10/06/10

I PANNOLINI ECOLOGICI



Chi sceglie di usare i pannolini ecologici lavabili, contribuisce alla riduzione di circa una tonnellata di rifiuti, evita l’abbattimento di 10 alberi, riduce lo spreco di risorse ed energia, salvaguarda la salute del proprio pargolo e risparmia un consistente “gruzzoletto”.
Ecco i motivi per passare ai pannolini di stoffa, dicendo NO alla logica dell’usa e getta.

Esistono almeno tre ragioni fondamentali per scegliere i pannolini in materiali riutilizzabili per i propri figli: la tutela dell’ambiente, il risparmio economico e il maggior benessere del bambino.

•La tutela dell'ambiente.
I bambini inconsapevolmente producono circa il 10% del totale dei rifiuti prodotti in Italia, considerando che ogni bambino al compimento del terzo anno ha utilizzato circa 5/6000 pannolini per un peso complessivo di oltre una tonnellata. E’ stato calcolato che ogni giorno vengono gettati nella spazzatura oltre 6 milioni di pannolini che, a causa della loro particolare composizione e del contenuto di residui organici, rappresentano una delle tipologie di rifiuto più difficili da gestire.
I pannolini sono infatti costituiti, oltre che da cellulosa, da plastica e da idrogel (che contengono solventi, metalli pesanti, polimeri, diossine e furani) e inquinano pesantemente l’ambiente già in fase di produzione. Inoltre è un rifiuto che non può essere riciclato e quindi richiede lo smaltimento in discarica (dove impiega oltre 600 anni per decomporsi, non biodegradarsi), dove diventano veicoli per la proliferazione di virus e batteri pericolosi, contribuendo alla contaminazione del suolo e delle falde acquifere.
Se invece finiscono in inceneritore, la combustione dei materiali sintetici di cui sono composti può dare origine alla pericolosa diossina ed altre sostanze nocive.
Notevole anche l’impatto complessivo connesso alla loro produzione: i pannolini usa e getta necessitano, rispetto a quelli in tessuto, di 3 volte e mezzo più energia, una quantità di materie prime non rinnovabili oltre 8 volte maggiore ed addirittura un quantitativo di risorse rinnovabili 90 volte superiore; basti pensare che i pannolini monouso sono composti per circa il 70% da cellulosa, per la cui produzione viene utilizzata polpa di legno. Una recente ricerca ha in proposito evidenziato che per produrre i pannolini necessari per soddisfare un bambino dalla nascita al trentesimo mese sia necessario abbattere oltre 10 alberi di medie dimensioni.
Diversamente, con l’utilizzo di pannolini ecologici lavabili, l’impatto ambientale si riduce drasticamente sino a diventare irrilevante, considerando sia l’impiego di materiali, in gran parte naturali come il cotone, sia il fatto che nulla verrà cestinato. L’unico consumo derivante dalla scelta dei pannolini ecologici è quello relativo ai lavaggi, ma resta di gran lunga inferiore all’energia necessaria per la produzione, il trasporto, la distribuzione e lo smaltimento di quelli usa e getta.

•Il risparmio economico
L’utilizzo di pannolini monouso risulta oggi una delle spese maggiori connesse alla nascita di un bambino.
Basti pensare che, considerando una media di 5/6 cambi al giorno per un periodo di 30mesi, si possono spendere fino a 2000 euro in pannolini monouso. Tali cifre sarebbero ancora maggiori nel caso in cui il bambino tardasse a “passare al vasino”.

Da non trascurare anche il costo aggiuntivo dovuto all’uso di creme antiarrossamento e al tempo e al carburante necessario per andare di volta in volta al supermercato ad acquistare le varie confezioni di usa e getta.
Di contro, per l’acquisto di un kit di pannolini lavabili e dei relativi accessori (mutandine, panni supplementari e veli in cellulosa), basta sostenere un investimento compreso tra i 350 e i 600 euro, variabile a seconda dei modelli e della marca scelta. Considerando infine il costo dei lavaggi (in termini di elettricità, acqua e detersivo), si ottiene un risparmio che può tranquillamente superare il 50% della cifra altrimenti spesa in pannolini usa e getta.
Se poi si considera che possono essere riutilizzati per un secondo o terzo figlio, oppure ceduti in famiglia, scambiati o rivenduti, il risparmio può aumentare notevolmente.
Infine, l’utilizzo di pannolini in cotone naturale, evita l’utilizzo di molti prodotti cosmetici, con derivante ulteriore risparmio.

•Il benessere del bambino
Il rivestimento impermeabile dei pannolini comuni non permette in alcun modo un’adeguata traspirazione e causa della formazione all’interno delle condizioni (calore, umidità e mancanza d’aria) ideali per l’insorgere di arrossamenti ed irritazioni sulla delicata pelle del bambino.
A dimostrazione di ciò diversi studi statistici hanno evidenziato un sensibile aumento degli eritemi e delle allergie cutanee tra i bambini che indossano pannolini monouso. Negli USA, ad esempio, negli ultimi 50 anni i casi di arrossamento sono passati dal 7,1% al 61% dei bebé, la maggior parte dei quali indossa usa e getta.
Una conseguenza ancora più preoccupante è causata dalla temperatura che si sviluppa attorno all’area dei genitali del bambino, che può superare di circa 1°C quella corporea. A tal proposito uno studio dell’Università di Kiel (Germania) ha rilevato che un’esposizione prolungata dello scroto dei maschietti a queste temperature può avere delle conseguenze negative sulla salute e funzionalità dei testicoli, con possibili ripercussioni sulla futura fertilità in età adulta. Nelle femminucce, tali condizioni sarebbero invece la causa del crescente diffondersi di vaginiti croniche in età pediatrica, un disturbo che prima dell’avvento dei pannolini monouso era comune solo nelle donne adulte.
Un altro preoccupante fattore per la salute dei bambini è il particolare mix di sostanze chimiche che vengono abitualmente utilizzate nella fabbricazione degli usa e getta, come sbiancanti, antimuffa, gel superassorbenti, ecc. , sulle quali non esiste ancora alcuna norma che obblighi le aziende produttrici a riportarne la dicitura in etichetta. Solo per citarne alcune tra le più rischiose, il sodio policloridato (un composto che assorbe più di 100 volte il suo peso in acqua) che già fin dal 1985 è stato vietato nella fabbricazione di tamponi femminili perchè sospettato di provocare shock tossici, oppure il Tbt (Tributile di Stagno), una sostanza particolarmente tossica utilizzata come biocida in diversi settori.
La superassorbenza, tra l’altro, oltre ad essere una concausa dell’insorgere degli arrossamenti perché inducono i genitori a cambiare meno spesso il pannolino, limitano anche la sensibilità dei bambini perchè impediscono loro di sentire il fastidio del contatto con la pipì e la sensazione di sporco. Ciò contribuirebbe all’innalzamento dell’età in cui il bimbo riesce a passare al vasino, negli ultimi anni salita in media addirittura a 42 mesi!
Di contro utilizzando i pannolini di stoffa si può star tranquilli perchè a contatto con la pelle del bebè vi sono solo fibre naturali, non trattate, anallergiche, perfettamente traspiranti, che riducono l’insorgere di arrossamenti ed irritazioni e permettono di mantenere una temperatura fisiologica che salvaguarda la salute dei genitali.
Infine, il relativo maggiore ingombro ha un notevole effetto positivo anche dal punto di vista ortopedico perché, facendo tenere le gambine naturalmente divaricate, consente il normale sviluppo delle anche.


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Riduzione rifiuti: FARE VERDE propone i pannolini ecologici al comune di Campobasso

Fare Verde Campobasso, nell'ambito delle proposte virtuose per la riduzione a monte dei rifiuti, propone al comune di Campobasso di incentivare le famiglie all'utilizzo dei pannolini lavabili per bimbi.
Di seguito la lettera di proposta al Comune di Campobasso per l'avvio della campagna per l'utilizzo di pannolini ecologici per bambini in alternativa a quelli usa e getta.

01/06/10

L'OPINIONE di FARE VERDE in MATERIA di RIFIUTI e RACCOLTA DIFFERENZIATA



Di seguito l'intervento di FARE VERDE in materia di rifiuti e raccolta
differenziata, inviata al Sindaco, all'Assessore Cefaratti ed ai
consiglieri, a seguito della conferenza dei capigruppo della maggioranza del
Consiglio Comunale di Campobasso.

Alla luce delle recenti dichiarazioni dei Capigruppo della maggioranza del Consiglio Comunale di Campobasso, da cui è emersa la disponibilità al coinvolgimento delle Associazioni Ambientaliste in materia di gestione rifiuti e raccolta differenziata, desideriamo raccogliere tale invito e formulare alcune considerazioni e proposte per stimolare in maniera propositiva l'amministrazione di Campobasso ad intraprendere finalmente la strada del ciclo virtuoso dei rifiuti, oggi fermo in città ad imbarazzanti livelli di inefficienza.
I dati nazionali sulla raccolta differenziata confermano Campobasso nella parte bassissima della classifica nazionale, con cifre ancora ferme a percentuali che si contano sulle dita di una mano, risultato eloquente di anni ed anni di immobilismo, errate gestioni e sperimentazioni tanto fallimentari quanto dispendiose, tra l'altro incuranti degli obiettivi di legge fissati dalle normative vigenti.
L'amministrazione comunale si trova oggi davanti alla scelta se continuare
ad arrancare perseverando con sistemi di raccolta ormai superati e costosi, oppure compiere un deciso salto di qualità adeguandosi, oltre che alle direttive europee e alle leggi nazionali, anche alle più moderne e sostenibili soluzioni dai molteplici vantaggi sia economici che ambientali.
Soluzioni che individuano nella strategia delle 4R proposta dall'Unione Europa(Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero) l'unica via percorribile per affrontare un problema che ovunque, se non ben gestito, è inevitabilmente destinato a diventare emergenza.
Ed allora, proprio per seguire l'ordine delle 4R è imprescindibile cominciare proprio con la riduzione a monte dei rifiuti, ricordando che il miglior rifiuto è proprio quello non prodotto.
La reintroduzione del vuoto a rendere, l'installazione di impianti di spillatura per alimentari o generi diversi, la promozione dell'acqua "del sindaco" per ridurre l'invasione delle bottiglie in plastica per l'acqua, gli incentivi alla scelta dei pannolini per bambini riutilizzabili, la riduzione drastica dei superflui prodotti usa e getta e tanti altri accorgimenti, sono solo alcuni provvedimenti, volti a ridurre l'enorme e costosa produzione di rifiuti, che un'amministrazione comunale può facilmente prendere; minimi costi iniziali, rapidamente recuperabili, e notevoli risparmi, oltre che vantaggi ambientali, a medio e lungo termine .
Provvedimenti da tempo avviati con successo da tante amministrazioni in tutta Italia che, anziché riempire di preziose materie prime discariche ed inceneritori, puntano a promuovere pratiche virtuose tra i cittadini, attraverso la dottrina del consumare meno e differenziare e riciclare tutto il possibile.
E proprio per il corretto funzionamento della raccolta differenziata dei materiali riciclabili (vetro, carta, plastica, alluminio) è indispensabile l'immediato passaggio dall'attuale sistema a cassonetti stradali, a quello "porta a porta", l'unico realmente efficace, unitamente alla pratica diffusa del compostaggio della frazione organica, ad oggi del tutto inesistente a Campobasso (basti pensare che nell'impianto di Compostaggio di Montagano la frazione organica di qualità proviene dalle province campane!)

Tali sistemi consentono, inoltre, anche il passaggio dalla tassa (TARSU) alla tariffa (TIA), come avviene nei cosiddetti Comuni "Ricicloni" dove i cittadini vengono incentivati, a fronte di risparmi sulle bollette, a produrre meno rifiuti e differenziarne il più possibile.
Grazie a politiche come queste, i comuni che hanno scelto il "porta a porta",toccano percentuali di raccolta differenziata che vanno dal 40-50 ad oltre il 90%, risultati certamente raggiungibili anche in una realtà come
Campobasso e che porterebbero nel tempo enormi risparmi sui costi complessivi della gestione dei rifiuti, ipotesi ancor più auspicabile in tempi in cui si parla di aumenti delle tasse a causa del dissesto finanziario delle casse comunali.
Tra l'altro, è già esistente un nuovo piano di raccolta rifiuti per la città di Campobasso, elaborato nell'ottobre 2008 dal CONAI e che prevede proprio l'avvio del "porta a porta", ma che finora giace nei cassetti, inspiegabilmente accantonato.

Fare Verde auspica un sempre maggiore coinvolgimento del mondo dell'ambientalismo, del volontariato e della società civile nelle scelte che riguardano il bene comune, e sarà pienamente disponibile a fornire la più ampia collaborazione per iniziative finalizzate alla riduzione dei rifiuti e ad una corretta e capillare raccolta differenziata tramite il sistema "porta a porta".


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14/05/10

DOMENICA 23 Maggio_BICI in CITTA'


Una città non affollata dalle auto, dove i pedoni possano camminare liberamente ed i ciclisti possano pedalare in libertà: Bicincittà è tutto questo. Torna anche a maggio 2010 il tradizionale appuntamento con la “biciclettata” Uisp, una passeggiata non competitiva dedicata alle famiglie, agli amatori e a tutti cittadini interessati ad uno stile di vita attivo, giunta ormai alla XXV edizione. Nel 2010 si pedalerà in oltre 130 comuni italiani, per piacere e per solidarietà: Bicincittà è infatti la manifestazione più generosa dell’Uisp e da anni i fondi raccolti vengono destinati alle varie associazioni locali che operano nei territori coinvolti.

L’edizione 2010 porterà una grande novità: la raccolta fondi sarà destinata alla costruzione di un campo sportivo polivalente e all’attivazione di corsi di formazione a Foundiougne, in Senegal, in collaborazione con l’iniziativa Uisp “Bamako-Dakar, il silenzioso tour della solidarietà“.

04/05/10

DIRITTO di REPLICA all'ASS. VITAGLIANO



Egregio Assessore Vitagliano,

leggiamo sui giornali un Suo comunicato di commento alla recente sentenza del TAR che ha bocciato il progetto della costruzione della sede della Regione nell’area dell’ex Romagnoli.
Non avendo avuto finora modo di averla come interlocutore, cogliamo l’occasione per esprimerle alcune riflessioni.
In primo luogo, sgombriamo il campo da equivoci: ben venga, nell’interesse di tutti i cittadini molisani, la realizzazione della sede unica della Regione. Non è nostra intenzione opporci, in sé, ad un’opera del genere, che consentirebbe finalmente, tra l’altro, di eliminare l’assurdo spreco di risorse pubbliche per gli affitti degli uffici. Meglio ancora se con profili architettonici, ambientali e tecnologici di particolare rilevanza, come Lei promette. Magari con l’augurio che bioedilizia, basso impatto ed alta efficienza energetica non restino parole confinate a questo progetto eccezionale, ma diventino prassi consolidata nelle costruzioni pubbliche della Regione.
E ben venga anche il coinvolgimento di associazioni, organizzazioni, istituzioni, dei vari “attori della società civile”, come Lei promette. Noi lo chiediamo da tempo, ed anzi, uno dei motivi che ci hanno indotto a contestare l’accordo Iorio-Di Fabio è stato proprio quello della natura verticistica e non partecipativa della decisione, presa illegalmente – come riconosciuto dal TAR - senza neanche ascoltare la voce del Consiglio Comunale, il principale organo deputato a decidere dell’urbanistica cittadina. Ovviamente, ci auguriamo che tale coinvolgimento non sia meramente passivo, ma che consenta, nel rispetto di un reale processo partecipativo, di condividere le scelte fondamentali. Prima tra tutte, quella della localizzazione della sede della Regione, che per il suo impatto urbanistico riguarda tutti i molisani, ed i cittadini campobassani in primo luogo. Ora che il TAR ha bocciato il progetto sull’ex-Romagnoli, si dia finalmente vita ad un percorso partecipato e pubblico per l’individuazione della nuova sede. Che per il suo elevato valore istituzionale, deve essere sentita dai cittadini come il frutto di una propria scelta anziché come il risultato di un’imposizione.
Come vede, chiediamo partecipazione e trasparenza nel metodo, e una sana scelta urbanistica nel merito. E respingiamo l’accusa da Lei lanciata che contro il progetto della sede della Regione si siano mossi “interessi”, peraltro non meglio specificati.
Per quanto ci riguarda, non ci sono interessi sospetti dietro la nostra azione. Non ci sono certo interessi economici (converrà anche Lei che gli interessi economici vanno dietro a chi può promettere appalti e affari, non certo ad un’associazione ambientalista, che promette solo gratuite e sofferte battaglie di civiltà) e non ci sono interessi politici: la battaglia del Romagnoli è, come tutte le altre battaglie ambientali, trasversale rispetto ad ogni schieramento politico.
L’unico “interesse” che ci muove è quello per la tutela dell’ambiente e, nello specifico, per una Campobasso più vivibile. E’ l’interesse al bene comune della nostra città. Come ha riconosciuto la sentenza del TAR, siamo “portatori di interessi della collettività campobassana”, espressione su cui lei sembra voler ironizzare, trascurando il ruolo decisivo che le associazioni ambientaliste devono avere in una società moderna e partecipata. Un ruolo che ci riconosce il mondo del diritto e che – la consapevolezza nasce sul campo – trova pieno riscontro nei sentimenti dei cittadini. Esca fuori dalle stanze del “palazzo” e provi a sentirli, i cittadini di Campobasso. Vedrà la soddisfazione e la gratitudine, con cui la maggior parte dei campobassani ha accolto la decisione del TAR. Preferendo tutti, ad una colata di cemento nel centro cittadino, la realizzazione di un bel parco, come noi auspichiamo.
E respingiamo al mittente l’accusa che con il nostro agire staremmo “compromettendo la crescita sociale, economica e lo sviluppo occupazionale che la Regione vuole promuovere”. Sinceramente, non avremmo mai pensato che la nostra battaglia per una diversa localizzazione del palazzo regionale potesse addirittura arrivare a compromettere l’economia e l’occupazione nella regione! Al contrario, avremmo piuttosto giurato che l’evidente stato di crisi in cui versa il nostro Molise fosse semmai attribuibile, almeno in parte, a chi da anni l’amministra.
Ma senza entrare in ulteriori polemiche, rimettiamo a Lei la palla. Se per rilanciare l’occupazione e l’economia del Molise è tanto importante la realizzazione del palazzo della Regione, ebbene, ha un motivo in più per non ostinarsi in un percorso sbagliato. Eviti altri anni di ricorsi giudiziari, al termine dei quali la Regione potrebbe trovarsi soccombente (il primo round l’ha già perso) senza alcun avanzamento dei lavori. Basta avviare un corretto procedimento per l’individuazione delle aree. Campobasso è senz’altro in grado di ospitare degnamente la sede della Regione in aree diverse da quella dell’ex Romagnoli, inadatta per ragioni geomorfologiche nonché di congestionamento urbano.
Pensiamo che il prestigio di un’Istituzione non sia dato dall’imponenza del palazzo che la ospita, ma dalla capacità di raccogliere e far proprie le istanze dei cittadini che rappresenta. Così come la vicinanza delle istituzioni ai cittadini è un fatto politico e non certo fisico: non serve costruire il proprio palazzo nel centro della vita cittadina, ma piuttosto comprendere ciò di cui ha bisogno la comunità. Il centro di Campobasso ha bisogno di essere liberato dal traffico e dal cemento, e ha bisogno di un’area verde da destinare a luogo di socialità e svago, per tutti i cittadini. Siamo sicuri che la Regione potrà avere la sua indispensabile sede in altre aree, senza negare ai cittadini campobassani la realizzazione del parco sull’ex Romagnoli.

Campobasso, 03 Maggio 2010


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30/04/10

Il TAR accoglie il ricorso di FARE VERDE contro la costruzione della sede regionale sull’ex Romagnoli...


...Presidente Iorio, se ne faccia una ragione!

La sentenza del TAR Molise che ha annullato, dichiarandone l’illegittimità, il Master plan e gli accordi di programma tra la Regione Molise ed il Comune di Campobasso, mette definitivamente fine ad una vicenda paradossale che ha visto negli ultimi anni da una parte la stragrande maggioranza dei campobassani, associazioni, comitati contrari alla realizzazione della sede della regione sull’area dell’ex Romagnoli e dall’altra una ristretta cerchia di amministratori che incuranti delle più elementari regole di urbanistica, della volontà popolare, delle sentenze dei tribunali, speravano di portare a termine lo scellerato progetto di cementificare la più grande area nel cuore della città non ancora preda della speculazione edilizia.
Ancora una volta, il TAR ha evidenziato le molteplici irregolarità degli accordi stipulati tra il governatore Iorio (in qualità di commissario post sisma) e l’ex sindaco Di Fabio per l’edificazione dell’ex Romagnoli, non ultima l’inadeguatezza sotto il profilo geologico del sito e soprattutto la precedente destinazione a verde pubblico stabilita nel 2000 dal Consiglio Comunale di Campobasso, unico vero organo sovrano deputato per decisioni di questo tipo.
Resta ferma la convinzione della necessità di realizzare la sede della Regione, per ottimizzare i servizi e ridurre le enormi spese di locazione dei tanti immobili attualmente in uso, ma in una zona limitrofa alla città, ben collegata alle tangenziali e che risolva la drammatica situazione del traffico cittadino; all’amministrazione comunale chiediamo di localizzare tale area comunale ed affidarla alla regione in cambio della restituzione dell’area del vecchio campo sportivo dove potrà finalmente essere realizzato il tanto auspicato parco pubblico, un’area verde di respiro a disposizione dell’intera cittadinanza.
Il presidente Iorio prenda atto della volontà dei campobassani, oltre che delle sentenze dei tribunali, e converta il bando internazionale (che intanto sta costando centinaia di migliaia di euro dei nostri risparmi), in un bando per la realizzazione di uno splendido parco attrezzato che diventi il miglior biglietto da visita possibile per il capoluogo regionale, magari coinvolgendo gli studenti o le professionalità locali, senza sperperare denaro molisano oltre confine.
Fare Verde, infine, intende ringraziare per l’impegno e la perseveranza profusa, l’Avv. Pino Ruta che con il suo operato ha brillantemente sostenuto la nostra causa, permettendo di annullare un progetto che qualora realizzato, avrebbe stravolto irreparabilmente l’intero assetto urbanistico di Campobasso, a vantaggio dei tanti speculatori che negli ultimi anni stanno perpetrando un vero e proprio “sacco” della città.

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27/04/10

E’ UTILE il RILANCIO dell’ENERGIA NUCLEARE in ITALIA?


Legambiente Molise in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise, organizza per il giorno 28 Aprile 2010 alle ore 15,30, presso la sala “E. Fermi” della Biblioteca di Ateneo di Viale Manzoni a Campobasso, un Workshop sul tema del nucleare del titolo “E’ utile il rilancio dell’energia nucleare in Italia?”

FERMIAMO il NUCLEARE!


In occasione del 24° anniversario dell'incidente di Chernobyl, Fare Verde si è fatta promotrice insieme ad altre 14 associazioni ambientaliste italiane di un appello per dare vita ad uno schieramento ampio e trasversale che metta in discussione il programma nucleare italiano.
"Il ritorno del nucleare in Italia è un impegno estremamente importante in termini economici e ambientali e non si può affrontare per slogan, con toni da campagna elettorale, come è stato fatto finora o, peggio, in un clima di contrapposizione tra destra e sinistra. Sappiamo che ci sono anche esponenti del centrodestra che sono critici rispetto al programma nucleare del Governo. Li invitiamo a partecipare ad un confronto serio e non ideologico. L'accellerazione del Governo italiano su questo tema, in assenza di un approfondito dibattito nel Paese, è estremamente preoccupante".
"Tornare fuori tempo massimo al nucleare significa fare scelte che coinvolgeranno molte generazioni di Italiani. Per questo, insieme alle altre associazioni che hanno firmato l'appello "Fermiamo il nucleare, non serve all'Italia", ci appelliamo alla coscienza dei Parlamentari italiani e chiediamo loro di impegnarsi, a prescindere dalla propria collocazione politica, per fare in modo che il Governo riveda la politica energetica dell'Italia. Se la battaglia antinucleare diventa la battaglia di una sola parte politica, abbiamo perso tutti".
"Quella antinucleare non può essere neanche solo la battaglia dei cittadini che vivono nei territori interessati dalla realizzazione di nuove centrali atomiche. Auspichiamo che tutti gli Italiani siano coinvolti in una scelta così importante per il futuro energetico del nostro Paese".
"In una fase di profonda crisi economica non possiamo sprecare tempo e risorse in tecnologie obsolete come il nucleare francese. Occorre concentrarsi sulla razionalizzazione dei consumi energetici e sulla diffusione delle energie rinnovabili, anche per gli effetti immediati che queste politiche hanno sia nella lotta al riscaldamento del pianeta che nella creazione di nuovi posti di lavoro".

Appello per un Comitato Nazionale
Fermiamo il nucleare, non serve all’Italia

Crediamo che la scelta del Governo di far tornare il nucleare in Italia sia una scelta sbagliata e rischiosa, che non fa gli interessi dei cittadini e del Paese.
Alcuni dati lo dimostrano:

L’Italia ha una potenza elettrica installata di ormai quasi 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 55.000 megawatt. Le recenti dichiarazioni di autosufficienza energetica dei Presidenti di alcune regioni italiane valgono anche per il resto del Paese. Non abbiamo dunque bisogno di nuova energia ma di energia rinnovabile in sostituzione di quella fossile.

Il nucleare costa troppo, in nessun paese al mondo si costruiscono centrali senza finanziamenti pubblici e garanzie statali, che ricadono poi sulle tasse e le bollette pagate dai cittadini. In Italia si distoglierebbero risorse importanti dalla ricerca per l'innovazione tecnologica e dalla diffusione dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili.

A fronte però dell'impiego di così ingenti risorse pubbliche, la risposta alla crisi economica e occupazionale non è significativa, soprattutto se equiparata al rapporto tra occupazione e investimento nei settori dell'efficienza energetica e delle rinnovabili. Secondo uno studio dell'Unione Europea del 2009 investire oggi per raggiungere nel 2020 il 20% di rinnovabili creerà 2,8 milioni di posti di lavoro con oltre 2000 imprese coinvolte.

Il nucleare continua a essere rischioso: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, con una nota congiunta le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Inoltre è utile ricordare che nel mondo non è stato ancora risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.

Il nucleare non ridurrebbe la dipendenza energetica dall'estero perché importeremmo l’uranio e, secondo il recente accordo sottoscritto con la Francia, importeremmo tecnologia e brevetti esteri, per tutto il ciclo di vita fino alla messa in sicurezza delle scorie.

Quanto al presunto "rinascimento" del nucleare nel mondo, i Paesi che lo hanno scelto negli anni sessanta e settanta del secolo scorso, sono costretti a prolungare l'attività delle loro centrali per evitare gli ingenti costi di smantellamento degli impianti a fine vita, come in Germania, o a progettarne di nuove, per evitare la crisi di un costosissimo comparto industriale, come in Francia.

Infine il nucleare non darà nessun contributo a rispettare i vincoli posti dall'Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, perché le prime centrali non saranno operative prima del 2026-2030, e perché il complesso ciclo di approvvigionamento della materia prima, di costruzione e smantellamento produce non poca CO2.

Per tutte queste ragioni, s'invitano tutti a superare dispute ideologiche di parte e compiere scelte razionali e convenienti per il Paese, per contrastare i cambiamenti climatici e rispettare gli obiettivi posti dall'Unione Europea del 20-20-20. L’auspicio e l'impegno delle associazioni promotrici e di tutti gli aderenti è che si crei un grande schieramento unitario e trasversale, al di là delle diverse appartenenze e collocazioni politiche.
Vogliamo costruire insieme al mondo della cultura e della politica, della scienza e del lavoro, della società civile e delle imprese, strategie unitarie e comuni che possano ridare al Paese la prospettiva di un modello energetico sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale.

Accademia Kronos
Associazione Ambiente e Lavoro
Associazione Mediterranea per la Natura
Fare Verde
Forum Ambientalista
Greenpeace
Italia Nostra
Jane Goodal Italia
Lav
Legambiente
Lipu
Mountain Wilderness
Pro Natura
Vas
Wwf

25/04/10

12 NUOVI ALBERI PIANTATI QUESTA MATTINA nel PARCO COMUNALE di VIA MANZONI


L'associazione di protezione ambientale FARE VERDE e l' AUSF (Associazione Universitaria Studenti Forestali), con il contributo dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Campobasso, hanno aderito all'iniziativa nazionale di volontariato "PIANTIAMO UN ALBERO CONTRO LA SPECULAZIONE EDILIZIA" - 2^ Edizione- manifestazione nazionale di sensibilizzazione alla cura e piantumazione di alberi contro il consumo del territorio ed il degrado ambientale promossa dal Comitato Nazionale per gli Alberi ed il Paesaggio.
Questa mattina i volontari delle due associazioni hanno provveduto a piantumare 12 giovani piante nel parco comunale di Vazzieri in Via Manzoni, area già interessata nello scorso gennaio ad analoga iniziativa quando vennero ripiantati oltre una ventina di abeti recuperati dopo le feste natalizie.
L’iniziativa, oltre a contribuire concretamente al recupero di un’area degradata che senz’altro meriterebbe maggiore attenzione da parte delle istituzioni, ha voluto ricordare l’importanza delle aree verdi in una città come Campobasso che negli ultimi anni sta perdendo gran parte di quel ricchissimo patrimonio botanico che le fecero guadagnare l’appellativo, ormai solo lontano ricordo, di “Città Giardino”. Proprio per questo, si è scelto di piantumare alcune specie di pregio, tra cui esemplari di Catalpa, Acero Negundo, Acero di monte, Orniello, Cotonaster, Corniolo, Sorbo degli uccellatori, reperiti presso il vivaio regionale dagli studenti dell’AUSF; le piante sono state inoltre corredate di una tabella indicante la “carta d’identità” di ogni singolo arbusto.
L’AUSF e FARE VERDE si augurano che l’iniziativa di stamani contribuisca ad accrescere in città e tra le istituzioni, la cultura del rispetto e la cura del verde pubblico, affinchè si inverta radicalmente la tendenza degli ultimi anni che sta trasformando Campobasso in una città dove ogni spazio aperto, compreso giardini e cortili, viene sistematicamente cementificato, spesso con operazioni di vera e propria speculazione edilizia.

Campobasso, 25 Aprile 2010

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ASSOCIAZIONE UNIVERSITARIA STUDENTI FORESTALI – MOLISE - 393.84.24.260
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23/04/10

PIANTIAMO GLI ALBERI CONTRO LA SPECULAZIONE EDILIZIA

25 APRILE 2010, ORE 10:00

PARCO COMUNALE VIALE MANZONI - CAMPOBASSO

L'associazione di protezione ambientale FARE VERDE e l' AUSF (Associazione Universitaria Studenti Forestali), aderiscono all'iniziativa nazionale di volontariato "PIANTIAMO UN ALBERO CONTRO LA SPECULAZIONE EDILIZIA" - 2^ Edizione- manifestazione nazionale di sensibilizzazione alla cura e piantumazione di alberi contro il consumo del territorio ed il degrado ambientale promossa dal Comitato Nazionale per gli Alberi ed il Paesaggio, che si terrà a Campobasso nella mattinata di domenica 25 Aprile.

Per l'occasione, i volontari delle due associazioni interverranno nuovamente sull'area del parco di Vazzieri in Via Manzoni, già interessata all'iniziativa NATALE SEMPREVERDE dello scorso gennaio quando vennero ripiantati oltre una ventina di abeti recuperati dopo le feste natalizie.

Sarà l'occasione per rimuovere una decina di abeti che purtroppo, come prevedibile, non hanno attecchito e piantare al loro posto altrettanti giovani alberi ed arbusti, sotto la direzione tecnica dell'AUSF che ha reperito le piante presso il vivaio della Regione Molise.

L’obiettivo che la manifestazione, dal forte significato simbolico, si prefigge è quello di sensibilizzare le istituzioni, associazioni e cittadini sull'assoluta necessità di invertire la tendenza che negli ultimi anni ha trasformato e sta trasformando la (purtroppo ex) Città Giardino in una giungla smodata di cemento dove spazi aperti, cortili, aree verdi vengono sistematicamente aggredite a colpi di colate di cemento, nell'assoluta ignoranza delle più elementari, moderne e funzionali regole urbanistiche, spesso costruendo all'interno di cortili e giardini enormi edifici e palazzoni che stanno stravolgendo lentamente ed incessantemente la fisionomia urbana del capoluogo, azzerando inesorabilmente quel patrimonio botanico ereditato dal passato, vanto dei campobassani d'altri tempi.

Non a caso possiamo notare che tutto il verde che esiste e resiste in città risale a molti decenni fa, gran parte addirittura alla prima metà dello scorso secolo, mentre nulla si è fatto e si sta facendo per lasciare ai nostri figli e nipoti traccia e testimonianza del passaggio delle generazioni contemporanee (ad oggi non esiste a Campobasso una sola pianta pregiata che abbiamo visto piantare e crescere!!), a dimostrazione di quanta poca attenzione per il verde pubblico e per l’ambiente in genere hanno nel tempo dimostrato le amministrazioni comunali.

L’AUSF e Fare Verde invitano amministratori e cittadini ad intervenire e contribuire concretamente al recupero e valorizzazione una così importante area verde della città; al termine dei lavori ci sarà spazio anche per un momento conviviale dove sarà offerta una colazione a kilometri zero preparata dai volontari dell’AUSF.

Campobasso, 23 Aprile 2010

FARE VERDE Onlus- Gruppo di Campobasso 329.43.43.334

www.fareverdecampobasso.blogspot.com


ASSOCIAZIONE UNIVERSITARIA STUDENTI FORESTALI MOLISE - 393.84.24.260

ausfmolise@gmail.com

20/04/10

"Porta la sporta”

Fare Verde Campobasso aderisce a “Porta la sporta”, iniziativa nazionale che si terrà fino al 24 aprile 2010 per contrastare l'utilizzo e la proliferazione dei sacchetti di plastica monouso che, dispersi nell'ambiente, provocano effetti devastanti.
Ogni anno 500 miliardi di sacchetti usa e getta vengono prodotti e dispersi nell’ambiente, generando enormi problemi di smaltimento e di inquinamento ambientale. Le stime calcolano che in Europa sono circa 100 miliardi i sacchetti di plastica dispersi ogni anno, con conseguenze inimmaginabili per l’ecosistema: occorrono infatti almeno 200 anni perché un sacchetto si decomponga. L’Italia consuma oltre un quarto dei sacchetti di plastica dell’Unione europea. Una normativa comunitaria (la EN13432) prevede che a partire dal 1° gennaio 2010, gli shopper in polietilene debbano essere messi al bando e sostituiti con sacchetti o riutilizzabili o completamente biodegradabili. Anche in questo caso l’Italia non ha perso occasione per dimostrare la sua arretratezza in materia di tutela ambientale, decidendo di prorogare tale data di un anno, al 2011.
Ma anche l’utilizzo di sacchetti usa e getta ricavati da materie prime completamente biodegradabili di origine vegetale, ha i suoi aspetti negativi: è infatti impensabile sostituire i sacchetti di plastica attualmente consumati con pari quantità di sacchetti biodegradabili in carta o in bioplastica, che necessitano di materie prime vegetali come il mais, che verrebbero distolte dalla produzione ad uso alimentare. Secondo la FAO infatti, l’utilizzo intensivo delle coltivazioni, come già avviene da anni per la produzione di biocombustibili, potrebbe minacciare l’approvvigionamento alimentare oltre a favorire una drammatica deforestazione.
Gravissimo anche l’impatto dei sacchetti sulle specie animali: sono almeno 143 le specie marine vittime di entanglement (animali che rimangono imbrigliati in sacchetti, reti o altri rifiuti plastici e finiscono per morire di fame, soffocamento o annegamento), tra le quali delfini, tartarughe, balene e uccelli acquatici.
Il modo più intelligente per contrastare tali fenomeni è indubbiamente quello di usare borse di riutilizzabili, di tela o di juta, che possono essere lavate e riutilizzate una infinità di volte, più resistenti, non producono rifiuti e si comprano una volta sola. I benefici ambientali sono indubbi: Zero rifiuti e minor consumo di risorse non rinnovabili (petrolio), inoltre il consumatore può risparmiare fino a 25 euro all’anno non acquistando i sacchetti usa e getta.
Volontari di Fare Verde nei prossimi giorni allestiranno nei pressi di alcuni supermercati cittadini, dei punti informativi per sensibilizzare i consumatori e distribuire sporte in cotone con lo slogan “Questa borsa si usa e si riusa, acquistiamo un po’ di buon senso", per contribuire in maniera concreta alla “riduzione a monte” dei rifiuti.
http://www.portalasporta.it/

16/04/10

VERSA IL 5x1000 DELLE TUE TASSE A FARE VERDE


Non ci paga nessuno..... pagateci voi, senza sborsare un centesimo!

Fare Verde dal 1986 è l'associazione delle scelte difficili. Quelle che costano caro... è il nostro metodo. Perché l'ambiente non ha bisogno di dichiarazioni, ma di impegno concreto.

Animali, mari, foreste, fiumi, terzo mondo, generazioni future non hanno lobbies, partiti, sindacati, giornali, televisioni, ma sono fondamentali per lavita di questo Pianeta. Con Fare Verde vogliamo dare voce a chi non vota.Senza comprometterci.

Non accettiamo sponsorizzazioni da chi può chiederci contropartitecontrarie ai nostri principi ed alla nostra esigenza di libertà. La scelta di essere sempre dalla parte dell'ambiente, senza padrini, senza padroni, di lavorare per una società equa, solidale, ecologica è una scelta che ci costa.

Dal 1986 la paghiamo in termini di impegno personale e in termini economici.

Da oggi puoi pagarla anche tu, ma senza sborsare un centesimo in più. Basta compilare la scheda del 5x1000 presente in tutti i moduli per ladichiarazione dei redditi (CUD, 730 e modello Unico), con il codice di Fare Verde ONLUS: 9620 3500 580

Scarica il volantino con le istruzioni per la compilazione (PDF 280 kb).http://www.fareverde.it/aiutaci/5x1000.php

FARE VERDE ONLUS associazione di protezione ambientale riconosciutaai sensi dell'art. 13 legge 349/86

email:


PIANTIAMO un ALBERO CONTRO la SPECULAZIONE EDILIZIA_DOMENICA 25 APR.


Domenica 25 aprile Fare Verde tormerà ad occuparsi del parco di vazzieri dove sono stati già ripiantati gli alberi di natale.
Insieme ai ragazzi dell'AUSF (associazione universitaria studenti forestali), aderiremo alla manifestazione "piantiamo alberi contro la speculazione edilizia". Saranno rimossi una parte degli abeti che purtroppo non hanno attecchito, ed al loro posto saranno piantate una dozzina di nuove piante

PRIMA GIORNATA MOLISANA del PAESAGGIO_TORO, SABATO 17 APR.



Nel Molise ogni Giunta che si sussegue alla precedente, magnifica la "incontaminata bellezza", le tradizioni agropastorali, la quieta serenità delle campagne e dei borghi arroccati intorno ai castelli, le testimonianze romane e sannite.
Poi nella amministrazione quotidiana del bene pubblico, tutto ciò viene relegato agli ultimi posti in favore di investimenti, che si rivelano quasi sempre affari per pochi e devastano il nostro piccolo territorio.
E quando non sono affari, sono regalie improvvisate ed a pioggia ai Comuni, con fondi regionali o comunitari, che anziché preservare ed arricchire il nostro territorio, producono inutili e degradanti cianfrusaglie architettoniche, slegate da qualunque rapporto con il "genius loci".
Basta con questo inganno. E per dire basta scendiamo in piazza.
Una magnifica occasione per i molisani e per la politica. Scendiamo in piazza per:
1. Investire sui tratturi
2. Salvare l'architettura rurale e la nostra civiltà della pietra
3. Istituire i primi parchi regionali, magari storico-archeologico-naturali, buoni ultimi rispetto a Regioni limitrofe che coprono fino al 20%-25% del loro territorio
4. Aiutare l'agricoltura con tutti i suoi speciali prodotti tradizionali
5. Restaurare il paesaggio
6. Imporre saggezza ed equilibrio rispetto all'assalto indiscriminato e devastatore, fuori misura ed alienante delle gigantesche torri eoliche.
Crediamo che sia motivo di orgoglio per tutti i molisani partecipare a questa prima disinteressata manifestazione. Crediamo che sia dovere della politica, cui nonostante tutto crediamo fermamente, intervenire e fermarsi a riflettere con noi:


SABATO 17 APRILE 2010 A TORO,
Ore 11.00 in Piazza del Piano.


DA TUTTO IL MOLISE E DA TUTTO IL SANNIO.
Comitato “Proteggiamo il Nostro Territorio” di Toro, Comitato “Difesa della Valle del Tammaro”, Comitato Nazionale del Paesaggio, WWF Molise, LIPU, Ecologisti Democratici del Molise, Italia Nostra, L’Altra Italia Ambiente, Lega Autonomie Locali del Molise, Movimento Consumatori, La Fonte, Il Ponte, Associazione “I Care”, Associazione “Giuseppe Tedeschi” Onlus, Movimento Regionale Cristiano Sociali, Associazione Libera contro le Mafie Molise, ANPI, Step-Studenti e Partecipazione, Collettivo 2kappa8 – Alternativa Studentesca, COLDIRETTI Molise, Associazione “Dimore Storiche”, Comitato “A che punto è il Molise”, Commercio Attivo, Arca Sannita, Associazione Pastori Sanniti, Fare Verde, Confederazione Italiana Agricoltori Molise, AS. E.C. Confesercenti Campobasso, Comitato Difesa dei Territori di Mignagniello e Monteverde, ALPA Molise, Forum dell’Acqua Pubblica, Comitato Acqua Pubblica- Riccia, Altromolise, Associazione “Città Nuova” Venafro, Associazione “La Provincia dei Cittadini” Isernia, Cittadinanza Attiva, Il Bene Comune, FAI Delegazione di Campobasso, Teatro del LOTO, Associazione Culturale Limiti Inchiusi

10/04/10

Una salute migliore da ... un ambiente migliore!



venerdì 16 aprile 2010
Ora: 17.00 - 20.00

Sala "Celestino V" curia arcivescovile, via Mazzini 76, Campobasso
Incontro organizzato dall'Ordine dei Medici della Provincia di Campobasso sul tema:

l'importanza della raccolta differenziata e l'inquinamento del suolo.