Appuntamento al castello alle ore 09.00
Per informazioni:
FARE VERDE Campobasso - 329.43.43.334
Il CASTELLO Monforte è il simbolo della nostra città, ma versa in condizioni di grave degrado: rifiuti, scritte sPRAY SULLE MURA, vegetazione incolta ED INVASIONE DI ANTENNE E RIPETITORI.
Per DENUNCIARE lo stato di degrado, e contribuire concretamente alLA SALVAGUARDIA del MONUMENTO, FARE VERDE promuove una giornata ecologica di volontariato per ripulire L’AREA CIRCOSTANTE IL CASTELLO E RIMUOVERE ALCUNE SCRITTE SPRAY SULLA FACCIATA.
DOMENICA 2 OTTOBRE 2011
tutti al LAVORO CON SACCHI E GUANTI!
APPUNTAMENTO ALLE ORE 09.00 AL CASTELLO
PER RESTITUIRE BELLEZZA E DECORO AL MONUMENTO, PER DARE UNA RISPOSTA DI CIVILTÀ A COLORO CHE IMBRATTANO I MONUMENTI O SCAMBIANO L’AMBIENTE PER UNA PATTUMIERA, PER CHIEDERE ALLE AMMINISTRAZIONI MAGGIORE ATTENZIONE PER IL PATRIMONIO STORICO ED IL VERDE CITTADINO.
Per informazioni:
FARE VERDE Campobasso tel. 329.4343334
Fare Verde Campobasso, invita soci, amici e simpatizzanti ad aderire all'iniziativa CLEAN UP THE WORLD (Puliamo il Mondo) il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo, che gli amici di LEGAMBIENTE organizzano il prossimo 24 settembre a Campobasso, in via Carducci, nel quartiere Vazzieri.La manifestazione si svolgerà il giorno 24 Settembre in via Carducci.
Vi aspettiamo numerosi!
Un’azione concreta di pulizia per chiedere città più vivibili.
per informazioni: www.legambientemolise.eu
NUOVA ILLUMINAZIONE A LED:
- SPRECHI + EFFICIENZA !
Fare Verde Campobasso esprime il più vivo apprezzamento per l’installazione della nuova illuminazione stradale con apparati a Led in Via principe di Piemonte a Campobasso (tratta Conservatorio-Ufficio Postale).
Il nuovo impianto, che si presume abbia carattere sperimentale, è costituito da 10 lampade a Led da 80 e 60 watt, in sostituzione delle tradizionali e meno efficienti lampade a vapori di Sodio o Mercurio da 250 watt. Da un facile calcolo è facile comprendere come il risparmio energetico ottenibile sarà di circa 2/3: i dieci punti luce installati consumeranno infatti meno di 3000 kw/anno a fronte del precedente consumo di oltre 9000 kw; un risparmio, per l’appunto dell’oltre il 70%.
I vantaggi della tecnologia a Led per l’illuminazione sono da anni affermati: netta riduzione dei consumi a parità di resa luminosa, minima manutenzione e lunga durata (durata media Led oltre 50000 ore, 12 anni), minimo inquinamento luminoso, elevato rendimento a qualsiasi temperatura, accensione istantanea, resa costante nel tempo, possibilità di telecontrollo e tele gestione.
Sono ormai tanti i comuni italiani che hanno scelto di passare alla più moderna ed efficiente illuminazione a Led, risparmiando non meno del 60% sui costi di fornitura energia elettrica ed oltre il 50% sulla manutenzione, senza considerare il risparmio ecologico, ovvero la riduzione delle emissioni di Co2 derivante dalla minore produzione di energia elettrica. Con le dovute proporzioni, è stato stimato che se tutti i comuni italiani adottassero il nuovo sistema di illuminazione a led, si potrebbero risparmiare fino a 2,5-3 TWh annui di corrente e 1,2 - 1,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.
La sola città di Campobasso, con i suoi circa 7000 punti luce che attualmente consumano circa 4 GW (Gigawatt) annui, potrebbe, convertendo a led dell’intera rete di illuminazione pubblica, ampiamente dimezzare la propria bolletta energetica, risparmiando centinaia di migliaia di euro e contribuendo all’abbattimento di emissioni di circa 600 tonnellate di Co2 all’anno.
L’efficienza ed il risparmio energetico, oggi rappresentano la risposta più moderna e concreta alla crescente richiesta di approvvigionamento elettrico. A poca distanza dalla vittoria referendaria che ha cancellato l’incubo nucleare, è opportuno ribadire che in un sistema energivoro arretrato ed inefficiente non potrà mai esserci fonte energetica di qualunque tipo capace di soddisfare le sempre maggiori richieste. Una seria politica di efficienza, risparmio e riduzione degli sprechi, deve essere quindi la priorità assoluta per cittadini, imprese e soprattutto amministratori e governanti che dovrebbero certamente pensare a consumare meno, prima ancora che costruire nuove centrali, di qualunque tipo esse siano.
Ci auguriamo che il nuovo impianto cittadino diventi il punto di partenza per la rapida conversione della rete d’illuminazione dell’intera città e di una politica energetica, e non solo, maggiormente attenta alle tematiche ambientali (…ma anche al portafoglio!).
Campobasso, 30 luglio 2011

CI SONO MURALES E MURALES….
E’ il tormentone di questi giorni. Il grande murales realizzato dall’artista Blu nei pressi del Terminal autobus di Campobasso sta suscitando polemiche tra l’amministrazione comunale, schierata per la rimozione dell’opera, ed i tanti sostenitori, tantissimi sul Web, che stanno invece prendendo le difese del lavoro dell’artista di fama internazionale.
Premettendo che un’opera d’arte è sempre e comunque più interessante e culturalmente più stimolante di un freddo e desolante muraglione di cemento armato, riteniamo legittimo che si possa aprire un dibattito sul significato dell’opera, ancor più quando quest’ultima incarna dei temi piuttosto forti, che possono talvolta sfociare in provocazione, come nel caso dell’opera al centro della diatriba: segnale che il messaggio dell’artista ha colto nel segno. Ma arrivare alla rimozione di un opera d’arte per ripristinare il grigiore preesistente, sarebbe una sicura perdita per l’intera città; se si considera poi che il sito in questione versa da decenni in stato di abbandono e degrado, un intervento di rimozione di un’opera di riqualificazione urbana quale il murales in argomento, assumerebbe certamente aspetti paradossali e grotteschi.
Ma senza cimentarci ulteriormente in inopportune critiche d’arte che lasciamo a chi dovere e competenza (e non crediamo ce ne siano nel palazzo di città…), riteniamo lodevole l’iniziativa “Draw the line street festival”, promossa dall’Associazione Malatesta, una campagna volta, oltre al recupero di aree degradate, anche al rispetto del decoro della città, con un forte valore educativo, soprattutto verso le nuove generazioni, contro ogni forma di vandalismo urbano.
Vogliamo altresì cogliere l’occasione per invitare tutti coloro, amministratori in testa, che hanno puntato il dito verso il murales del terminal, ad aprire gli occhi, giudicare e soprattutto intervenire, anche sulle centinaia di “sgorbi ed inguacchi” decisamente meno gradevoli, che deturpano l’intera città, spesso su monumenti o mura ben più importanti o “istituzionali” di una anonima gettata di cemento armato.
Forse non tutti sanno che ci sono nella nostra città desolanti esempi di abbandono e di vilipendio al decoro ben più gravi di un murales d’autore; basterebbe, per esempio, farsi una passeggiata nei pressi della chiesa di S. Giorgio o della Torre Terzano, nel cuore del centro storico, ed ammirare quanti sudici oltraggi alla cultura, all’arte, alla storia ed alla memoria della città, da anni campeggiano indisturbati sulle antiche pietre, seviziate dalle vernici di anonimi imbecilli che agiscono da sempre indisturbati, con il riconoscimento di vedere le loro “opere” inviolabili per anni, se non decenni, al contrario dello sfortunato artista Blu che, dopo aver decorato le mura di Berlino, Madrid, Londra, Roma, Los Angeles, doveva approdare a Campobasso per realizzare un murales dalle ore contate per il repentino intervento dei censori rulli grigi di palazzo S.Giorgio, pronti a spazzare via l’oltraggiosa arte e ripristinare il piatto e tristissimo grigiore istituzionale.
Campobasso, 07 luglio 2011
La Rete delle 136 Associazioni e Comitati contro l’Eolico Selvaggio e i Rifiuti Extra-Regionali in Molise continua la battaglia contro la devastazione del territorio molisano.
Domani 28 giugno 2011 alle ore 10.00 una rappresentanza della Rete sarà presente e seguirà i lavori del Consiglio Regionale, per sostenere l’approvazione della Mozione Petraroia-Romano in difesa del territorio molisano in discussione al primo punto all’ordine del giorno.
La Rete sollecita la Giunta Regionale a costituirsi in giudizio dinanzi la Corte Costituzionale in difesa della Legge Regionale n. 23 del 23 dicembre 2010, e chiede a tutte le Istituzioni di fermare l’eolico e il fotovoltaico selvaggio visto il superamento delle percentuali di produzione energetica da fonti rinnovabili del 20% stabilito dall’Unione Europea.
Le richieste della Rete sono volte a difendere e valorizzare un Molise già profondamente umiliato e penalizzato da scelte sbagliate e da politiche che non tengono conto delle reali esigenze del nostro territorio.
Lo sviluppo regionale passa per iniziative volte a favorire il turismo, l’artigianato locale, l’agricoltura, l’archeologia e non attraverso politiche di impoverimento culturale, ambientale, paesaggistico e naturalistico.

milioni di euro è stato condannato per pubblicità ingannevole, i volantini autoprodotti da migliaia di volontari hanno convinto molto più.
Non sono bastati gli sgambetti, i trucchi parlamentari, le date sbagliate date da TG1 e TG2, l’invito del meteo RAI a “organizzare una giornata al mare” domenica 12 giugno. Non sono bastati i disperati tentativi del governo di far saltare il referendum attraverso improbabili ricorsi. E non sono bastati neanche i tentativi di strumentalizzazione del voto popolare fatto nelle ultime settimane da troppi politici, e dopo molti sostanziali ripensamenti. Il popolo libero, che voleva fermare il nucleare e mantenere l’acqua pubblica, ha saputo guardare oltre senza cascare in nessun tranello. Questo è forse il dato più confortante dell’intera campagna referendaria., che è stata una vera e propria corsa a ostacoli, ma alla fine siamo arrivati al traguardo con le braccia al cielo in segno di vittoria.
Con il voto di domenica e lunedì, tutti gli Italiani, indistintamente di destra, di centro e di sinistra hanno dimostrato di saper pensare con la propria testa. E scegliere per il bene dell’Italia a prescindere dagli ordini impartiti dalle segreterie dei partiti. Di tutti i partiti.
Da oggi l’Italia è un paese migliore.
Grazie a quanti hanno contribuito, anche solo diffondendo un solo volantino, affinchè si raggiungesse questo grandioso risultato.

VENERDI' SERA SI CHIUDE IN PIAZZA MUNICIPIO
Non può che essere così. Una scelta di tale calibro, che condizionerà il futuro energetico e non solo del nostro paese è giusto che venga presa direttamente dai cittadini.
La campagna referendaria che sta per terminare, probabilmente è stata la più anomala della storia repubblicana. Da una parte i sostenitori del SI, con le loro ragioni, dall’altra parte il nulla, gli inviti ad andare al mare, il boicottaggio, i ricorsi improbabili per non far svolgere la consultazione, in poche parole una imbarazzante paura di perdere. Come se una squadra di calcio sfavorita, anziché scendere in campo ed onorare la maglia magari tentando il colpaccio, decidesse in maniera arbitraria ed unilaterale di non giocare la partita pretendo per di più di averla vinta a tavolino (vedi decreto omnibus…).
Per fortuna non è andata così, i tentativi di far fallire il referendum sono miseramente caduti nel vuoto e domenica 12 e lunedì 13 gli italiani saranno finalmente chiamati ad esprimere il loro parere su argomenti di straordinaria importanza che non potevano e non dovevano essere lasciati ad appannaggio di ristrette oligarchie di potere.
E’ inutile negarlo: la contrarietà degli italiani verso il nucleare è scontata, il vero avversario dei sostenitori del SI è l’astensione. Astensione non ideologica, il che avrebbe certamente un significato ed anche una giustificazione, ma astensione dovuta al mix di disaffezione verso le urne, scarsa fiducia verso il referendum e soprattutto confusione e disinformazione. Tutti fattori appositamente costruiti per screditare lo strumento referendario ed evitare che il popolo possa esprimersi in maniera diretta su temi di importanza epocale.
Ma il fermento che nelle ultime settimane si è visto, lascia ben sperare; centinaia di migliaia di giovani e meno giovani mobilitati in tutti i modi per riaffermare innanzitutto il sacrosanto diritto di poter scegliere, prima ancora di entrare nel merito di cosa scegliere. Vecchi e nostalgici metodi quali volantini, megafoni, manifesti, propaganda spontanea porta a porta, mescolati ai nuovi sistemi che viaggiano in rete, come facebook, hanno creato una inedita rete di impegno e partecipazione sociale, spesso trasversale e soprattutto estranea alle logiche partitiche ed agli schieramenti politici, dove ognuno è stato chiamato a fare la propria parte.
Lo stesso impegno che metteremo in campo nella festa di chiusura campagna referendaria venerdì sera in Piazza Municipio a Campobasso, a partire dalle 19.00, in un grande raduno spontaneo di cittadini ed associazioni per un ultimo accorato appello ai cittadini a non lasciare che il futuro di tutti noi e delle future generazioni venga deciso da una casta di affaristi senza scrupoli.
Ci sarà una critical mass con le biciclette, per non dimenticare che un futuro sostenibile passa anche attraverso metodi di mobilità sostenibili, ecologici e ad impatto zero, ci saranno flash mob per richiamare in maniera spettacolare l’attenzione di quei cittadini colpiti dal micidiale morbo dell’indifferenza, ci saranno interventi e momenti informativi, musica ed arte estemporanea per salutare in allegria questa appassionata campagna referendaria con la certezza di ritrovarci lunedì pomeriggio per una grande festa liberatoria.
Perché un futuro libero dal nucleare e dove l’acqua resti un bene comune indiscutibile, non è una scelta politica o ideologica ma è una questione di civiltà.
COMITATO FERMIAMO IL NUCLEARE MOLISE – 329.43.43.334

Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l’arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro attraverso lo strumento di partecipazione per eccellenza quale il referendum.
Ora chiediamo che il referendum sul nucleare non sia strumentalizzato dalle forze politiche. La scelta di fermare definitivamente il nucleare in Italia deve essere una scelta storica e corale di tutti gli italiani, di qualunque orientamento politico e non può essere ricondotta ad un duello tra maggioranza ed opposizione.
D’altronde il nucleare in Italia è sostenuto in modo trasversale da personalità di destra e di sinistra: da Chicco Testa a Stefania Prestigiacomo, da Veronesi a Scajola, da Margherita Hach a Silvio Berlusconi; tutti accomunati nel sostenere quei poteri economici interessati all'affare nucleare ed in grado di influenzare qualsiasi Governo di qualsiasi colore politico.
C’è bisogno quindi che tutti gli italiani mettano da parte le proprie simpatie ed antipatie politiche e si rechino in massa alle urne per decidere su argomenti di straordinaria rilevanza quali acqua e politiche energetiche che riguardano tutti e non certo una sola fazione ideologica.
L’esempio più lampante è quello della Sardegna, dove una mobilitazione ampia e trasversale ha consentito un risultato referendario mai registrato prima: quorum superato ampiamente e 98% di SI per fermare il nucleare.
Vanno invece rigettati con sdegno, gli ipocriti inviti ad andare al mare anziché recarsi alle urne, che stanno giungendo dagli esponenti del governo; i cittadini non possono e non devono cascare nel tranello del mancato raggiungimento del quorum rinunciando di fatto all’unico strumento di partecipazione diretta rimasto nelle loro mani.
Le notizie che giungono in questi giorni da una grande potenza industriale quale la Germania, che ha già spento 7 dei suoi reattori nucleari e che spegnerà gli altri entro il 2022, devono spingere il nostro paese ad accelerare il processo di riconversione verso le fonti rinnovabili e soprattutto avviare serie politiche di risparmio ed efficienza, vere soluzioni ai problemi di approvvigionamento energetico.
Il governo, che attraverso il Ministro Romani si dichiara “stupito” della decisione della Suprema Corte, prenda atto che intraprendere un’avventura nucleare nel 2011 è una scelta irresponsabile ed in controtendenza rispetto al mondo intero ed accetti la sfida referendaria, magari invitando i propri sostenitori a recarsi alle urne il prossimo 12 e 13 giugno, per tastarne le reali intenzioni.
COMITATO REGIONALE DEL MOLISE “FERMIAMO IL NUCLEARE”
329.43.43.334