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Appuntamento alle 15.30 sotto il Castello Svevo, per una grande catena umana in contemporanea con molte città italiane. NON MANCATE!!!!!!!
Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, COMUNISTI, FASCISTI,LEGHISTI E OPERAI costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita. La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”.
Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. La “Pubblica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliariello, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno.
E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.
……Cara Silvia, il fatto che tu sia inascoltata non significa che tu debba calare le braghe, scusa volevo dire la gonna, non so come sei vestita, non ha importanza; ma al governo c’è qualcuno di cui forse tu hai smarrito la fisionomia e che sta sbagliando tutto. Se tu lo molli si perde definitivamente e chi ci va di mezzo poi è la povera gente che lo ha votato. È il momento invece di alzare la voce e fargli capire come stanno le cose. Devi dirgli che gli italiani non sono così cretini… anche le formiche lo hanno capito che questa mossa di soprassedere sul nucleare non solo è una truffa ai danni di chi vuole VIVERE, ma serve soprattutto a tener fede a quel CONTRATTO di MORTE che Berlusconi ha firmato con Sarkozy per la costruzione di quattro nuove centrali NUCLEARI. Devi dirgli che non si può far gestire l’ACQUA ai privati. L’ACQUA è un bene comune, di tutti. Come si può pensare che, se io ho sete, devo pagare per bere? E poi devi dirgli che all’estero tutte le sue strategie risultano assai sospette, ridicole e soprattutto non chiare.
E la sua prossima vittima purtroppo sono ancora gli italiani. Da qualche parte ho letto che due signor “NESSUNO” TELECOMANDATI, come giustamente dice il cristallino Di Pietro, hanno presentato due emendamenti al regolamento della Rai in campagna elettorale, affinché tutto sia compiuto sul colossale SCIPPO perpetrato ai danni del referendum sul nucleare, nel caso la Cassazione vada contro la richiesta del governo, e si pronunci invece a favore della sua validità. Il primo emendamento consiste nel togliere alle tribune elettorali il 30% di spazio e darlo al “comitato per il non voto”, in modo da ridurre gli spazi promozionali per il Sì contro le CENTRALI ATOMICHE a un terzo. Il secondo vuole completare l’opera di devastazione facendo cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, anche qui per ridurre i tempi di dibattito che rimarrebbero di soli 12 giorni.
Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.

Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.


Da Chernobyl a Fukushima:
25 anni di buoni motivi per fermare il nucleare.
Il 26 aprile 1986, nell'unità numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina si verificò il più grave incidente nucleare della storia. L'evento, è stato causato dalla sperimentazione dei sistemi di sicurezza ma, dopo l’inizio della prova, il reattore andò subito fuori controllo fino a quando una violenta esplosione scoperchiò il tetto dell’edificio, pesante migliaia di tonnellate. Le barre di combustibile fusero all’innalzarsi delle temperature oltre i 2.000°C. Ne scaturì un incendio che durò per molti giorni ed alla fine si costruì un sarcofago per isolare il reattore danneggiato. L’esplosione ha rilasciato altissimi livelli di radioattività nell’area della Bielorussia, della Russia e dell’Ucraina rendendo necessaria l’evacuazione della popolazione o l'adozione di severe misure di restrizione all'uso agricolo del territorio. All’epoca dell’incidente, 7 milioni di persone, di cui 3 milioni bambini, vivevano in quell’area. A causa di condizioni meteorologiche particolarmente variabili la contaminazione ambientale si estese e ricadde su ampie zone dell’intera Europa, Italia compresa.
L’incidente venne classificato come livello 7 (livello massimo), lo stesso attribuito oggi a quello di Fukushima, nell' International Nuclear Event Scale. In un’ottica di lungo termine, occorreranno alcuni secoli affinché l’inquinamento radioattivo decada. Per diversi decenni persisterà ancora una pesantissima ricaduta sanitaria.
A distanza di 25 anni nulla o quasi è cambiato in materia di sicurezza nucleare. L’impianto di Chernobyl apparteneva alla cosiddetta 2^ generazione, oggi gli impianti più moderni sono della 3^ generazione, detta “evolutiva”: praticamente un restyling della seconda, con gli stessi identici principi di funzionamento e sicurezza. La 4^ generazione non esiste, è per ora solo una ipotesi che nelle migliori delle previsioni si concreterà tra una ventina di anni.
Gli eventi giapponesi di Fukushima dimostrano che il nucleare è troppo fragile, vulnerabile ed espone le popolazioni di interi continenti a rischi insostenibili Le centrali nucleari sono tra l’altro pericolose anche in condizioni di normale funzionamento ed in assenza di incidenti, come dimostrato dall’aumento sistematico di patologie tumorali e delle leucemie, soprattutto nei bambini, in rapporto alla distanza dalle centrali.
Problema irrisolto anche quello delle scorie: nessun paese al mondo fino ad ora ha definito il problema dello smaltimento e dello stoccaggio in sicurezza, problema di cui dovranno farsi carico le future generazioni che saranno condannate a convivere per centinaia, migliaia di anni con gli effetti delle nostre disastrose politiche energetiche.
La storia degli ultimi decenni ha dunque decretato la sconfitta del nucleare: troppo rischioso, troppo costoso, ecologicamente insostenibile, e soprattutto inutile e superfluo se a confronto con risparmio ed efficienza, la vera soluzione moderna ai problemi di approvvigionamento energetico.
Non a caso, sono tanti i paesi nel mondo stanno abbandonando l’idea nucleare, anche dismettendo le centrali. Tranne l’Italia, che con cinquant’anni di ritardo vuole gettarsi nel’avventura nucleare anziché investire nell’efficienza energetica, nel risparmio e nella ricerca e sviluppo delle ben più moderne e sostenibili energie alternative e rinnovabili.
Solo la paura di una sonora bastonata derivante dall’esito del referendum del prossimo giugno ha indotto furbamente il governo al ritiro temporaneo del programma nucleare, una “pausa di riflessione” che altro non è che un sistema truffaldino per evitare il pronunciamento della popolazione attraverso lo strumento referendario. Giusto il tempo di far passare l’onda emotiva ed il vivo ricordo della tragedia giapponese, e se ne riparlerà tra un anno o due, avendo di fatto bypassato l’esito delle urne che avrebbe invece messo definitivamente una lapide sul nucleare italiano.
COMITATO REGIONALE DEL MOLISE “FERMIAMO IL NUCLEARE”
329.43.43.334
fermiamoilnucleare.molise@gmail.com

NUCLEARE: IL GOVERNO SCONFITTO DAI SONDAGGI IMPROVVISA UNA RITIRATA STRATEGICA.
Più che uno stop, quello del governo sembra un pit stop, una pausa strumentale e transitoria per evitare di ricevere una mazzata dagli italiani al referendum e pure alle amministrative. Una ritirata strategica che lasci più tempo all'industria nucleare per riorganizzarsi, ma senza cambiare rotta.
Il piano nucleare del governo, non finisce nel secchio, va solo nel cassetto, pronto a tornare in auge alla prima occasione. La scelta dell’esecutivo di parcheggiare la scelta nucleare non è fatta per convinzione ma per pura convenienza e c’è da aspettarsi che tra un anno o due, passata l’onda emotiva dei recenti eventi giapponesi, sarà varato un nuovo programma atomico, infarcito di fasulle garanzie di maggiori sicurezze, magari con la benedizione della solita cricca di nuclearisti come Chicco Testa, Veronesi, Scajola, Prestigiacomo, Margherita Hack e via discorrendo.
La paura di prendere una sonora bastonata, ampiamente annunciata dai sondaggi, ha indotto il clan nuclearista al governo, ad abbandonare il campo di battaglia senza neanche affrontare il movimento antinucleare. Una vittoria a tavolino che non ci rallegra e che lascia inquietanti sospetti per il futuro: le norme abrogate dal dl Omnibus sono infatti solo quelle riguardanti il quesito referendario e non manifestano una decisa volontà di abbandonare definitivamente la scelta atomica. Insomma, la vera intenzione del governo ci sembra quello di far fallire il referendum nel suo complesso piuttosto che una improvvisa ed imprevedibile svolta ecologista. E lo si era capito già dal mancato accorpamento alle elezioni amministrative che hanno mandato in fumo centinaia di milioni di euro pubblici che potevano certamente essere investiti diversamente.
Vincere con il referendum avrebbe significato mettere una pietra tombale sul nucleare. E non solo in Italia: il referendum italiano può dare ancora più forza ad una strategia europea di graduale uscita dal nucleare, accelerando su efficienza energetica e produzione distribuita da fonti rinnovabili.
Vincere "a tavolino" perché l'avversario si è ritirato permette, invece, al fronte nuclearista di tornare all'attacco quando le acque si saranno calmate. Prima di quanto ci si aspetti e a prescindere da chi governerà l'Italia.
COMITATO REGIONALE DEL MOLISE “FERMIAMO IL NUCLEARE”
329.43.43.334

Del nucleare l’unica cosa sicura sono i rischi.
Su iniziativa delle maggiori associazioni ambientaliste si è costituito anche in Molise il comitato “FERMIAMO IL NUCLEARE”, in linea con il più ampio comitato nazionale, formato da oltre 60 associazioni unite per portare gli italiani al voto referendario contro l’energia atomica.
Non c’è solo il ricordo di Chernobyl e la paura per l’immane tragedia di Fukushima, a sostenere le tesi del comitato; se anche non ci fosse un errore umano o un terremoto devastante, ci sono ottime ragioni tecniche ed economiche per fermare il nucleare in Italia, in Europa e nel mondo.
E poco importa se la centrale si faccia o no nella nostra regione. Certamente va considerata l’assoluta inadeguatezza del Molise ad ospitare un simile impianto, ma l’esperienza degli incidenti nucleari insegna che 100, 500, o mille chilometri in più o in meno non scongiurano i devastanti effetti delle contaminazioni; questo non può però essere un alibi per rassegnarsi a circondarsi di reattori nucleari.
Efficienza, riduzione degli sprechi e sviluppo delle energie rinnovabili rappresentano oggi la soluzione al problema energetico, consentendo di raggiungere l’autosufficienza con le sole fonti rinnovabili. Ad oggi, infatti, il nucleare, e qualunque altro sistema di approvvigionamento energetico, servirebbe solo ad alimentare gli sprechi e non i reali bisogni della società, che sono di gran lunga inferiori alla richiesta.
Ma, incurante di tutti e tutto, il governo, facendo approvare al parlamento la legge 99/2009 con il voto di fiducia, in spregio all’esito dei referendum del 1987 ed alla manifesta contrarietà delle regioni italiane ad accogliere installazioni nucleari sui propri territori, sta tentando di riportando l’Italia nel campo minato nucleare, con l’appoggio delle lobbies affaristiche, pronte ad ogni costo ad investire in un affare di almeno 30 miliardi di euro per soli 4 reattori. Un affare per pochi, sulla pelle di tutti gli italiani e soprattutto delle future generazioni.
Energie rinnovabili e nucleare sono 2 scelte alternative tra loro. Ecco perché, smascherando clamorosamente le proprie volontà, il governo ha recentemente deciso di ostacolare lo sviluppo delle energie rinnovabili, settore in grande espansione, per creare le condizioni per poter dire di dover dipendere obbligatoriamente dall’energia atomica, attraverso campagne di disinformazione ed irrealizzabili promesse di indipendenza energetica e sostanziosi risparmi per i cittadini. Eppure le energie rinnovabili offrono importanti opportunità occupazionali, di innovazione, di investimenti distribuiti che sul modello della Germania valgono 15/ 20 volte i risultati occupazionali ottenibili con il nucleare e consentirebbero all’Italia di rispettare entro il 2020 gli impegni presi con l’Europa (20/20/20) per contrastare il cambiamento climatico.
Ed invece, mentre molti e più moderni paesi nel mondo stanno abbandonando l’idea nucleare, persino dismettendo le centrali, l’Italia, con oltre mezzo secolo di ritardo vuole approdare ad un sistema energetico ormai superato, condannato dalla storia, , economicamente ed ecologicamente insostenibile, estremamente pericoloso come dimostrato dagli innumerevoli incidenti, noti e non, accaduti negli ultimi decenni.
Il nucleare, tra l’altro, è pericoloso non solo per gli incidenti ma anche nel funzionamento normale. Popolazioni e lavoratori sono coinvolti dalle conseguenze delle radiazioni anche durante il normale funzionamento delle centrali nucleari, come dimostrano ad esempio studi tedeschi e francesi sull’aumento delle leucemie nei bambini (oltre 3 volte) in rapporto alla distanza dalle emissioni. Del resto le emissioni sono il problema non risolto anche per le scorie radioattive, di cui nessun paese al mondo fino ad ora ha risolto il problema dello smaltimento in sicurezza. Così le aree delle centrali restano contaminate per tempi lunghissimi. Questo la dice lunga sul rapporto che si verrebbe a stabilire con le future generazioni che verrebbero condannate a convivere per centinaia, migliaia di anni con gli effetti delle scorie e delle aree contaminate.
Occorre fermare questa scelta. Il referendum può essere l’occasione per farlo; per arrivare al difficile quorum del 50 % più 1 di votanti e per fare prevalere la cancellazione di questa legge irresponsabile che il Governo ha voluto ad ogni costo. Ulteriore aggravante è il vergognoso mancato accorpamento del referendum alle elezioni amministrative di maggio, con il conseguente sperpero di 400 milioni euro che potevano senz’altro essere spesi in maniera migliore, ancor più in tempo di crisi come quelli che stiamo vivendo.
Per finire con la beffa della moratoria di un anno che il governo ha stabilito, al solo scopo di far passare l’onda emotiva di questi giorni legata ai tristissimi avvenimenti giapponesi. Una subdola operazione di marketing sulla fiducia degli italiani, una vergognosa presa in giro, un tentativo di depotenziare il referendum, nella speranza che la nube radioattiva passi e che la tragedia giapponese venga dimenticata, perché c’è la consapevolezza che dalle urne del referendum verrà fuori una ennesima bocciatura del folle progetto nucleare
“FERMIAMO IL NUCLEARE” Comitato promotore per il Molise:
ECOLOGISTI DEMOCRATICI, FARE VERDE, LEGAMBIENTE, WWF.
per informazioni: 329.43.43.334


SPIAGGE INVASE DAL POLISTIROLO: PRESENTATO UN ESPOSTO.
Sono proprio i pescatori i maggiori inquinatori delle nostre spiagge.
FARE VERDE ed AMBIENTE BASSO MOLISE, associazioni ambientaliste che da anni monitorizzano lo stato di salute delle nostre spiagge attraverso diverse iniziative di volontariato, hanno presentato un esposto a tutte le autorità competenti per il controllo del territorio e del traffico marino (Capitaneria di Porto, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato), per denunciare il grave inquinamento che insiste sui litorali molisani.
In particolare, a seguito della manifestazione nazionale “Il Mare d’Inverno” svoltasi lo scorso 6 febbraio sulla spiaggia di Campomarino, si è evidenziata la enorme presenza sulle spiagge ed in prossimità delle dune, di grandi quantità di rifiuti, in particolar modo imballaggi in polistirolo: contenitori per esche e, soprattutto, le comuni cassette per confezionare il pesce utilizzate nel commercio ittico.
La continuità del fenomeno negli anni e l’enorme numero dei contenitori recuperati in una sola mattinata (diverse centinaia), escludono la casualità della circostanza, dimostrando invece, in maniera inconfutabile, che è evidente consuetudine e prassi consolidata da parte degli equipaggi dei pescherecci, abbandonare in maniera indiscriminata in mare aperto questo tipo di contenitori che vengono successivamente riversati sulle spiagge dalle mareggiate.
Non è altresì trascurabile l’abbandono, anch’esso sistematico, delle scatole contenitori delle esche che evidentemente anche i pescatori da terra rilasciano sull’arenile con altrettanta incuria dell’ambiente, alla pari dei “colleghi imbarcati”.
Va inoltre considerato l’enorme impatto ambientale che l’invasione del polistirolo comporta, con gravi ripercussioni, oltre che sul piano paesaggistico, anche sul piano faunistico, come dimostrato dalle frequenti morti di esemplari di cetacei, anche non lontano dal litorale in questione, proprio a causa dell’ingestione di grossi quantitativi di polistirolo, materiale indistruttibile e non degradabile.
Ambiente Basso Molise e Fare Verde, hanno pertanto chiesto alle autorità competenti, dandone informazione anche ai sindaci di Termoli e Campomarino, che vengano intraprese con urgenza tutte le azioni necessarie mirate a reprimere il fenomeno denunciato.