzi nano polveri cancerogene sprigionate nell'aria, che ne dica la faziosa e troppo interessata propaganda pro-termovalorizzatori.
Da non sottovalutare poi i danni alla fauna marina derivanti dalla presenza in mare di rifiuti di ogni sorta; il recente spiaggiamento e la conseguente morte di numerosi capodogli proprio a pochi chilometri dalla costa molisana testimonia i devastanti effetti di bottiglie, buste, polistirolo, ecc., che abbondano fluttuando nei nostri mari.
Oltre ai volontari di Fare Verde, alla giornata ecologica prenderanno parte anche quelli del Corpo Volontario di Protezione Civile di Campomarino, mentre l'amministrazione comunale provvederà al ritiro dei rifiuti raccolti; sarà quindi l'occasione per condividere una domenica diversa all'insegna dell'impegno in prima linea a tutela dell'ambiente e, perché no, riscoprire con una salutare passeggiata la bellezza dei nostri litorali e l'eccezionale fascino del Mare d'Inverno.
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Campobasso, 19 febbraio 2010

FARE VERDE Onlus
Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 legge 349/86
Gruppo di Campobasso. Tel.329.43.43.334
http://www.fareverdecampobasso.blogspot.com/
http://www.fareverde.it/
molise@fareverde.it

18/02/10

Un' AREA per BUTTARE CALCINACCI e MATTONELLE. IL CONSIGLIO COMUNALE SPOSA l' IDEA di FARE VERDE

Le recenti operazioni di volontariato effettuate dall’associazione Fare Verde a Campobasso, in particolare la giornata ecologica per ripulire un tratto della pineta della collina Monforte, hanno evidenziato una grave problematica concernente la massiccia presenza di calcinacci e scarti di lavorazioni edili abbandonati indiscriminatamente in tante discariche “improvvisate” ed abusive o, peggio, gettati a valle in boschi e pinete, come nel citato caso della collina Monforte.
Tale fenomeno, oltre a denotare uno scarsissimo senso civico da parte di quei cittadini che si disfanno degli scomodi rifiuti nel peggiore dei modi, solleva anche una serie di riflessioni ed interrogativi.
Ad oggi, nel comune di Campobasso, non esiste per i cittadini, un qualsivoglia punto di raccolta e conferimento di rifiuti inerti e residui da lavorazione edili; tali rifiuti infatti, possono essere conferiti solo presso appositi siti autorizzati, ma soltanto dalle imprese edili accreditate, dietro pagamento di una tariffa.
Tale regola, seppur valida, esclude i comuni cittadini dal poter accedere a tale servizio, peraltro privato, vista la mancanza di analogo servizio pubblico.

E’ opportuno ricordare che i rifiuti inerti sono considerati rifiuti speciali e pertanto necessitano di siti dedicati e non possono essere trattati alla stessa stregua dei normali Rifiuti Solidi Urbani. Un ottimale ed auspicabile ciclo di questo tipo di rifiuti, prevedrebbe il riciclo ed il riutilizzo, come avviene peraltro in molte realtà “virtuose”.

E’ altresì noto ed innegabile che non tutti i cittadini si avvalgono di imprese edili per effettuare lavori domestici; spesso accade che tante lavorazioni vengono effettuate in proprio, secondo il principio dell’economia ed avvalendosi delle capacità manuali proprie o di qualche familiare (es. rifacimento rivestimenti, sostituzione sanitari, tracce, cucine in muratura, ecc…); lavori che, pur non richiedendo necessariamente l’intervento di una impresa edile, danno luogo alla produzione di importanti quantità di rifiuti inerti che risultano successivamente impossibili da smaltire in maniera regolare.
Ne consegue che i calcinacci vengono spesso gettati nei cassonetti, magari “diluiti” un po’ per volta, causando seri problemi ai mezzi compattatori della raccolta, facendo aumentare notevolmente il volume e soprattutto il peso dei rifiuti con conseguente aumento dei costi di sversamento in discarica , cagionando, tra l’altro, un danno ambientale non indifferente.
Ancora peggio se vengono abbandonati nell’ambiente, nei fossi, nelle cunette o lungo i pendii, come purtroppo troppo spesso verificato e facilmente riscontrabile da un attento monitoraggio delle zone limitrofe della città.

Alla luce di quanto esposto ed al fine di arginare il fenomeno illustrato, emerge l’assoluta necessità di regolamentare il sistema di conferimento degli scarti edili, ad oggi di fatto inesistente; Fare Verde chiede pertanto che l’amministrazione comunale predisponga con urgenza tutte le procedure necessarie per realizzare un’area di conferimento a norma per rifiuti inerti, accessibile, oltre alle imprese, anche ai privati cittadini.

FARE VERDE Onlus
Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 legge 349/86
Gruppo di Campobasso. Tel.329.43.43.334
http://www.fareverdecampobasso.blogspot.com/
http://www.fareverde.it/molise@fareverde.it

I PANNOLINI ECOLOGICI LAVABILI


Chi sceglie di usare i pannolini ecologici lavabili, contribuisce alla riduzione di circa una tonnellata di rifiuti, evita l’abbattimento di 10 alberi, riduce lo spreco di risorse ed energia, salvaguarda la salute del proprio pargolo e risparmia un consistente “gruzzoletto”.
Ecco i motivi per passare ai pannolini di stoffa, dicendo NO alla logica dell’usa e getta.
Esistono almeno tre ragioni fondamentali per scegliere i pannolini in materiali riutilizzabili per i propri figli: la tutela dell’ambiente, il risparmio economico e il maggior benessere del bambino.
· La tutela dell'ambiente.
I bambini inconsapevolmente producono circa il 10% del totale dei rifiuti prodotti in Italia, considerando che ogni bambino al compimento del terzo anno ha utilizzato circa 5/6000 pannolini per un peso complessivo di oltre una tonnellata. E’ stato calcolato che ogni giorno vengono gettati nella spazzatura oltre 6 milioni di pannolini che, a causa della loro particolare composizione e del contenuto di residui organici, rappresentano una delle tipologie di rifiuto più difficili da gestire.
I pannolini sono infatti costituiti, oltre che da cellulosa, da plastica e da idrogel (che contengono solventi, metalli pesanti, polimeri, diossine e furani) e inquinano pesantemente l’ambiente già in fase di produzione. Inoltre è un rifiuto che non può essere riciclato e quindi richiede lo smaltimento in discarica (dove impiega oltre 600 anni per decomporsi, non biodegradarsi), dove diventano veicoli per la proliferazione di virus e batteri pericolosi, contribuendo alla contaminazione del suolo e delle falde acquifere.
Se invece finiscono in inceneritore, la combustione dei materiali sintetici di cui sono composti può dare origine alla pericolosa diossina ed altre sostanze nocive.
Notevole anche l’impatto complessivo connesso alla loro produzione: i pannolini usa e getta necessitano, rispetto a quelli in tessuto, di 3 volte e mezzo più energia, una quantità di materie prime non rinnovabili oltre 8 volte maggiore ed addirittura un quantitativo di risorse rinnovabili 90 volte superiore; basti pensare che i pannolini monouso sono composti per circa il 70% da cellulosa, per la cui produzione viene utilizzata polpa di legno. Una recente ricerca ha in proposito evidenziato che per produrre i pannolini necessari per soddisfare un bambino dalla nascita al trentesimo mese sia necessario abbattere oltre 10 alberi di medie dimensioni.
Diversamente, con l’utilizzo di pannolini ecologici lavabili, l’impatto ambientale si riduce drasticamente sino a diventare irrilevante, considerando sia l’impiego di materiali, in gran parte naturali come il cotone, sia il fatto che nulla verrà cestinato. L’unico consumo derivante dalla scelta dei pannolini ecologici è quello relativo ai lavaggi, ma resta di gran lunga inferiore all’energia necessaria per la produzione, il trasporto, la distribuzione e lo smaltimento di quelli usa e getta.

· Il risparmio economico
L’utilizzo di pannolini monouso risulta oggi una delle spese maggiori connesse alla nascita di un bambino.
Basti pensare che, considerando una media di 5/6 cambi al giorno per un periodo di 30 mesi, si
possono spendere fino a 2000 euro in pannolini monouso. Tali cifre sarebbero ancora maggiori nel caso in cui il bambino tardasse a “passare al vasino”.

Da non trascurare anche il costo aggiuntivo dovuto all’uso di creme antiarrossamento e al tempo e al carburante necessario per andare di volta in volta al supermercato ad acquistare le varie confezioni di usa e getta.
Di contro, per l’acquisto di un kit di pannolini lavabili e dei relativi accessori (mutandine, panni supplementari e veli in cellulosa), basta sostenere un investimento compreso tra i 350 e i 600 euro, variabile a seconda dei modelli e della marca scelta. Considerando infine il costo dei lavaggi (in termini di elettricità, acqua e detersivo), si ottiene un risparmio che può tranquillamente superare il 50% della cifra altrimenti spesa in pannolini usa e getta.
Se poi si considera che possono essere riutilizzati per un secondo o terzo figlio, oppure ceduti in famiglia, scambiati o rivenduti, il risparmio può aumentare notevolmente.
Infine, l’utilizzo di pannolini in cotone naturale, evita l’utilizzo di molti prodotti cosmetici, con derivante ulteriore risparmio.

· Il benessere del bambino
Il rivestimento impermeabile dei pannolini comuni non permette in alcun modo un’adeguata traspirazione e causa della formazione all’interno delle condizioni (calore, umidità e mancanza d’aria) ideali per l’insorgere di arrossamenti ed irritazioni sulla delicata pelle del bambino.
A dimostrazione di ciò diversi studi statistici hanno evidenziato un sensibile aumento degli eritemi e delle allergie cutanee tra i bambini che indossano pannolini monouso. Negli USA, ad esempio, negli ultimi 50 anni i casi di arrossamento sono passati dal 7,1% al 61% dei bebé, la maggior parte dei quali indossa gli “usa e getta”.
Una conseguenza ancora più preoccupante è causata dalla temperatura che si sviluppa attorno all’area dei genitali del bambino, che può superare di circa 1°C quella corporea. A tal proposito uno studio dell’Università di Kiel (Germania) ha rilevato che un’esposizione prolungata dello scroto dei maschietti a queste temperature può avere delle conseguenze negative sulla salute e funzionalità dei testicoli, con possibili ripercussioni sulla futura fertilità in età adulta. Nelle femminucce, tali condizioni sarebbero invece la causa del crescente diffondersi di vaginiti croniche in età pediatrica, un disturbo che prima dell’avvento dei pannolini monouso era comune solo nelle donne adulte.
Un altro preoccupante fattore per la salute dei bambini è il particolare mix di sostanze chimiche che vengono abitualmente utilizzate nella fabbricazione degli usa e getta, come sbiancanti, antimuffa, gel superassorbenti, ecc. , sulle quali non esiste ancora alcuna norma che obblighi le aziende produttrici a riportarne la dicitura in etichetta. Solo per citarne alcune tra le più rischiose, il sodio policloridato (un composto che assorbe più di 100 volte il suo peso in acqua) che già fin dal 1985 è stato vietato nella fabbricazione di tamponi femminili perchè sospettato di provocare shock tossici, oppure il Tbt (Tributile di Stagno), una sostanza particolarmente tossica utilizzata come biocida in diversi settori.
La superassorbenza, tra l’altro, oltre ad essere una concausa dell’insorgere degli arrossamenti perché inducono i genitori a cambiare meno spesso il pannolino, limitano anche la sensibilità dei bambini perchè impediscono loro di sentire il fastidio del contatto con la pipì e la sensazione di sporco. Ciò contribuirebbe all’innalzamento dell’età in cui il bimbo riesce a passare al vasino, negli ultimi anni salita in media addirittura a 42 mesi!
Di contro utilizzando i pannolini di stoffa si può star tranquilli perchè a contatto con la pelle del bebè vi sono solo fibre naturali, non trattate, anallergiche, perfettamente traspiranti, che riducono l’insorgere di arrossamenti ed irritazioni e permettono di mantenere una temperatura fisiologica che salvaguarda la salute dei genitali.
Infine, il relativo maggiore ingombro ha un notevole effetto positivo anche dal punto di vista ortopedico perché, facendo tenere le gambine naturalmente divaricate, consente il normale sviluppo delle anche.

Per ulteriori informazioni:
FARE VERDE Onlus – Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 legge 349/86
Gruppo di Campobasso. Tel.329.43.43.334

10/02/10

Fermiamo “caccia no limits” nell’Anno della Biodiversità!

Il Senato della Repubblica, venerdì 28 gennaio 2010, ha approvato tra le proteste generali l’articolo 38 della legge Comunitaria. In gioco, con questo articolo “ingannevole”, ci sono tante cose e tutte molto negative, che la LIPU riassume in poche parole: caccia “no limits”!
L’articolo 38 è anzitutto una beffa all’Europa, che da quattro anni attende invano dall’Italia risposte alle infrazioni commesse. Italia che abusa della caccia in deroga a specie protette; che non prevede alcun divieto di caccia nelle delicatissime fasi di riproduzione e migrazione degli uccelli; che non tutela abbastanza le zone di protezione speciale e gli habitat naturali.
Nessuna di queste risposte all’Europa arriverà, con l’articolo 38.
Ma in compenso, la situazione peggiorerà. Perché questo articolo allungherà la stagione di caccia, cancellando i limiti della stagione venatoria nazionale -oggi contenuta tra il 1° settembre e il 31 gennaio- aprendo così la strada a nuove, illegittime deroghe.
In sostanza, l’Italia sta dicendo all’Europa che risolverà un’infrazione aggiungendone un’altra!
Ma l’articolo 38 è anche un grave e concreto danno alla Natura.
Perché si potrà cacciare ad agosto, con i piccoli uccelli ancora dipendenti dai genitori, o nel delicato mese di febbraio, quando i migratori sono nel pieno del loro viaggio di ritorno verso i luoghi di riproduzione.
Natura già ferita da mille assalti: la distruzione degli habitat, i cambiamenti climatici, l’inquinamento ambientale, lo scempio al territorio e al paesaggio.
Natura che ci chiede ben altro, e cioè rispetto, cura, attenzione, conoscenza.
L’articolo 38 è poi una ferita al diritto, alla chiarezza, alla trasparenza della politica. Perché la sua approvazione al Senato si è consumata tra sotterfugi, trucchi, piccoli inganni, pressioni indebite, cose nascoste o mistificate.

Infine, l’articolo 38 è un raggiro delle persone, degli italiani. Di quell’86% di italiani (sondaggio IPSOS per LIPU etc.) contrari ad ogni allungamento della stagione venatoria.
Lo hanno forse chiesto, agli italiani, se la caccia ad agosto e a febbraio è davvero cosa gradita?
Il 2010 è l’anno internazionale della Biodiversità. Ci sono tante cose da fare: natura da conoscere e proteggere, voli da salutare, boschi e alberi con cui respirare. La Biodiversità: un mondo infinito e meraviglioso.
Cosa c’entrano i fucili e il piombo con tutto ciò?
Presto l’articolo 38 andrà alla Camera.
Fermiamolo, tutti insieme, stai con la LIPU.
Diffondi questo appello

Segui sul sito http://www.lipu.it/ la campagna “Fermiamo caccia selvaggia”
Firma la petizione LIPU su http://www.lipu.it/tu_petizione_cacciaselvaggia.htm
Comunicate la vostra adesione, come singolo individuo o come gruppo, associazione, società , ecc., alla LIPU scrivendo una email a: giovanni.albarella@lipu.it

01/02/10

CERCASI ROMEO!

CIAO A TUTTI,
MI CHIAMO GIULIETTA, SONO DI PICCOLA TAGLIA, TRANQUILLA E AFFETTUOSA. SONO STATA CONDANNATA PER AVER MANGIATO UNA GALLINA IN PREDA AD UNA CRISI DI FAME, PER QUESTO MI HANNO DATO L'ULTIMATUM DI TRASLOCARE IN FRETTA, ALTRIMENTI RISCHIO UNA BRUTTA FINE....
CERCO ASILO POLITICO, VI PREGO ADOTTATEMI!!!
PER CHI FOSSE INTERESSATO, CONTATTARE FARE VERDE AL 329.43.43.334
GRAZIE.