15/10/10

...PRECISAZIONI




EX ROMAGNOLI: le precisazioni
dell'Avvocato Pino RUTA
sul giudizio
del Consiglio di Stato in merito al

Masterplan di Campobasso



Nella qualità di legale e difensore delle associazioni ambientaliste (Codacons e Fare Verde) ricorrenti contro il Master Plan (maxi cementificazione di 28.000 mq al centro della città di Campobasso posta in essere dalla Regione Molise) ritengo opportuno fornire qualche precisazione, tutt’altro che secondaria, soprattutto dopo avere letto il comunicato stampa (addirittura pubblicato anche sull’ANSA) inviato dalla Presidenza della Giunta Regionale in merito all’esito del giudizio pendente dinanzi al Consiglio di Stato:
1. innanzitutto, la recente pronuncia (del Consiglio di Stato) alla quale fa riferimento la nota del Presidente della Giunta Regionale non è definitiva e non entra nel merito della vicenda, occupandosi invece solo di un profilo squisitamente procedurale (se l’appello promosso della Regione risultava tempestivo o fuori termine: in breve se seguito un rito cd. “abbreviato” con deposito a quindici giorni, nel quale caso sarebbe risultato tardivo; oppure ordinario, con deposito a trenta giorni, nel quale caso risulterebbe tempestivo);
2. tale pronuncia, peraltro cautelare (ovvero provvisoria) non è neppure definitiva: ed infatti, la data per la discussione del giudizio definitivo dovrà ancora essere fissata davanti al Consiglio di Stato, così come dovrà ancora essere assunta da tale organo giurisdizionale una sentenza definitiva sul giudizio che ancora pende e che ha visto vittoriosi, in primo grado, le associazioni ambientaliste con ben due sentenze pubblicate sul sito ufficiale della giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) non ancora riformate o annullate e alle quali tutti possono accedere (sentenze TAR Molise n.184/2010 e n.88/2009);
3. peraltro, anche la prima e precedente ordinanza (provvisoria) del Consiglio di Stato alla quale il comunicato fa riferimento, non è definitiva ma, come tutte le ordinanze, provvisoria: dovrà, pertanto, ancora essere discusso il merito che sarà deciso con sentenza;
4. visto che tali decisioni ancora non vi sono forse è un pò troppo presto ed azzardato, da parte della Regione, cantare vittoria: tanto più che è lo stesso Consiglio di Stato a riconoscere agli atti regionali natura di atti prodromici ovvero preparatori privi di qualsivoglia natura urbanistica, così come le amministrazioni pubbliche avevano invece cercato di far credere accelerando un pò troppo sull’attuazione di una iniziativa ancora tutta da impostare e valutare nelle sedi urbanistiche istituzionalmente competenti e, soprattutto, con la partecipazione obbligatoria della collettività della quale le amministrazioni, spinte non si sa da quale fretta di acquisto di immobili, si erano già dimenticate;
5. peraltro, anche le deboli o incerte vittorie in sede amministrativa lasciano il tempo trovano: la nota vicenda Turbogas (patrocinata dal sottoscritto e dallo stesso Codacons) è certamente tra queste (TAR e Consiglio di Stato, forse un po’ distratti, avevano lasciato supporre che la procedura con particolare riguardo alle problematiche dell”intesa” e dell’”alluvione” fosse completa, mentre i giudici penali, sia del Tribunale di Campobasso che di quello di Larino, con qualche indagine più approfondita, sembrano averla pensata, diversamente, almeno fino ad oggi, visto che pendono ben due procedimenti penali a carico di amministratori).
Dunque, attenzione e prudenza prima di sbandierare facili e roboanti proclami: non è secondario che anche il Sindaco di Campobasso ha pubblicamente ammesso in Consiglio che l’operazione di cementificazione programmata dalla Regione è eccessiva e che la stessa vada rivista e ridimensionata (da 24.000 mq a 2.000 mq): in breve ciò che il sottoscritto e di propri assistiti sostengono a gran voce da tempo, prima che lo scempio urbanistico sia definitivamente attuato e compiuto (ciò che si cercherà di impedire in tutte le sedi competenti).

13/10/10

NO agli INCENERITORI nel MOLISE!


SABATO 16 ottobre ore 10.00 presso discarica di Montagano.

Mobilitarsi oggi è un dovere per ognuno di noi.


Per noi, i nostri figli, i nostri nipoti, le future generazioni.

FARE VERDE aderisce alla manifestazione indetta dal comitato per il NO agli inceneritori nel Molise CONTRO LA DELIBERA REGIONALE n.674 del 06 agosto 2010 che autorizza la Giuliani Environment alla realizzazione e gestione di un centro di stoccaggio di rifiuti pericolosi in agro di Montagano, località Colle Santo Ianni.

Con delibera n.674 del 06 agosto 2010 la Giunta regionale, rispondendo ad una specifica domanda avanzata dalla ditta Giuliani Environment in data 26.01.2010, ha deciso di autorizzare la stessa ditta Giuliani alla realizzazione e gestione di un centro di stoccaggio di rifiuti in agro di Montagano, località Colle Santo Ianni.
In particolare è stato autorizzato lo stoccaggio di rifiuti pericolosi come acido solforico e solforoso, idrossido di calcio, carbone attivo e filtri dell’olio, pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose, residui di vernici o di sverniciatori, soluzioni di industrie cinematografiche, solventi, tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio. I quantitativi massimi di trattamento annuo autorizzato arrivano, per singola categoria di rifiuti, fino a 156 tonnellate. A questi si aggiungono una serie infinita di rifiuti “non pericolosi” che vanno dalle batterie, ai fanghi e rifiuti acquosi contenenti adesivi, sigillanti, pitture, vernici e inchiostro, ai liquidi antigelo, toner per stampa esauriti, pastiglie per freni, miscele bituminose, scarti in gomma, pneumatici fuori uso, olio e grassi commestibili.


PERCHE’ IL MOLISE NON DIVENTI LA PATTUMIERA D’ITALIA!

Il raduno è previsto per sabato 16 OTTOBRE alle ore 10:00 alla DISCARICA DI MONTAGANO, l’appuntamento è all’ingresso dell’impianto - Km 31,00 della Bifernina presso l’officina Scherino -

Per informazioni ed adesioni: 329.43.43.334


11/10/10

INCONTRO DIBATTITO SULL'EOLICO E PROBLEMA ENERGETICO CON MASSIMO DE MAIO, PRESIDENTE DI FARE VERDE.
SAEPINUM, 10 Ottobre 2010

Nella fresca e soleggiata mattinata di ieri si è tenuto un incontro davvero avvincente, organizzato dal gruppo locale di Fare Verde, presso il presidio permanente che da qualche settimana si è stanziato ad Altilia come simbolo e punto di incontro dei sostenitori della lotta contro l’eolico selvaggio. Come è noto ai più è nata una rete di associazioni, comitati e gruppi, attualmente 75, che si stanno prodigando affinchè si preservino le aree archeologiche molisane dall’installazione delle imponenti pale eoliche.


Due le richieste fondamentali che da tempo sta portando avanti la rete, anche attraverso una petizione: l’urgente riapertura del confronto istituzionale presso la Giunta Regionale per la modifica della Legge Regionale n. 22 del 7 agosto 2009 e l’emanazione di nuove Linee Guida Regionali.
Del resto più volte la rete ha sottolineato che il Consiglio Regionale del Molise con Delibera n. 314 del 13.12.2007 e con articolo 2 lettera f) della Legge Regionale n.15 del 21.05.2008 si è pronunciato contro l’eolico selvaggio,successivamente tale legge è stata abrogata con la Legge Regionale n.22 del 7.8.2009 che presto, stando a quanto emerso dall’incontro potrebbe essere modificata.
Al tavolo dei relatori l’assessore regionale all’Ambiente Salvatore Muccilli, il presidente nazionale di Fare Verde, Massimo De Maio, il consigliere regionale Michele Petraroia e Simone Cretella di Fare Verde Molise.
Tanti gli uditori che hanno posto domande numerose soprattutto a Muccilli. Cretella ha aperto i lavori sottolineando la volontà di quasi tutti i partecipanti alla rete che non va a contrastare l’eolico in generale ma soltanto quello selvaggio, non ponderato e dannoso.Il primo intervento è
stato del consigliere Petraroia che ha sottolineato la necessità di concretezza, ha ripercorso l’iter dei sostenitori della rete ricordando che a Roma tutti i gruppi politici hanno votato a sostegno della rete. Di natura più tecnica ed esplicativa l’intervento di De Maio di Fare Verde che con molti
esempi pratici ha spiegato perchè anche le fonti rinnovabili necessitano di risparmio. “ Di fronte al grandissimo problema energetico che in realtà sta investendo tutto l’occidente ed i paesi emergenti- spiega De Maio- non è più possibile applicare dei modelli economici e culturali che appartenevano ad un tipo di produzione energetica che oggi non può più essere attuata; in realtà sull’eolico Fare verde non ha una posizione totalmente contraria, semplicemente , vorremmo che anche all’eolico fosse applicato il concetto della piccola scala. E’ una battaglia molto difficile perché di fronte abbiamo dei poteri molto forti che hanno interesse a mantenere centralizzata la produzione dell’energia elettrica, hanno interesse a tenere nelle proprie mani anche il destino energetico.

Noi vogliamo che ci sia un cambio nel modello di produzione e consumo dell’energia, auspichiamo che la Regione Molise si possa dotare di una strategia che soddisfi due punti principali:utilizzo razionale di energia e produzione di una rivalutazione del fabbisogno locale”. Di seguito sono intervenuti l’assessore provinciale al Turismo Montanaro che ha portato il sostegno della Provincia, ed ancora i rappresentanti di vari gruppi della rete tra cui ricordiamo Oreste Rutigliano di Italia Nostra, il rappresentante dell’associazione romana “ Forche Caudine” e Gabriele Di Bella, consigliere comunale di Sant’Elena Sannita. Hanno rivolto per lo più parole dure alla politica locale, agli accadimenti ed al loro triste e quasi apatico evolversi.

(Tratto da "Il quotidiano del M;olise dell'11 ottobre 2010)

06/10/10

Domenica 10 Ottobre 2010 ore 10.15 INCONTRO DIBATTITO : ENERGIE RINNOVABILI E TUTELA DEL TERRITORIO: QUALI SOLUZIONI AL PROBLEMA ENERGETICO?


EOLICO SELVAGGIO: FARE VERDE INCONTRA L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA REGIONE MOLISE

Domenica 10 ottobre, presso il presidio di Altilia, un incontro dibattito sul tema

con l’Assessore Muccilli

Il gruppo locale di FARE VERDE, associazione di protezione ambientale, ha organizzato, per il giorno domenica 10 ottobre, con inizio alle ore 10.15, un incontro dibattito sul tema “energie rinnovabili e tutela del territorio: quali soluzioni al problema energetico?” in cui interverranno il presidente nazionale di FARE VERDE, dott. Massimo De Maio, l’assessore all’Ambiente e Territorio della Regione Molise Salvatore Muccilli ed il consigliere Michele Petraroia.

L’incontro sarà ospitato nell’ambito delle iniziative promosse della rete delle associazioni e dei comitati contro l’”Eolico Selvaggio”, di cui Fare Verde fa parte, che dallo scorso 29 settembre stanno tenendo un presidio permanente presso l’ingresso dell’area archeologica di Altilia - Sepino, allo scopo di tenere alta l’attenzione su una così importante e sentita questione, di interesse dell’intera regione.

L’iniziativa nasce dalla convinzione della necessità dell’apertura di un tavolo di confronto e trattativa tra istituzioni e società civile, rappresentata ad oggi da ben 73 tra comitati ed associazioni aderenti alla rete; confronto da tempo auspicato ma fino ad oggi puntualmente rifiutato proprio dai rappresentanti della Regione Molise.

Scopo principale dell’incontro sarà quello di illustrare le posizioni della rete dei comitati e ribadire che nessuna delle associazioni si oppone all'eolico in quanto tale; la mobilitazione nasce dall’invasione smodata ed incontrollata che sta subendo il Molise, in assenza di una legge che ne regolamenti e disciplini la diffusione, soprattutto nelle aree di interesse paesaggistico, culturale ed archeologico.

Tale vuoto normativo si è venuto a creare con l’adozione della legge regionale 22 (c.d. legge “Berardo”), che ha di fatto liberalizzato la diffusione delle centrali eoliche anche nelle aree più significative, ZPS e SIC compresi, trasformando il territorio regionale in una vera e propria terra di conquista da parte di spregiudicate società spinte solo da interessi economici privati e non certo da ambizioni naturalistiche, spesso con forte rischio di collusione con ambienti malavitosi, come di recente denunciato anche dal ministro Tremonti.

Sarà anche l’occasione per illustrare alcune proposte alternative in materia di produzione di energia, risparmio energetico e tutela ambientale che FARE VERDE intende sottoporre all’attenzione della classe politica regionale, anche alla luce di esperienze maturate in altre realtà italiane più virtuose e decisamente più rispettose dei propri paesaggi e dei propri territori.

CAMPOBASSO, 08 Ottobre 2010

FARE VERDE Molise

Tel. 329.4343334

www.fareverde.it

www.fareverdecampobasso.blogspot.it

19/07/10

CAMPI ESTIVI 2010


I campi estivi di Fare Verde sono da sempre l'occasione per vivere una esperienza di volontariato a contatto diretto con la Natura e coglierne i significati più profondi. In città viviamo di consumi spesso superflui e dannosi. Immersi nella Natura possiamo sperimentare una vita più semplice, ma non per questo meno soddisfacente. Possiamo farlo impegnandoci in prima persona per proteggere un patrimonio che non ha lobby, giornali, televisioni, partiti, ma che è di fondamentale importanza anche per la sopravvivenza del genere umano.
Infine, condividere con altri il proprio volontariato significa stabilire relazioni al di fuori di ogni logica mercantile e sperimentare i vantaggi umani ed ambientali dell’economia del dono: nel bosco non ci sono bancomat.

Campo nazionale:

dal 2 al 16 agosto 2010
Villetta Barrea (AQ) - Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
Campo estivo per la conservazione della Natura

Organizzato da Fare Verde in stretta collaborazione con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

I volontari saranno impegnati in attività di:
- controllo del territorio;
- informazione al pubblico;
- manutenzione di alcuni itinerari e sentieri.

Contemporaneamente allo svolgimento del servizio di volontariato, in collaborazione con gli operatori del Parco saranno organizzate attività finalizzate alla conoscenza dei luoghi e alla formazione ambientale attraverso:
- momenti di informazione e approfondimento su tematiche ambientali,
- laboratori per bambini,
- visite ed escursioni.

Il campo offre ai partecipanti l’occasione per impegnarsi quotidianamente in attività finalizzate alla conservazione della Natura e la possibilità di condividere comportamenti e scelte improntate al risparmio delle risorse naturali.

Il campo è adatto a tutte le fasce di età.
La seconda settimana, dall'8 al 16 agosto 2010 è dedicata alle famiglie con bambini.

I partecipanti saranno alloggiati presso l'Ostello di Villetta Barrea, in via Roma.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE

Quota giornaliera di partecipazione, per vitto e alloggio:
5,00 euro per bambini fino a 12 anni
10,00 euro per ragazzi di 13-18 anni
20,00 euro per gli adulti.

Quota fissa di partecipazione:
15,00 euro, unica per adulti e bambini, da versare oltre alla quota giornaliera per copertura assicurativa e maglietta del campo.
La quota fissa deve essere versata a titolo di caparra all’atto della prenotazione.

per informazioni: 329.43.43.334

12/06/10

FARE VERDE con gli ALUNNI della D'OVIDIO



Gli alunni della D’Ovidio “adottano” le aiuole di via Roma concimandole con il Compost ottenuto dalla raccolta differenziata dei rifiuti organici.

Questa mattina si è svolta presso la scuola elementare D’Ovidio in via Roma, una mattinata all’insegna della tutela ambientale nell’ambito della campagna “Noi e l’Ambiente” promossa dal circolo didattico, con la presenza dell’Assessore all’Ambiente Nicola Cefaratti e dei volontari di Fare Verde.
In occasione dell’ultimo giorno di scuola i ragazzi delle 5^ sez. C e D, hanno voluto festeggiare la messa a nuovo delle aiuole antistanti l’edificio scolastico, proprio in questi giorni oggetto di restyling a cura del Comune di Campobasso e della stessa direzione didattica.
Nell’occasione, i volontari di Fare Verde hanno preso parte alla giornata ecologica, illustrando in una mini lezione, l’importanza della raccolta differenziata dei rifiuti, ed in particolare della frazione organica (scarti alimentari, sfalci e potature da giardini) che rappresenta oltre il 30% dei rifiuti urbani.
Attraverso il compostaggio, che riproduce il fenomeno naturale della degradazione della sostanza biodegradabile e la trasformazione in humus, si ottiene il compost, che può essere utilizzato come fertilizzante per giardini e campagne. Doppio, quindi, è il vantaggio che si può ottenere: da un lato, si riduce la quantità e la pericolosità dei rifiuti da mandare in discarica, dall’altro si restituisce fertilità ai terreni, in modo naturale, frenando il drammatico fenomeno della desertificazione dei suoli. La capacità del compost di trattenere il carbonio nel terreno, inoltre, contribuisce a ridurre le emissioni in atmosfera di anidride carbonica, di cui l’agricoltura è responsabile per il 20%.
Al termine della lezione, i volontari di Fare Verde hanno distribuito agli alunni un centinaio di sacchetti di compost con cui gli stessi entusiasti ragazzi hanno concimato tutte le nuove piante che abbelliscono le aiuole di via Roma.
Fare Verde, attraverso questa iniziativa, oltre a trasmettere l’importante messaggio di rispetto per l’ambiente agli adulti di domani, ha voluto rimarcare la necessità di attivare anche nella nostra città una seria e reale raccolta differenziata della frazione organica, adottando, come già avviene in moltissime città italiane, il sistema del porta a porta, l’unico che consente di intercettare i quantitativi massimi di rifiuti e di avviare a riciclaggio materiali di qualità.


FARE VERDE Onlus – Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 legge 349/86
Gruppo di Campobasso. Tel.329.43.43.334
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10/06/10

Incontro con Alex Zanotelli e raccolta firme ACQUA PUBBLICA


In occasione dell'incontro "una salute migliore da un ambiente migliore. L'acqua : un bene comune da salvaguardare" organizzato dall'Ordine dei Medici e Chirurghi della Provincia di Campobasso, sarà organizzato un banchetto per la raccolta firme per la campagna referendaria sull'acqua pubblica promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

l'incontro si terrà alle ore 17.00 presso la sala della Costituzione della Provincia di Campobasso, in via Milano.

Tra i vari interventi ci sarà anche quello conclusivo di Alex Zanotelli, Missionario Comboniano, da sempre impegnato in iniziative di promozione umana e civile.

I PANNOLINI ECOLOGICI



Chi sceglie di usare i pannolini ecologici lavabili, contribuisce alla riduzione di circa una tonnellata di rifiuti, evita l’abbattimento di 10 alberi, riduce lo spreco di risorse ed energia, salvaguarda la salute del proprio pargolo e risparmia un consistente “gruzzoletto”.
Ecco i motivi per passare ai pannolini di stoffa, dicendo NO alla logica dell’usa e getta.

Esistono almeno tre ragioni fondamentali per scegliere i pannolini in materiali riutilizzabili per i propri figli: la tutela dell’ambiente, il risparmio economico e il maggior benessere del bambino.

•La tutela dell'ambiente.
I bambini inconsapevolmente producono circa il 10% del totale dei rifiuti prodotti in Italia, considerando che ogni bambino al compimento del terzo anno ha utilizzato circa 5/6000 pannolini per un peso complessivo di oltre una tonnellata. E’ stato calcolato che ogni giorno vengono gettati nella spazzatura oltre 6 milioni di pannolini che, a causa della loro particolare composizione e del contenuto di residui organici, rappresentano una delle tipologie di rifiuto più difficili da gestire.
I pannolini sono infatti costituiti, oltre che da cellulosa, da plastica e da idrogel (che contengono solventi, metalli pesanti, polimeri, diossine e furani) e inquinano pesantemente l’ambiente già in fase di produzione. Inoltre è un rifiuto che non può essere riciclato e quindi richiede lo smaltimento in discarica (dove impiega oltre 600 anni per decomporsi, non biodegradarsi), dove diventano veicoli per la proliferazione di virus e batteri pericolosi, contribuendo alla contaminazione del suolo e delle falde acquifere.
Se invece finiscono in inceneritore, la combustione dei materiali sintetici di cui sono composti può dare origine alla pericolosa diossina ed altre sostanze nocive.
Notevole anche l’impatto complessivo connesso alla loro produzione: i pannolini usa e getta necessitano, rispetto a quelli in tessuto, di 3 volte e mezzo più energia, una quantità di materie prime non rinnovabili oltre 8 volte maggiore ed addirittura un quantitativo di risorse rinnovabili 90 volte superiore; basti pensare che i pannolini monouso sono composti per circa il 70% da cellulosa, per la cui produzione viene utilizzata polpa di legno. Una recente ricerca ha in proposito evidenziato che per produrre i pannolini necessari per soddisfare un bambino dalla nascita al trentesimo mese sia necessario abbattere oltre 10 alberi di medie dimensioni.
Diversamente, con l’utilizzo di pannolini ecologici lavabili, l’impatto ambientale si riduce drasticamente sino a diventare irrilevante, considerando sia l’impiego di materiali, in gran parte naturali come il cotone, sia il fatto che nulla verrà cestinato. L’unico consumo derivante dalla scelta dei pannolini ecologici è quello relativo ai lavaggi, ma resta di gran lunga inferiore all’energia necessaria per la produzione, il trasporto, la distribuzione e lo smaltimento di quelli usa e getta.

•Il risparmio economico
L’utilizzo di pannolini monouso risulta oggi una delle spese maggiori connesse alla nascita di un bambino.
Basti pensare che, considerando una media di 5/6 cambi al giorno per un periodo di 30mesi, si possono spendere fino a 2000 euro in pannolini monouso. Tali cifre sarebbero ancora maggiori nel caso in cui il bambino tardasse a “passare al vasino”.

Da non trascurare anche il costo aggiuntivo dovuto all’uso di creme antiarrossamento e al tempo e al carburante necessario per andare di volta in volta al supermercato ad acquistare le varie confezioni di usa e getta.
Di contro, per l’acquisto di un kit di pannolini lavabili e dei relativi accessori (mutandine, panni supplementari e veli in cellulosa), basta sostenere un investimento compreso tra i 350 e i 600 euro, variabile a seconda dei modelli e della marca scelta. Considerando infine il costo dei lavaggi (in termini di elettricità, acqua e detersivo), si ottiene un risparmio che può tranquillamente superare il 50% della cifra altrimenti spesa in pannolini usa e getta.
Se poi si considera che possono essere riutilizzati per un secondo o terzo figlio, oppure ceduti in famiglia, scambiati o rivenduti, il risparmio può aumentare notevolmente.
Infine, l’utilizzo di pannolini in cotone naturale, evita l’utilizzo di molti prodotti cosmetici, con derivante ulteriore risparmio.

•Il benessere del bambino
Il rivestimento impermeabile dei pannolini comuni non permette in alcun modo un’adeguata traspirazione e causa della formazione all’interno delle condizioni (calore, umidità e mancanza d’aria) ideali per l’insorgere di arrossamenti ed irritazioni sulla delicata pelle del bambino.
A dimostrazione di ciò diversi studi statistici hanno evidenziato un sensibile aumento degli eritemi e delle allergie cutanee tra i bambini che indossano pannolini monouso. Negli USA, ad esempio, negli ultimi 50 anni i casi di arrossamento sono passati dal 7,1% al 61% dei bebé, la maggior parte dei quali indossa usa e getta.
Una conseguenza ancora più preoccupante è causata dalla temperatura che si sviluppa attorno all’area dei genitali del bambino, che può superare di circa 1°C quella corporea. A tal proposito uno studio dell’Università di Kiel (Germania) ha rilevato che un’esposizione prolungata dello scroto dei maschietti a queste temperature può avere delle conseguenze negative sulla salute e funzionalità dei testicoli, con possibili ripercussioni sulla futura fertilità in età adulta. Nelle femminucce, tali condizioni sarebbero invece la causa del crescente diffondersi di vaginiti croniche in età pediatrica, un disturbo che prima dell’avvento dei pannolini monouso era comune solo nelle donne adulte.
Un altro preoccupante fattore per la salute dei bambini è il particolare mix di sostanze chimiche che vengono abitualmente utilizzate nella fabbricazione degli usa e getta, come sbiancanti, antimuffa, gel superassorbenti, ecc. , sulle quali non esiste ancora alcuna norma che obblighi le aziende produttrici a riportarne la dicitura in etichetta. Solo per citarne alcune tra le più rischiose, il sodio policloridato (un composto che assorbe più di 100 volte il suo peso in acqua) che già fin dal 1985 è stato vietato nella fabbricazione di tamponi femminili perchè sospettato di provocare shock tossici, oppure il Tbt (Tributile di Stagno), una sostanza particolarmente tossica utilizzata come biocida in diversi settori.
La superassorbenza, tra l’altro, oltre ad essere una concausa dell’insorgere degli arrossamenti perché inducono i genitori a cambiare meno spesso il pannolino, limitano anche la sensibilità dei bambini perchè impediscono loro di sentire il fastidio del contatto con la pipì e la sensazione di sporco. Ciò contribuirebbe all’innalzamento dell’età in cui il bimbo riesce a passare al vasino, negli ultimi anni salita in media addirittura a 42 mesi!
Di contro utilizzando i pannolini di stoffa si può star tranquilli perchè a contatto con la pelle del bebè vi sono solo fibre naturali, non trattate, anallergiche, perfettamente traspiranti, che riducono l’insorgere di arrossamenti ed irritazioni e permettono di mantenere una temperatura fisiologica che salvaguarda la salute dei genitali.
Infine, il relativo maggiore ingombro ha un notevole effetto positivo anche dal punto di vista ortopedico perché, facendo tenere le gambine naturalmente divaricate, consente il normale sviluppo delle anche.


FARE VERDE Onlus – Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 legge 349/86
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Riduzione rifiuti: FARE VERDE propone i pannolini ecologici al comune di Campobasso

Fare Verde Campobasso, nell'ambito delle proposte virtuose per la riduzione a monte dei rifiuti, propone al comune di Campobasso di incentivare le famiglie all'utilizzo dei pannolini lavabili per bimbi.
Di seguito la lettera di proposta al Comune di Campobasso per l'avvio della campagna per l'utilizzo di pannolini ecologici per bambini in alternativa a quelli usa e getta.

01/06/10

L'OPINIONE di FARE VERDE in MATERIA di RIFIUTI e RACCOLTA DIFFERENZIATA



Di seguito l'intervento di FARE VERDE in materia di rifiuti e raccolta
differenziata, inviata al Sindaco, all'Assessore Cefaratti ed ai
consiglieri, a seguito della conferenza dei capigruppo della maggioranza del
Consiglio Comunale di Campobasso.

Alla luce delle recenti dichiarazioni dei Capigruppo della maggioranza del Consiglio Comunale di Campobasso, da cui è emersa la disponibilità al coinvolgimento delle Associazioni Ambientaliste in materia di gestione rifiuti e raccolta differenziata, desideriamo raccogliere tale invito e formulare alcune considerazioni e proposte per stimolare in maniera propositiva l'amministrazione di Campobasso ad intraprendere finalmente la strada del ciclo virtuoso dei rifiuti, oggi fermo in città ad imbarazzanti livelli di inefficienza.
I dati nazionali sulla raccolta differenziata confermano Campobasso nella parte bassissima della classifica nazionale, con cifre ancora ferme a percentuali che si contano sulle dita di una mano, risultato eloquente di anni ed anni di immobilismo, errate gestioni e sperimentazioni tanto fallimentari quanto dispendiose, tra l'altro incuranti degli obiettivi di legge fissati dalle normative vigenti.
L'amministrazione comunale si trova oggi davanti alla scelta se continuare
ad arrancare perseverando con sistemi di raccolta ormai superati e costosi, oppure compiere un deciso salto di qualità adeguandosi, oltre che alle direttive europee e alle leggi nazionali, anche alle più moderne e sostenibili soluzioni dai molteplici vantaggi sia economici che ambientali.
Soluzioni che individuano nella strategia delle 4R proposta dall'Unione Europa(Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero) l'unica via percorribile per affrontare un problema che ovunque, se non ben gestito, è inevitabilmente destinato a diventare emergenza.
Ed allora, proprio per seguire l'ordine delle 4R è imprescindibile cominciare proprio con la riduzione a monte dei rifiuti, ricordando che il miglior rifiuto è proprio quello non prodotto.
La reintroduzione del vuoto a rendere, l'installazione di impianti di spillatura per alimentari o generi diversi, la promozione dell'acqua "del sindaco" per ridurre l'invasione delle bottiglie in plastica per l'acqua, gli incentivi alla scelta dei pannolini per bambini riutilizzabili, la riduzione drastica dei superflui prodotti usa e getta e tanti altri accorgimenti, sono solo alcuni provvedimenti, volti a ridurre l'enorme e costosa produzione di rifiuti, che un'amministrazione comunale può facilmente prendere; minimi costi iniziali, rapidamente recuperabili, e notevoli risparmi, oltre che vantaggi ambientali, a medio e lungo termine .
Provvedimenti da tempo avviati con successo da tante amministrazioni in tutta Italia che, anziché riempire di preziose materie prime discariche ed inceneritori, puntano a promuovere pratiche virtuose tra i cittadini, attraverso la dottrina del consumare meno e differenziare e riciclare tutto il possibile.
E proprio per il corretto funzionamento della raccolta differenziata dei materiali riciclabili (vetro, carta, plastica, alluminio) è indispensabile l'immediato passaggio dall'attuale sistema a cassonetti stradali, a quello "porta a porta", l'unico realmente efficace, unitamente alla pratica diffusa del compostaggio della frazione organica, ad oggi del tutto inesistente a Campobasso (basti pensare che nell'impianto di Compostaggio di Montagano la frazione organica di qualità proviene dalle province campane!)

Tali sistemi consentono, inoltre, anche il passaggio dalla tassa (TARSU) alla tariffa (TIA), come avviene nei cosiddetti Comuni "Ricicloni" dove i cittadini vengono incentivati, a fronte di risparmi sulle bollette, a produrre meno rifiuti e differenziarne il più possibile.
Grazie a politiche come queste, i comuni che hanno scelto il "porta a porta",toccano percentuali di raccolta differenziata che vanno dal 40-50 ad oltre il 90%, risultati certamente raggiungibili anche in una realtà come
Campobasso e che porterebbero nel tempo enormi risparmi sui costi complessivi della gestione dei rifiuti, ipotesi ancor più auspicabile in tempi in cui si parla di aumenti delle tasse a causa del dissesto finanziario delle casse comunali.
Tra l'altro, è già esistente un nuovo piano di raccolta rifiuti per la città di Campobasso, elaborato nell'ottobre 2008 dal CONAI e che prevede proprio l'avvio del "porta a porta", ma che finora giace nei cassetti, inspiegabilmente accantonato.

Fare Verde auspica un sempre maggiore coinvolgimento del mondo dell'ambientalismo, del volontariato e della società civile nelle scelte che riguardano il bene comune, e sarà pienamente disponibile a fornire la più ampia collaborazione per iniziative finalizzate alla riduzione dei rifiuti e ad una corretta e capillare raccolta differenziata tramite il sistema "porta a porta".


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14/05/10

DOMENICA 23 Maggio_BICI in CITTA'


Una città non affollata dalle auto, dove i pedoni possano camminare liberamente ed i ciclisti possano pedalare in libertà: Bicincittà è tutto questo. Torna anche a maggio 2010 il tradizionale appuntamento con la “biciclettata” Uisp, una passeggiata non competitiva dedicata alle famiglie, agli amatori e a tutti cittadini interessati ad uno stile di vita attivo, giunta ormai alla XXV edizione. Nel 2010 si pedalerà in oltre 130 comuni italiani, per piacere e per solidarietà: Bicincittà è infatti la manifestazione più generosa dell’Uisp e da anni i fondi raccolti vengono destinati alle varie associazioni locali che operano nei territori coinvolti.

L’edizione 2010 porterà una grande novità: la raccolta fondi sarà destinata alla costruzione di un campo sportivo polivalente e all’attivazione di corsi di formazione a Foundiougne, in Senegal, in collaborazione con l’iniziativa Uisp “Bamako-Dakar, il silenzioso tour della solidarietà“.

04/05/10

DIRITTO di REPLICA all'ASS. VITAGLIANO



Egregio Assessore Vitagliano,

leggiamo sui giornali un Suo comunicato di commento alla recente sentenza del TAR che ha bocciato il progetto della costruzione della sede della Regione nell’area dell’ex Romagnoli.
Non avendo avuto finora modo di averla come interlocutore, cogliamo l’occasione per esprimerle alcune riflessioni.
In primo luogo, sgombriamo il campo da equivoci: ben venga, nell’interesse di tutti i cittadini molisani, la realizzazione della sede unica della Regione. Non è nostra intenzione opporci, in sé, ad un’opera del genere, che consentirebbe finalmente, tra l’altro, di eliminare l’assurdo spreco di risorse pubbliche per gli affitti degli uffici. Meglio ancora se con profili architettonici, ambientali e tecnologici di particolare rilevanza, come Lei promette. Magari con l’augurio che bioedilizia, basso impatto ed alta efficienza energetica non restino parole confinate a questo progetto eccezionale, ma diventino prassi consolidata nelle costruzioni pubbliche della Regione.
E ben venga anche il coinvolgimento di associazioni, organizzazioni, istituzioni, dei vari “attori della società civile”, come Lei promette. Noi lo chiediamo da tempo, ed anzi, uno dei motivi che ci hanno indotto a contestare l’accordo Iorio-Di Fabio è stato proprio quello della natura verticistica e non partecipativa della decisione, presa illegalmente – come riconosciuto dal TAR - senza neanche ascoltare la voce del Consiglio Comunale, il principale organo deputato a decidere dell’urbanistica cittadina. Ovviamente, ci auguriamo che tale coinvolgimento non sia meramente passivo, ma che consenta, nel rispetto di un reale processo partecipativo, di condividere le scelte fondamentali. Prima tra tutte, quella della localizzazione della sede della Regione, che per il suo impatto urbanistico riguarda tutti i molisani, ed i cittadini campobassani in primo luogo. Ora che il TAR ha bocciato il progetto sull’ex-Romagnoli, si dia finalmente vita ad un percorso partecipato e pubblico per l’individuazione della nuova sede. Che per il suo elevato valore istituzionale, deve essere sentita dai cittadini come il frutto di una propria scelta anziché come il risultato di un’imposizione.
Come vede, chiediamo partecipazione e trasparenza nel metodo, e una sana scelta urbanistica nel merito. E respingiamo l’accusa da Lei lanciata che contro il progetto della sede della Regione si siano mossi “interessi”, peraltro non meglio specificati.
Per quanto ci riguarda, non ci sono interessi sospetti dietro la nostra azione. Non ci sono certo interessi economici (converrà anche Lei che gli interessi economici vanno dietro a chi può promettere appalti e affari, non certo ad un’associazione ambientalista, che promette solo gratuite e sofferte battaglie di civiltà) e non ci sono interessi politici: la battaglia del Romagnoli è, come tutte le altre battaglie ambientali, trasversale rispetto ad ogni schieramento politico.
L’unico “interesse” che ci muove è quello per la tutela dell’ambiente e, nello specifico, per una Campobasso più vivibile. E’ l’interesse al bene comune della nostra città. Come ha riconosciuto la sentenza del TAR, siamo “portatori di interessi della collettività campobassana”, espressione su cui lei sembra voler ironizzare, trascurando il ruolo decisivo che le associazioni ambientaliste devono avere in una società moderna e partecipata. Un ruolo che ci riconosce il mondo del diritto e che – la consapevolezza nasce sul campo – trova pieno riscontro nei sentimenti dei cittadini. Esca fuori dalle stanze del “palazzo” e provi a sentirli, i cittadini di Campobasso. Vedrà la soddisfazione e la gratitudine, con cui la maggior parte dei campobassani ha accolto la decisione del TAR. Preferendo tutti, ad una colata di cemento nel centro cittadino, la realizzazione di un bel parco, come noi auspichiamo.
E respingiamo al mittente l’accusa che con il nostro agire staremmo “compromettendo la crescita sociale, economica e lo sviluppo occupazionale che la Regione vuole promuovere”. Sinceramente, non avremmo mai pensato che la nostra battaglia per una diversa localizzazione del palazzo regionale potesse addirittura arrivare a compromettere l’economia e l’occupazione nella regione! Al contrario, avremmo piuttosto giurato che l’evidente stato di crisi in cui versa il nostro Molise fosse semmai attribuibile, almeno in parte, a chi da anni l’amministra.
Ma senza entrare in ulteriori polemiche, rimettiamo a Lei la palla. Se per rilanciare l’occupazione e l’economia del Molise è tanto importante la realizzazione del palazzo della Regione, ebbene, ha un motivo in più per non ostinarsi in un percorso sbagliato. Eviti altri anni di ricorsi giudiziari, al termine dei quali la Regione potrebbe trovarsi soccombente (il primo round l’ha già perso) senza alcun avanzamento dei lavori. Basta avviare un corretto procedimento per l’individuazione delle aree. Campobasso è senz’altro in grado di ospitare degnamente la sede della Regione in aree diverse da quella dell’ex Romagnoli, inadatta per ragioni geomorfologiche nonché di congestionamento urbano.
Pensiamo che il prestigio di un’Istituzione non sia dato dall’imponenza del palazzo che la ospita, ma dalla capacità di raccogliere e far proprie le istanze dei cittadini che rappresenta. Così come la vicinanza delle istituzioni ai cittadini è un fatto politico e non certo fisico: non serve costruire il proprio palazzo nel centro della vita cittadina, ma piuttosto comprendere ciò di cui ha bisogno la comunità. Il centro di Campobasso ha bisogno di essere liberato dal traffico e dal cemento, e ha bisogno di un’area verde da destinare a luogo di socialità e svago, per tutti i cittadini. Siamo sicuri che la Regione potrà avere la sua indispensabile sede in altre aree, senza negare ai cittadini campobassani la realizzazione del parco sull’ex Romagnoli.

Campobasso, 03 Maggio 2010


FARE VERDE Onlus – Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 legge 349/86
Gruppo di Campobasso. Tel.329.43.43.334
www.fareverdecampobasso.blogspot.com
www.fareverde.it
molise@fareverde.it

30/04/10

Il TAR accoglie il ricorso di FARE VERDE contro la costruzione della sede regionale sull’ex Romagnoli...


...Presidente Iorio, se ne faccia una ragione!

La sentenza del TAR Molise che ha annullato, dichiarandone l’illegittimità, il Master plan e gli accordi di programma tra la Regione Molise ed il Comune di Campobasso, mette definitivamente fine ad una vicenda paradossale che ha visto negli ultimi anni da una parte la stragrande maggioranza dei campobassani, associazioni, comitati contrari alla realizzazione della sede della regione sull’area dell’ex Romagnoli e dall’altra una ristretta cerchia di amministratori che incuranti delle più elementari regole di urbanistica, della volontà popolare, delle sentenze dei tribunali, speravano di portare a termine lo scellerato progetto di cementificare la più grande area nel cuore della città non ancora preda della speculazione edilizia.
Ancora una volta, il TAR ha evidenziato le molteplici irregolarità degli accordi stipulati tra il governatore Iorio (in qualità di commissario post sisma) e l’ex sindaco Di Fabio per l’edificazione dell’ex Romagnoli, non ultima l’inadeguatezza sotto il profilo geologico del sito e soprattutto la precedente destinazione a verde pubblico stabilita nel 2000 dal Consiglio Comunale di Campobasso, unico vero organo sovrano deputato per decisioni di questo tipo.
Resta ferma la convinzione della necessità di realizzare la sede della Regione, per ottimizzare i servizi e ridurre le enormi spese di locazione dei tanti immobili attualmente in uso, ma in una zona limitrofa alla città, ben collegata alle tangenziali e che risolva la drammatica situazione del traffico cittadino; all’amministrazione comunale chiediamo di localizzare tale area comunale ed affidarla alla regione in cambio della restituzione dell’area del vecchio campo sportivo dove potrà finalmente essere realizzato il tanto auspicato parco pubblico, un’area verde di respiro a disposizione dell’intera cittadinanza.
Il presidente Iorio prenda atto della volontà dei campobassani, oltre che delle sentenze dei tribunali, e converta il bando internazionale (che intanto sta costando centinaia di migliaia di euro dei nostri risparmi), in un bando per la realizzazione di uno splendido parco attrezzato che diventi il miglior biglietto da visita possibile per il capoluogo regionale, magari coinvolgendo gli studenti o le professionalità locali, senza sperperare denaro molisano oltre confine.
Fare Verde, infine, intende ringraziare per l’impegno e la perseveranza profusa, l’Avv. Pino Ruta che con il suo operato ha brillantemente sostenuto la nostra causa, permettendo di annullare un progetto che qualora realizzato, avrebbe stravolto irreparabilmente l’intero assetto urbanistico di Campobasso, a vantaggio dei tanti speculatori che negli ultimi anni stanno perpetrando un vero e proprio “sacco” della città.

FARE VERDE Onlus – Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 legge 349/86
Gruppo di Campobasso. Tel.329.43.43.334
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27/04/10

E’ UTILE il RILANCIO dell’ENERGIA NUCLEARE in ITALIA?


Legambiente Molise in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise, organizza per il giorno 28 Aprile 2010 alle ore 15,30, presso la sala “E. Fermi” della Biblioteca di Ateneo di Viale Manzoni a Campobasso, un Workshop sul tema del nucleare del titolo “E’ utile il rilancio dell’energia nucleare in Italia?”