13/04/11
06/04/11
01/04/11

Del nucleare l’unica cosa sicura sono i rischi.
Su iniziativa delle maggiori associazioni ambientaliste si è costituito anche in Molise il comitato “FERMIAMO IL NUCLEARE”, in linea con il più ampio comitato nazionale, formato da oltre 60 associazioni unite per portare gli italiani al voto referendario contro l’energia atomica.
Non c’è solo il ricordo di Chernobyl e la paura per l’immane tragedia di Fukushima, a sostenere le tesi del comitato; se anche non ci fosse un errore umano o un terremoto devastante, ci sono ottime ragioni tecniche ed economiche per fermare il nucleare in Italia, in Europa e nel mondo.
E poco importa se la centrale si faccia o no nella nostra regione. Certamente va considerata l’assoluta inadeguatezza del Molise ad ospitare un simile impianto, ma l’esperienza degli incidenti nucleari insegna che 100, 500, o mille chilometri in più o in meno non scongiurano i devastanti effetti delle contaminazioni; questo non può però essere un alibi per rassegnarsi a circondarsi di reattori nucleari.
Efficienza, riduzione degli sprechi e sviluppo delle energie rinnovabili rappresentano oggi la soluzione al problema energetico, consentendo di raggiungere l’autosufficienza con le sole fonti rinnovabili. Ad oggi, infatti, il nucleare, e qualunque altro sistema di approvvigionamento energetico, servirebbe solo ad alimentare gli sprechi e non i reali bisogni della società, che sono di gran lunga inferiori alla richiesta.
Ma, incurante di tutti e tutto, il governo, facendo approvare al parlamento la legge 99/2009 con il voto di fiducia, in spregio all’esito dei referendum del 1987 ed alla manifesta contrarietà delle regioni italiane ad accogliere installazioni nucleari sui propri territori, sta tentando di riportando l’Italia nel campo minato nucleare, con l’appoggio delle lobbies affaristiche, pronte ad ogni costo ad investire in un affare di almeno 30 miliardi di euro per soli 4 reattori. Un affare per pochi, sulla pelle di tutti gli italiani e soprattutto delle future generazioni.
Energie rinnovabili e nucleare sono 2 scelte alternative tra loro. Ecco perché, smascherando clamorosamente le proprie volontà, il governo ha recentemente deciso di ostacolare lo sviluppo delle energie rinnovabili, settore in grande espansione, per creare le condizioni per poter dire di dover dipendere obbligatoriamente dall’energia atomica, attraverso campagne di disinformazione ed irrealizzabili promesse di indipendenza energetica e sostanziosi risparmi per i cittadini. Eppure le energie rinnovabili offrono importanti opportunità occupazionali, di innovazione, di investimenti distribuiti che sul modello della Germania valgono 15/ 20 volte i risultati occupazionali ottenibili con il nucleare e consentirebbero all’Italia di rispettare entro il 2020 gli impegni presi con l’Europa (20/20/20) per contrastare il cambiamento climatico.
Ed invece, mentre molti e più moderni paesi nel mondo stanno abbandonando l’idea nucleare, persino dismettendo le centrali, l’Italia, con oltre mezzo secolo di ritardo vuole approdare ad un sistema energetico ormai superato, condannato dalla storia, , economicamente ed ecologicamente insostenibile, estremamente pericoloso come dimostrato dagli innumerevoli incidenti, noti e non, accaduti negli ultimi decenni.
Il nucleare, tra l’altro, è pericoloso non solo per gli incidenti ma anche nel funzionamento normale. Popolazioni e lavoratori sono coinvolti dalle conseguenze delle radiazioni anche durante il normale funzionamento delle centrali nucleari, come dimostrano ad esempio studi tedeschi e francesi sull’aumento delle leucemie nei bambini (oltre 3 volte) in rapporto alla distanza dalle emissioni. Del resto le emissioni sono il problema non risolto anche per le scorie radioattive, di cui nessun paese al mondo fino ad ora ha risolto il problema dello smaltimento in sicurezza. Così le aree delle centrali restano contaminate per tempi lunghissimi. Questo la dice lunga sul rapporto che si verrebbe a stabilire con le future generazioni che verrebbero condannate a convivere per centinaia, migliaia di anni con gli effetti delle scorie e delle aree contaminate.
Occorre fermare questa scelta. Il referendum può essere l’occasione per farlo; per arrivare al difficile quorum del 50 % più 1 di votanti e per fare prevalere la cancellazione di questa legge irresponsabile che il Governo ha voluto ad ogni costo. Ulteriore aggravante è il vergognoso mancato accorpamento del referendum alle elezioni amministrative di maggio, con il conseguente sperpero di 400 milioni euro che potevano senz’altro essere spesi in maniera migliore, ancor più in tempo di crisi come quelli che stiamo vivendo.
Per finire con la beffa della moratoria di un anno che il governo ha stabilito, al solo scopo di far passare l’onda emotiva di questi giorni legata ai tristissimi avvenimenti giapponesi. Una subdola operazione di marketing sulla fiducia degli italiani, una vergognosa presa in giro, un tentativo di depotenziare il referendum, nella speranza che la nube radioattiva passi e che la tragedia giapponese venga dimenticata, perché c’è la consapevolezza che dalle urne del referendum verrà fuori una ennesima bocciatura del folle progetto nucleare
“FERMIAMO IL NUCLEARE” Comitato promotore per il Molise:
ECOLOGISTI DEMOCRATICI, FARE VERDE, LEGAMBIENTE, WWF.
per informazioni: 329.43.43.334
26/03/11
FARE VERDE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 26 MARZO A ROMA PER L'ACQUA PUBBLICA E CONTRO IL NUCLEARE
NESSUNO PUO' GARANTIRE LA SICUREZZA DI UNA CENTRALE NUCLEARE, SOPRATTUTTO IN UN PAESE A FORTE RISCHIO SISMICO.
PORTARE AL VOTO 25 MILIONI DI ITALIANI PER VINCERE IL REFERENDUM CONTRO IL NUCLEARE E' L'IMPEGNO CHE DOVREMO AFFRONTARE DA QUI' A GIUGNO PER SCONGIURARE LO SCELLERATO PROGETTO NUCLEARE DEL GOVERNO.
Alcune immagini della manifestazione nazionale del 26 marzo:
25/03/11
14/03/11

Fare Verde esprime le sua solidarietà a tutto il popolo Giapponese in queste drammatiche ore.
今回の東北地方太平洋沖地震において、被災された方に心よりお見舞いを申し上げるとともに、一人でも多くの方の無事をお祈り申し上げます。
人間は自然の前に無力です。しかし、進歩するために様々なものを生み出すことができるのも、また人間です。
日本が今回の地震によって被った環境的、経済的な被害は、世界中の全ての工業国で被りうる被害でもあります。
それだけに私達はこの遠く離れた日出ずる国の震災のニュースを、対岸の火事として捉えるのではなく、自国で起こった事のように固唾をのんで見守っています。
今 回の震災で日本のみなさんは、あなたがたがどれほど忍耐強く、冷静沈着で他人への思いやりにあふれているかを私達に見せてくれました。 私達はあなたがたがこの苦境を必ず乗り越えてくれると確信しています。 そして新しい未来のために、私達の手本となるような新しい国として再出発してくれるでしょう。
そのためには新しいエネルギーが必要です。
太陽は世界中の全ての人を平等に照らし、私達が共に歩んでいくための新しい道を照らし出してくれます。

日本のみなさん、がんばってください !
私達 Fare Verde はみなさんのすぐそばにいます。
たくさんの愛を込めて、大きな抱擁を送ります。
Di fronte alle forze dalla Natura siamo piccoli e impotenti. Per migliorare le opere degli esseri umani, invece, possiamo fare molto.
I problemi che il Giappone sta affrontando sono comuni a tutti i paesi industrializzati.
È per questo che ascoltiamo con grande apprensione le notizie che arrivano dal Paese del Sol Levante.
La compostezza ed il senso di solidarietà con cui il popolo giapponese ha affrontato questo terribile circostanza ci ha colpiti profondamente. Siamo certi che saprà superare questo momento difficile e contribuire a costruire un futuro migliore per tutti.
Abbiamo tutti bisogno di energie nuove per affrontare il terzo millennio.
Il Sole ci unisce, il Sole ci darà la forza per intraprendere un nuovo cammino.
Coraggio, mettetecela tutta!
Fare Verde vi è vicina.
Vi giunga il nostro affetto e il più caloroso abbraccio.
La comunità di Fare Verde
06/03/11
SPIAGGE INVASE DAL POLISTIROLO: PRESENTATO UN ESPOSTO.
Sono proprio i pescatori i maggiori inquinatori delle nostre spiagge.
FARE VERDE ed AMBIENTE BASSO MOLISE, associazioni ambientaliste che da anni monitorizzano lo stato di salute delle nostre spiagge attraverso diverse iniziative di volontariato, hanno presentato un esposto a tutte le autorità competenti per il controllo del territorio e del traffico marino (Capitaneria di Porto, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato), per denunciare il grave inquinamento che insiste sui litorali molisani.
In particolare, a seguito della manifestazione nazionale “Il Mare d’Inverno” svoltasi lo scorso 6 febbraio sulla spiaggia di Campomarino, si è evidenziata la enorme presenza sulle spiagge ed in prossimità delle dune, di grandi quantità di rifiuti, in particolar modo imballaggi in polistirolo: contenitori per esche e, soprattutto, le comuni cassette per confezionare il pesce utilizzate nel commercio ittico.
La continuità del fenomeno negli anni e l’enorme numero dei contenitori recuperati in una sola mattinata (diverse centinaia), escludono la casualità della circostanza, dimostrando invece, in maniera inconfutabile, che è evidente consuetudine e prassi consolidata da parte degli equipaggi dei pescherecci, abbandonare in maniera indiscriminata in mare aperto questo tipo di contenitori che vengono successivamente riversati sulle spiagge dalle mareggiate.
Non è altresì trascurabile l’abbandono, anch’esso sistematico, delle scatole contenitori delle esche che evidentemente anche i pescatori da terra rilasciano sull’arenile con altrettanta incuria dell’ambiente, alla pari dei “colleghi imbarcati”.
Va inoltre considerato l’enorme impatto ambientale che l’invasione del polistirolo comporta, con gravi ripercussioni, oltre che sul piano paesaggistico, anche sul piano faunistico, come dimostrato dalle frequenti morti di esemplari di cetacei, anche non lontano dal litorale in questione, proprio a causa dell’ingestione di grossi quantitativi di polistirolo, materiale indistruttibile e non degradabile.
Ambiente Basso Molise e Fare Verde, hanno pertanto chiesto alle autorità competenti, dandone informazione anche ai sindaci di Termoli e Campomarino, che vengano intraprese con urgenza tutte le azioni necessarie mirate a reprimere il fenomeno denunciato.
13/02/11
PICCOLI INTERESSI DI BOTTEGUCCIA......

In questi giorni finalmente la piazza è tornata ad essere un'area chiusa al traffico, (come lo è stata dal 1990) nel rispetto delle attuali vigenti ordinanze sindacali e non per la volontà di nessun comitato od associazione.
Tali divieti, tutt’oggi perfettamente esistenti, sono stati, negli ultimi mesi, puntualmente disattesi dalla stragrande maggioranza degli automobilisti, evidentemente incoraggiati dalla assoluta tolleranza da parte della polizia Municipale; atteggiamento che nel tempo ha dato luogo all’errata convinzione diffusa che la piazza fosse stata riaperta al traffico, come peraltro più volte annunciato dalla stessa amministrazione, ma mai concretizzatosi con nessun atto ufficiale.
Tale situazione ha più volte dato vita a episodi di pubblico pericolo, anche gravi, come l’investimento di una anziana signora, che ha riportato gravi traumi, proprio davanti al Teatro Savoia, nel pieno della caotico Far West alla sfrenata ricerca del posteggio abusivo a due metri dal bancone del locale di fiducia.
Va inoltre considerato che la piazza ospita il Palazzo di Governo, edificio notoriamente considerato “sensibile” e che necessita di particolari misure di sicurezza, come peraltro confermato dalla stessa prefettura che ha espresso diverse perplessità in merito all’annunciata riapertura al traffico.
Sulla mancanza di parcheggi è utile ribadire che non è vero che non ne esistono nell’immediate prossimità del centro; basta pensare al parcheggio della stazione ferroviaria o quello di via Manzoni, perennemente vuoti pur essendo distanti pochi metri dal centro cittadino; ciò dimostra che quello che va cambiato nella nostra città è certamente la mentalità diffusa di dover necessariamente arrivare a non più di tre metri dalla vetrina del negozio desiderato.
E comunque i parcheggi non possono essere considerati come un servizio o un accessorio da includere all’interno delle aree pedonali come fossero panchine, chioschi o cestini gettacarte.
L’automobile è un mezzo che permette di spostarsi, in alternativa ai mezzi pubblici, all’interno della città ma non da nessun diritto, anche in assenza di parcheggi, a fermarla dove lo ritiene utile il conducente (ostruzione degli scivoli, occupazione di marciapiedi, strisce pedonali, doppia fila ecc.). Se il centro città scarseggia di posti auto (ma non è il caso di Campobasso) l’automobilista farebbe meglio ad uscire a piedi oppure utilizzare i mezzi pubblici (che con una maggiore utenza sarebbero certamente obbligati a migliorare il servizio) oppure utilizzare i parcheggi periferici che, come detto, non mancano.
La carenza di posteggi non può autorizzare e non giustifica nessun comportamento irrispettoso delle regole da parte degli automobilisti.
La città intera non può essere concepita in funzione delle automobili, perché la città è anche dei bambini ai quali non si può negare la possibilità di avere un’area tranquilla dove poter giocare senza correre il rischio di essere investiti, è anche degli anziani, è anche delle mamme e dei papà con passeggini e carrozzine, è anche dei disabili, dei ciclisti, dei pedoni; in ordine di importanza le automobili occupano certamente l’ultimo posto, eppure monopolizzano qualunque spazio, spesso limitando in maniera arrogante la libertà di movimento delle altre categorie.
Ancora meno prioritari, per il bene comune, vanno considerati gli interessi economici e commerciali degli esercenti che, seppur legittimi, non possono e non devono influire sulle scelte politiche dell’amministrazione, tenendo in ostaggio la principale piazza di un capoluogo regionale, trasformandola in un parcheggio esclusivo riservato ai clienti.
Ai commercianti di piazza Pepe infine, invitiamo ad uscire dagli steccati del provincialismo e guardare e considerare con interesse quello che accade altrove, in città sia più grandi, sia più piccole, sia del tutto comparabili con Campobasso, dove la creazione e l’allargamento delle aree pedonali è una politica sempre più diffusa e che rinvigorisce ovunque il commercio, rivitalizzando i centri storici e riattirando larghe fasce di consumatori, altrimenti dirottate verso i centri commerciali e la grande distribuzione generalmente posizionati nelle periferie cittadine; il recente esempio di Pescara, dove tutti i commercianti hanno sottoscritto, in accordo con l’amministrazione comunale, la totale chiusura del centro città (molto più esteso di quello campobassano) ne è la più chiara testimonianza.
11/02/11
IN PIAZZA PEPE NON C'E' PIU' POSTO PER LE AUTO !!

Completamente sgombra non si vedeva da un bel po’ di tempo. Eppure finalmente piazza Pepe, o piazza Prefettura se si preferisce, è tornata ad essere quella che effettivamente è: un’isola pedonale.
C’e la Polizia Municipale davanti alla piazza per impedire il passaggio degli autoveicoli. Ieri mattina due agenti hanno chiuso l’area con due bande rosse e bianche, pronti a spuntare fuori nel caso in cui qualcuno chiedeva spiegazioni o si apprestava a “forzare” l’accesso. I passanti hanno potuto assistere a numerosi quadretti tra i vigili e alcuni conducenti che contestavano la decisione e che magari pretendevano di passare per qualche urgenza.
Nonostante le difficoltà i controlli nella piazza saranno ora permanenti in attesa della delibera. Non è stata certo un’iniziativa del Comune. Dato che le proteste dei cittadini non bastavano, ci ha pensato il comitato in difesa delle isole pedonali a mettere pressione all’amministrazione andando in Procura, perchè le regole non venivano fatte rispettare. Non è escluso che ci sia stata anche la buona parola del Prefetto, visto che i rappresentanti dello stesso comitato nei giorni scorsi si sono recati dal vertice di Palazzo del Governo per far presente il problema. Vedremo ora se e per quanto tempo i cittadini potranno godere di piazza Pepe solo coi loro passi.
tratto da "Il quotidiano del Molise" del 10/02/11
06/02/11
PLASTICA, USA E GETTA E POLISTIROLO FLAGELLANO LE NOSTRE SPIAGGE!!
“Il Mare d’Inverno” 2011:
Plastica e polistirolo invadono sempre più le nostre spiagge.
Si è svolta con grande successo questa mattina la 19^ edizione de "IL MARE D'INVERNO", iniziativa di tutela ambientale promossa da FARE VERDE, che ha coinvolto diverse decine di volontari impegnati nella raccolta di rifiuti abbandonati sulla spiaggia.
Anche quest’anno, è stato ripulito un lungo tratto del litorale nord di Campomarino, nei pressi del depuratore, tratto di particolare interesse paesaggistico per la presenza di dune naturali e riccamente popolato di specie volatili.
La consueta classifica dei rifiuti raccolti ha visto vincere ancora una volta la plastica in tutte le sue forme: bottiglie, flaconi, contenitori di ogni specie, ma anche imballaggi ed oggetti usa e getta delle più svariate tipologie; un desolante spettacolo che vede i nostri litorali invasi, nei periodi lontani dagli interessi turistici, da tutto ciò che viene indiscriminatamente abbandonato e che il mare restituisce al mittente dopo le mareggiate.
Proprio la massiccia presenza, ormai permanente, di imballaggi in plastica dimostra come, nonostante le gravi emergenze rifiuti verificatesi in molte zone d’Italia, ancora nessun provvedimento concreto è stato adottato per limitare la produzione di rifiuti “a monte” attraverso l’introduzione, ad esempio, del vuoto a rendere per le bevande, della diffusione dei detersivi alla spina, della sostituzione dei prodotti “usa e getta” con quelli riutilizzabili; semplici comportamenti “virtuosi” che, come dimostrato dove adottati, riducono drasticamente la produzione dei rifiuti e, di conseguenza, tutte le problematiche inerenti il loro smaltimento. E’ infatti assurdo continuare a gestire le emergenze semplicemente individuando nuovi siti dove ammucchiare immondizia o, peggio, bruciarla negli inceneritori, senza preoccuparsi di come produrne meno.
Come dire, il miglior rifiuto è quello non prodotto.
Un’altra sconcertante conferma riscontrata in mattinata, è stata l’assurda invasione di cassette in polistirolo, del tipo comunemente usate dai pescherecci per confezionare il pesce, evidentemente gettate in mare aperto con troppa facilità dagli stessi equipaggi. Atteggiamenti che confermano lo scarso rispetto per l’ambiente anche da parte di chi, come i pescatori, lo vivono quotidianamente e, pertanto, dovrebbero maggiormente tutelarlo e rispettarlo. Per questo nei prossimi giorni sarà presentato un esposto con il quale si chiederà alle autorità preposte di intervenire in maniera decisa verso i responsabili, al fine di porre fine a queste incivili abitudini.
Alla mattinata ecologica ha preso parte anche il CORPO VOLONTARI PROTEZIONE CIVILE di Campomarino e tanti volontari dell’ASSOCIAZIONE AMBIENTE BASSO MOLISE, oltre a tanti cittadini venuti da diverse zone della regione, che hanno così avuto modo di trascorrere una bellissima giornata coniugando una salutare passeggiata sull’arenile con l’ impegno concreto a tutela delle nostre coste. Tanti anche i bambini entusiasti che hanno potuto così cogliere il valore educativo dell’iniziativa.
29/01/11
DOMENICA 6 FEBBRAIO TORNA "IL MARE D'INVERNO" - 19^ edizione
PER RIPULIRLA!!
Pulire le spiagge anche quando non servono ai bagnanti.
Per ricordare a tutti che l’inquinamento dura tutto l’anno.
Siamo circondati dalle merci, che prima o poi diventeranno rifiuti. Ecco perché alla base di tutto c'è assoluta necessità di ridurre consumi e sprechi, il primo passo da intraprendere da cittadini ed amministrazioni pubbliche per affrontare in maniera decisiva la devastante problematica rifiuti che, soprattutto negli ultimi mesi, sta drammaticamente emergendo nei suoi lati peggiori anche nella nostra regione.
Le operazioni di pulizia degli scorsi anni hanno fatto registrare l’enorme invadenza della plastica e degli imballaggi in tutte le sue forme: bottiglie, sacchetti, rasoi usa e getta, contenitori di ogni tipo, che costituiscono la maggior parte dei rifiuti prodotti annualmente in Italia ed in tutti i paesi “sviluppati”.
In particolare nella scorsa edizione dell'iniziativa sul litorale nord di Campomarino, si è registrata una presenza allarmante di polistirolo, (in particolare le comuni cassette per il pesce), evidentemente gettate in mare aperto dai pescherecci e restituiti al mittente dalle mareggiate: un preoccupante segnale di scarso rispetto del mare proprio da chi dovrebbe tutelarlo maggiormente.
“Il Mare d’Inverno” serve quindi a ricordare che l'inquinamento di mari e spiagge esiste tutto l'anno e che oggi più che mai esiste la necessità di invertire il modo sprecone, inefficiente ed irrispettoso dell’ambiente di intendere la vita della moderna società dei consumi.
Per riscoprire quindi il fascino del mare d’inverno e passare una mattina diversa all’insegna della tutela dell’ambiente e della salvaguardia del nostro territorio, Fare Verde invita amministratori, cittadini ed associazioni a partecipare alla giornata ecologica.
L’appuntamento è per domenica nei pressi del “Mambo Bar” alle ore 09.45.
10/01/11
Sosta selvaggia in piazza Pepe, il comitato diffida il sindaco
CAMPOBASSO - Sempre più rovente a Campobasso la polemica sulle zone pedonali violate. Ora, nei confronti dell'amministrazione comunale e delle altre autorità locali, parte una diffida vera e propria. A comunicare l'iniziativa sono state ieri le associazioni ambientaliste del capoluogo riunite nel Comitato per la difesa delle aree pedonali (e che hanno avuto un incontro l'altro ieri per affrontare la questione". "Constatata la persistente violazione dell'area pedonale" hanno inviato al sindaco Gino Di Bartolomeo ed alla Polizia Municipale la diffida affinché provvedano a far rispettare il divieto di accesso per i veicoli, nella Piazza Pepe. "I referenti delle associazioni - si legge nel documento - diffidano tutti gli organi interessati a far osservare il contenuto dell'ordinanza sindacale emessa nel 1991, come integrata dalla successiva ordinanza sindacale del 1998, con le quali veniva disposto il divieto di transito e sosta dei veicoli nella piazza Pepe di Campobasso. Il tutto entro e non oltre 15 giorni dalla ricezione della presente. In mancanza, sicuramente, si adirà la competente procura della Repubblica". La diffida è indirizzata al comandante della Polizia Municipale e al sindaco e per conoscenza è stata inviata anche a: prefetto, questore, comandante della Compagnia Carabinieri, comandante della Polizia Stradale del capoluogo. I firmatari del documento invece sono Paolo Morettini (Associazione Centro Storico), Nino Carpenito (Associazione Malatesta), Simone Cretella (Fare Verde), Angela Palange (Legambiente Campobasso), Maria Assunta Libertucci (Legambiente Molise), Luca Lotti (Wwf). Da qualche mese come noto, nonostante non sia stata decisa alcuna revoca dei divieti, la piazza della Prefettura è tornata ostaggio delle auto, decine di vetture infatti sono sempre parcheggiate, giorno e notte, in una zona che dovrebbe essere ad esclusiva disposizione dei pedoni.Articolo tratto da "La voce del Molise" - www.lavocenuova.com
18/12/10
EX ROMAGNOLI: LA REGIONE IGNORA IL SINDACO ED IL COMUNE DI CAMPOBASSO !!

LA REGIONE MOLISE IGNORA E CALPESTA LA VOLONTA’ DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CAMPOBASSO.
La Regione Molise, sta accelerando le procedure del bando per la costruzione della nuova sede regionale sull’area dell’ex campo sportivo Romagnoli a Campobasso.
Con la pubblicazione della determina n. 122 riguardante l'elenco dei 15 candidati ammessi al I grado del concorso, la Giunta di Michele Iorio dimostra infatti ancora una volta di voler andare diritta per la propria strada, ignorando del tutto gli eventi che si sono succeduti negli ultimi mesi in merito a questa tanto sentita questione.
Il costosissimo concorso di idee internazionale, che prevede un intervento edificatorio sull'area del campo sportivo per 28mila metri quadrati (tra sede della Giunta Regionale, piastra direzionale destinata agli uffici degli Assessorati Regionali e 8.000 mq. destinati a centro commerciale), partorito nell’ambito del contestatissimo “Master Plan” di Iorio e l’ex Sindaco Di Fabio, come a tutti noto è stato dichiarato illegittimo dal TAR Molise su ricorso di Fare Verde, sentenza poi sospesa a seguito del ricorso al Consiglio di Stato da parte della Regione. E’ opportuno ribadire che ad oggi nessuna sentenza, oltre a quella del TAR, è stata ancora emessa in merito alla vicenda, contrariamente a quanto si vuole far credere dagli uffici regionali che hanno volutamente interpretato la sospensiva del CDS come una sentenza definitiva che invece non esiste.
Sentenza che, quando arriverà, comunque essa sia, non potrà comunque autorizzare la Regione all’edificazione della nuova sede senza passare per l’approvazione del consiglio comunale di Campobasso, organo sovrano in materia urbanistica cittadina.
Infatti, lo stesso consiglio comunale di Campobasso, con votazione unanime dello scorso 20 settembre, ha bocciato nettamente questa ipotesi e il Sindaco Di Bartolomeo ha annunciato un nuovo accordo per ridurre drasticamente le cubature, da 28000 a soli 2000 mq.
La mozione approvata dal Consiglio Comunale, nel prendere atto della sentenza del TAR Molise n.184/2010 che annulla tutti gli atti connessi al Master Plan e sottolineare l’importanza di coinvolgere il Consiglio Comunale e i cittadini, anche attraverso una consultazione popolare, nelle scelte urbanistiche della città per la localizzazione in altra area cittadina della sede regionale, ha impegnato il Sindaco e la Giunta a promuovere una discussione democratica, partecipata ed aperta ai cittadini per la scelta dell’area ove localizzare il Palazzo della Regione con l’obiettivo di far desistere il presidente della Regione dalla scelta unilaterale di localizzare il palazzo della Regione nel pieno centro della città e restituire l’area del vecchio campo sportivo alla città mediante la realizzazione su di essa di uno spazio o piazza pubblica.
Come noto, per contrastare la cementificazione dell’area del vecchio stadio, in città si è creato un vastissimo movimento d’opinione, ad oggi rappresentato da un comitato spontaneo che raccoglie cittadini ed associazioni sotto la sigla “Comitato Parco Pubblico Ex Romagnoli”. Tale comitato, trasversale, senza schieramenti o padrini politici rappresenta ed unisce gli intenti della maggioranza dei campobassani, associazioni ambientaliste e di volontariato, comitati di quartiere e tante realtà della cosiddetta cittadinanza attiva che in più occasioni, hanno espresso il più netto disappunto verso la realizzazione di un progetto ritenuto inopportuno, sgradito alla cittadinanza e voluto esclusivamente da un ristretto comitato d’affari.
E’ nostra convinzione che la realizzazione della sede regionale unica è una priorità assoluta, sia per porre fine all’assurdo sperpero di denaro pubblico per le locazioni degli immobili oggi utilizzati dalla Regione, sia per ottimizzare e facilitare l’accesso ai servizi alla cittadinanza; tale opera non può che realizzarsi, come accade in tutti i moderni capoluoghi, in una zona periferica della città, ben servita dalla viabilità anche extracittadina, in modo da decongestionare il già troppo caotico traffico cittadino. E’ altresì nostra convinzione della necessità di bonificare dal degrado l’area del vecchio Romagnoli e realizzare, in alternativa all’ennesima cementificazione di uno spazio aperto nel centro cittadino, uno spazio verde attrezzato, un parco di pubblica utilità che restituisca un po’ di verde al capoluogo regionale.
Posizioni più volte condivise proprio dallo stesso sindaco Di Bartolomeo che da sempre si è dichiarato poco incline alla cementificazione dell’ex stadio; va anche detto però, che proprio in questi giorni, mentre negli uffici di Palazzo Moffa incalzano le procedure per concretare il Master Plan, dal Comune di Campobasso nessuna azione politica viene messa in atto per riaffermare il ruolo egemone del Consiglio Comunale in materia.
Per quanto espresso, chiediamo al sindaco di Campobasso, di far sentire il proprio peso politico ed istituzionale nei confronti della Regione Molise che sta perseverando nelle proprie intenzioni incurante di tutto e tutti ignorando e calpestando, di fatto, il massimo organo politico del capoluogo.
Ci aspettiamo che il Sindaco Di Bartolomeo quanto prima faccia chiarezza sullo stato dei fatti, dichiari pubblicamente le proprie intenzioni, accetti il confronto con le associazioni cittadine, finora sempre evitato, e mantenga l’impegno preso in consiglio comunale di difendere gli interessi di Campobasso e dei campobassani facendo ravvedere i suoi colleghi regionali sulla volontà di portare avanti un progetto che, come tutti sanno, nessuno vuole.
Qualora venisse meno un intervento deciso, quanto mai opportuno ed a lungo atteso, da parte del primo cittadino, si ravviserebbe un atteggiamento “doppiogiochista” sicuramente inaspettato da un Sindaco come Di Bartolomeo che, forte della larghissima fiducia ottenuta dai cittadini, ben conosce e sa utilizzare gli strumenti per onorare il proprio mandato, anteponendo la volontà della propria cittadinanza agli accordi di “palazzo e di scuderia”, in nome del più elementare buon senso e di una visione dell’urbanistica cittadina più razionale, più attenta all’ambiente ed al bene comune.
Campobasso, 20 dicembre 2010
FARE VERDE Onlus - Gruppo regionale del Molise - Tel. 329.4343334
www.fareverdecampobasso.blogspot.com
www.fareverde.it
16/12/10

L’ALBERO DI NATALE: DA ANTICO SIMBOLO DI VITA, A MODERNO OGGETTO DI CONSUMO “USA E GETTA”.
Fare Verde consiglia la scelta dell’albero ecologico sintetico.
La tradizione dell’albero di natale affonda le proprie radici dalle antiche tradizioni pagane del culto solare e del Sole Invitto, quando si addobbavano alberi sempreverdi per festeggiare, in concomitanza con il solstizio invernale, la vittoria della vita sulla morte, della luce sulle tenebre, del bene sul male.
Un simbolo quindi, quello dell’albero sempreverde, che per eccellenza dovrebbe rappresentare la vita.
L’esatto opposto di quanto purtroppo avviene nella nostra moderna società dei consumi, dove gli abeti, svuotati di ogni significato e simbolismo, volutamente vengono mercificati e commercializzati senza radici, per favorirne la morte e quindi l’ulteriore acquisto l’anno successivo, con la triste conseguenza che ogni anno milioni di piante vengono inutilmente sacrificate per addobbare le nostre case nel periodo natalizio, per essere poi cestinate al termine delle feste, dopo l’agonia di un mese di appartamento.
Lo scorso anno Fare Verde ha realizzato una campagna (Natale Sempreverde) di recupero degli abeti dopo le festività per ripiantarli in aree cittadine. Purtroppo tutte le piante recuperate non hanno superato la stagione estiva, giacché si sono rivelate tutte prive delle radici, e quindi senza speranza alcuna di sopravvivenza.
Pertanto, anche alla luce dell’esperienza dello scorso anno, Fare Verde invita i cittadini a scegliere l’abete ecologico sintetico che ha una durata illimitata oppure, per chi non vuole rinunciare all’albero vero, di voler piuttosto scegliere una pianta viva e con radici anziché quelle commercializzate per uso “albero di Natale”, da tenere in vaso all’esterno o piantare in giardino o comunque all’aperto, per riutilizzarla gli anni successivi.
Un semplice scelta di consumo critico e consapevole, che se perpetrata negli anni potrà senz’altro ridimensionare questa consuetudine consumistica e poco rispettosa oltre che della tradizione, anche della vita delle stesse piante.
14/12/10

APPROVATA ALL’UNANIMITA’ LA PDL 245/2010 CONTRO L’EOLICO SELVAGGIO!
La Rete delle 128 Associazioni e Comitati contro i Rifiuti Extra-Regionali e l’Eolico Selvaggio in Molise esprime soddisfazione ed apprezzamento per la particolare sensibilità mostrata dai Consiglieri Regionali, nella seduta odierna, nell’aver approvato all’unanimità la proposta di legge n. 245/2010 a tutela della aree archeologiche, culturali e paesaggistiche del Molise, che ha modificato ed integrato la legge 22/2009.
Ciò rappresenta un aspetto importante per continuare a tutelare e valorizzare le attività turistiche, artigianali e agricole della Regione Molise.
La Rete, inoltre, prende atto positivamente della volontà manifestata dall’Assessore all’Ambiente, Salvatore Muccilli, e dal Presidente della III Commissione Ambiente Regione Molise, Adelmo Berardo, di adoperarsi per predisporre al più presto il testo di recepimento delle Linee Guida Nazionali sulle Fonti Rinnovabili.
Campobasso, 14 dicembre 2010
LA RETE DEI COMITATI E DELLE ASSOCIAZIONI
CONTRO I RIFIUTI EXTRA-REGIONALI E L’EOLICO SELVAGGIO IN MOLISE
