22/05/11

21 maggio 2011. CATENA UMANA ANTINUCLEARE A TERMOLI

Alcune immagini della bellissima manifestazione di sabato 21 maggio presso il Castello Svevo di Termoli.
Clicca sopra ( sul titolo) per guardare il video.










19/05/11

21 MAGGIO 2011: ANCHE IN MOLISE UNA DELLE 10 CATENE UMANE

Appuntamento alle 15.30 sotto il Castello Svevo, per una grande catena umana in contemporanea con molte città italiane. NON MANCATE!!!!!!!

Termoli, Saluggia, Caorso, Chioggia, Monfalcone, Montalto,
Nardò, Scanzano Jonico, Foce del Sele, Palma di Montechiaro

“L’ITALIA NON VUOLE TORNARE AL NUCLEARE: STOP ALLA CENSURA SUI REFERENDUM
IL PARLAMENTO NON CANCELLI IL DIRITTO A DECIDERE SUL NOSTRO FUTURO”

A pochi giorni dal plebiscito antinucleare in Sardegna e mentre la Camera dei deputati discute del decreto Omnibus che vuole cancellare il referendum sull’atomo del 12 e 13 giugno, in Italia si terrà una delle più grandi manifestazioni antinucleari dai tempi del referendum del 1987. Sabato 21 maggio dieci catene umane, organizzate dal Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’, cingeranno altrettanti siti nucleari o candidati a diventarlo, tra cui Termoli. Per dire no all’assurdo ritorno italiano all’energia atomica proprio mentre il mondo guarda sgomento il dramma di Fukushima e si interroga sul futuro dell’atomo. Non vogliamo che il nostro Paese faccia una scelta antistorica, antieconomica e soprattutto pericolosa.

Abbiamo scelto il Castello Svevo di Termoli, quale sito simbolico di tutto il basso Molise e dell’intera regione, da difendere dagli irresponsabili tentativi di riportare l’Italia nel tunnel nucleare da cui molti paesi stanno uscendo proprio mentre l’Italia, con 60 anni di ritardo vuole entrarvi.
Invitiamo cittadini, associazioni ed organismi sociali tutti ad aderire sotto le bandiere del Comitato Regionale FERMIAMO IL NUCLEARE, per ribadire la contrarietà al nucleare e soprattutto il diritto a potersi esprimere con il voto referendario il prossimo 12 e 13 giugno.
In particolare rivolgiamo l’appello ad aderire alle forze politiche ed agli amministratori che durante la scorsa campagna elettorale hanno fatto della contrarietà all’ipotesi di ritorno al nucleare un cavallo di battaglia. E’ giunto per loro il momento di dimostrare concretamente le loro reali intenzioni, aldilà dei facili e scontati slogan elettorali.

Dalle catene umane si leverà anche un grido di protesta “contro la disinformazione e la sordina messa all’appuntamento referendario: gli italiani hanno il diritto di sapere quello che sta capitando al referendum nucleare: dai tentativi di boicottaggio alla censura ancora in atto sulla tv pubblica”. E proprio contro i tentativi di sabotare l’appuntamento col voto del 12 e 13 giugno, il Comitato rivolge un appello ai deputati: “Il Parlamento non si presti al raggiro del decreto Omnibus che vuole cancellare il referendum senza fermare veramente i programmi atomici del governo. Dica no a questo scippo di democrazia”.

Su www.fermiamoilnucleare.it il programma di tutte le manifestazioni.


Comitato Regionale per il Molise FERMIAMO IL NUCLEARE

329.43.43.334
Fermiamoilnucleare.molise@gmail.com

17/05/11

La Sardegna insegna: contro il nucleare, mobilitazione ampia e trasversale

Registrata questa storica vittoria in Sardegna, per Fare Verde bisogna ora impegnarsi a fondo per il referendum nazionale del 12 e 13 giugno: Nelle prossime tre settimane bisogna far capire a tutti gli Italiani che battersi per fermare il nucleare non equivale a battersi contro una parte politica. A sostenere il nucleare è uno schieramento trasversale che va da Claudio Scajola a Umberto Veronesi, da Chicco Testa a Stefania Prestigiacomo. Tutti sostenitori di poteri più o meno forti interessati all'affare nucleare e capaci di influenzare qualsiasi Governo, di qualsiasi colore politico."
A fermare il nucleare deve essere, quindi, uno schieramento popolare altrettanto trasversale, che nel nome di una battaglia civile nell'interesse dell'Italia metta da parte le proprie casacche e le proprie simpatie di partito. Agli elettori di centrodestra bisogna dire che il nucleare è l'esatto contrario di ciò in cui credono: libertà di mercato, indipendenza energetica nazionale, federalismo. Agli elettori di centrosinistra bisogna dare gli strumenti per controbattere alle argomentazioni di Chicco Testa, Umberto Veronesi e Margherita Hack."

Scegliere il nucleare significa impegnarsi a sostenere costi incalcolabili visto che le scorie più pericolose hanno una durata superiore ai 200.000 anni. Inoltre, scegliere il nucleare oggi per alimentare i nostri sprechi energetici significa condizionare la vita di molte generazioni future di Italiani. Sono scelte che non si possono fare in base alle opportunità politiche di breve periodo."

09/05/11

BICI IN CITTA' 2011


FARE VERDE A BICI IN CITTA' PER DIRE SI PER FERMARE IL NUCLEARE
Alcune immagini della bella giornata di domenica 8 maggio organizzata dagli amici dell'Ass.ne Malatesta. Decine le biciclette imbandierate dal Comitao FERMIAMO IL NUCLEARE che hanno sfilato per la città.

Il gazebo del Comitato presidiato da Fare Verde e Legambiente.

MAI PIU' NUCLEARE !!!



2 SI PER L'ACQUA PUBBLICA ED UN SI' PER FERMARE IL NUCLEARE


03/05/11

REFERENDUM: L'APPELLO DI ADRIANO CELENTANO

Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, COMUNISTI, FASCISTI,LEGHISTI E OPERAI costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.

Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita. La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”.

Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. La “Pubblica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliariello, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno.

E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.

……Cara Silvia, il fatto che tu sia inascoltata non significa che tu debba calare le braghe, scusa volevo dire la gonna, non so come sei vestita, non ha importanza; ma al governo c’è qualcuno di cui forse tu hai smarrito la fisionomia e che sta sbagliando tutto. Se tu lo molli si perde definitivamente e chi ci va di mezzo poi è la povera gente che lo ha votato. È il momento invece di alzare la voce e fargli capire come stanno le cose. Devi dirgli che gli italiani non sono così cretini… anche le formiche lo hanno capito che questa mossa di soprassedere sul nucleare non solo è una truffa ai danni di chi vuole VIVERE, ma serve soprattutto a tener fede a quel CONTRATTO di MORTE che Berlusconi ha firmato con Sarkozy per la costruzione di quattro nuove centrali NUCLEARI. Devi dirgli che non si può far gestire l’ACQUA ai privati. L’ACQUA è un bene comune, di tutti. Come si può pensare che, se io ho sete, devo pagare per bere? E poi devi dirgli che all’estero tutte le sue strategie risultano assai sospette, ridicole e soprattutto non chiare.

E la sua prossima vittima purtroppo sono ancora gli italiani. Da qualche parte ho letto che due signor “NESSUNO” TELECOMANDATI, come giustamente dice il cristallino Di Pietro, hanno presentato due emendamenti al regolamento della Rai in campagna elettorale, affinché tutto sia compiuto sul colossale SCIPPO perpetrato ai danni del referendum sul nucleare, nel caso la Cassazione vada contro la richiesta del governo, e si pronunci invece a favore della sua validità. Il primo emendamento consiste nel togliere alle tribune elettorali il 30% di spazio e darlo al “comitato per il non voto”, in modo da ridurre gli spazi promozionali per il Sì contro le CENTRALI ATOMICHE a un terzo. Il secondo vuole completare l’opera di devastazione facendo cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, anche qui per ridurre i tempi di dibattito che rimarrebbero di soli 12 giorni.
Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.

Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.

Contro il NUCLEARE
Contro la PRIVATIZZAZIONE dell’ACQUA
Contro il LEGITTIMO IMPEDIMENTO

26/04/11


Da Chernobyl a Fukushima:

25 anni di buoni motivi per fermare il nucleare.

Il 26 aprile 1986, nell'unità numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina si verificò il più grave incidente nucleare della storia. L'evento, è stato causato dalla sperimentazione dei sistemi di sicurezza ma, dopo l’inizio della prova, il reattore andò subito fuori controllo fino a quando una violenta esplosione scoperchiò il tetto dell’edificio, pesante migliaia di tonnellate. Le barre di combustibile fusero all’innalzarsi delle temperature oltre i 2.000°C. Ne scaturì un incendio che durò per molti giorni ed alla fine si costruì un sarcofago per isolare il reattore danneggiato. L’esplosione ha rilasciato altissimi livelli di radioattività nell’area della Bielorussia, della Russia e dell’Ucraina rendendo necessaria l’evacuazione della popolazione o l'adozione di severe misure di restrizione all'uso agricolo del territorio. All’epoca dell’incidente, 7 milioni di persone, di cui 3 milioni bambini, vivevano in quell’area. A causa di condizioni meteorologiche particolarmente variabili la contaminazione ambientale si estese e ricadde su ampie zone dell’intera Europa, Italia compresa.
L’incidente venne classificato come livello 7 (livello massimo), lo stesso attribuito oggi a quello di Fukushima, nell' International Nuclear Event Scale. In un’ottica di lungo termine, occorreranno alcuni secoli affinché l’inquinamento radioattivo decada. Per diversi decenni persisterà ancora una pesantissima ricaduta sanitaria.

A distanza di 25 anni nulla o quasi è cambiato in materia di sicurezza nucleare. L’impianto di Chernobyl apparteneva alla cosiddetta 2^ generazione, oggi gli impianti più moderni sono della 3^ generazione, detta “evolutiva”: praticamente un restyling della seconda, con gli stessi identici principi di funzionamento e sicurezza. La 4^ generazione non esiste, è per ora solo una ipotesi che nelle migliori delle previsioni si concreterà tra una ventina di anni.

Gli eventi giapponesi di Fukushima dimostrano che il nucleare è troppo fragile, vulnerabile ed espone le popolazioni di interi continenti a rischi insostenibili Le centrali nucleari sono tra l’altro pericolose anche in condizioni di normale funzionamento ed in assenza di incidenti, come dimostrato dall’aumento sistematico di patologie tumorali e delle leucemie, soprattutto nei bambini, in rapporto alla distanza dalle centrali.

Problema irrisolto anche quello delle scorie: nessun paese al mondo fino ad ora ha definito il problema dello smaltimento e dello stoccaggio in sicurezza, problema di cui dovranno farsi carico le future generazioni che saranno condannate a convivere per centinaia, migliaia di anni con gli effetti delle nostre disastrose politiche energetiche.

La storia degli ultimi decenni ha dunque decretato la sconfitta del nucleare: troppo rischioso, troppo costoso, ecologicamente insostenibile, e soprattutto inutile e superfluo se a confronto con risparmio ed efficienza, la vera soluzione moderna ai problemi di approvvigionamento energetico.

Non a caso, sono tanti i paesi nel mondo stanno abbandonando l’idea nucleare, anche dismettendo le centrali. Tranne l’Italia, che con cinquant’anni di ritardo vuole gettarsi nel’avventura nucleare anziché investire nell’efficienza energetica, nel risparmio e nella ricerca e sviluppo delle ben più moderne e sostenibili energie alternative e rinnovabili.

Solo la paura di una sonora bastonata derivante dall’esito del referendum del prossimo giugno ha indotto furbamente il governo al ritiro temporaneo del programma nucleare, una “pausa di riflessione” che altro non è che un sistema truffaldino per evitare il pronunciamento della popolazione attraverso lo strumento referendario. Giusto il tempo di far passare l’onda emotiva ed il vivo ricordo della tragedia giapponese, e se ne riparlerà tra un anno o due, avendo di fatto bypassato l’esito delle urne che avrebbe invece messo definitivamente una lapide sul nucleare italiano.

COMITATO REGIONALE DEL MOLISE “FERMIAMO IL NUCLEARE”

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www.fermiamoilnucleare.it

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22/04/11



NUCLEARE: IL GOVERNO SCONFITTO DAI SONDAGGI IMPROVVISA UNA RITIRATA STRATEGICA.

Più che uno stop, quello del governo sembra un pit stop, una pausa strumentale e transitoria per evitare di ricevere una mazzata dagli italiani al referendum e pure alle amministrative. Una ritirata strategica che lasci più tempo all'industria nucleare per riorganizzarsi, ma senza cambiare rotta.

Il piano nucleare del governo, non finisce nel secchio, va solo nel cassetto, pronto a tornare in auge alla prima occasione. La scelta dell’esecutivo di parcheggiare la scelta nucleare non è fatta per convinzione ma per pura convenienza e c’è da aspettarsi che tra un anno o due, passata l’onda emotiva dei recenti eventi giapponesi, sarà varato un nuovo programma atomico, infarcito di fasulle garanzie di maggiori sicurezze, magari con la benedizione della solita cricca di nuclearisti come Chicco Testa, Veronesi, Scajola, Prestigiacomo, Margherita Hack e via discorrendo.

La paura di prendere una sonora bastonata, ampiamente annunciata dai sondaggi, ha indotto il clan nuclearista al governo, ad abbandonare il campo di battaglia senza neanche affrontare il movimento antinucleare. Una vittoria a tavolino che non ci rallegra e che lascia inquietanti sospetti per il futuro: le norme abrogate dal dl Omnibus sono infatti solo quelle riguardanti il quesito referendario e non manifestano una decisa volontà di abbandonare definitivamente la scelta atomica. Insomma, la vera intenzione del governo ci sembra quello di far fallire il referendum nel suo complesso piuttosto che una improvvisa ed imprevedibile svolta ecologista. E lo si era capito già dal mancato accorpamento alle elezioni amministrative che hanno mandato in fumo centinaia di milioni di euro pubblici che potevano certamente essere investiti diversamente.


Vincere con il referendum avrebbe significato mettere una pietra tombale sul nucleare. E non solo in Italia: il referendum italiano può dare ancora più forza ad una strategia europea di graduale uscita dal nucleare, accelerando su efficienza energetica e produzione distribuita da fonti rinnovabili.

Vincere "a tavolino" perché l'avversario si è ritirato permette, invece, al fronte nuclearista di tornare all'attacco quando le acque si saranno calmate. Prima di quanto ci si aspetti e a prescindere da chi governerà l'Italia.

COMITATO REGIONALE DEL MOLISE “FERMIAMO IL NUCLEARE”

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01/04/11


FERMIAMO IL NUCLEARE, NON SERVE ALL’ITALIA!!.

Del nucleare l’unica cosa sicura sono i rischi.

Su iniziativa delle maggiori associazioni ambientaliste si è costituito anche in Molise il comitato “FERMIAMO IL NUCLEARE”, in linea con il più ampio comitato nazionale, formato da oltre 60 associazioni unite per portare gli italiani al voto referendario contro l’energia atomica.

Non c’è solo il ricordo di Chernobyl e la paura per l’immane tragedia di Fukushima, a sostenere le tesi del comitato; se anche non ci fosse un errore umano o un terremoto devastante, ci sono ottime ragioni tecniche ed economiche per fermare il nucleare in Italia, in Europa e nel mondo.

E poco importa se la centrale si faccia o no nella nostra regione. Certamente va considerata l’assoluta inadeguatezza del Molise ad ospitare un simile impianto, ma l’esperienza degli incidenti nucleari insegna che 100, 500, o mille chilometri in più o in meno non scongiurano i devastanti effetti delle contaminazioni; questo non può però essere un alibi per rassegnarsi a circondarsi di reattori nucleari.

Efficienza, riduzione degli sprechi e sviluppo delle energie rinnovabili rappresentano oggi la soluzione al problema energetico, consentendo di raggiungere l’autosufficienza con le sole fonti rinnovabili. Ad oggi, infatti, il nucleare, e qualunque altro sistema di approvvigionamento energetico, servirebbe solo ad alimentare gli sprechi e non i reali bisogni della società, che sono di gran lunga inferiori alla richiesta.

Ma, incurante di tutti e tutto, il governo, facendo approvare al parlamento la legge 99/2009 con il voto di fiducia, in spregio all’esito dei referendum del 1987 ed alla manifesta contrarietà delle regioni italiane ad accogliere installazioni nucleari sui propri territori, sta tentando di riportando l’Italia nel campo minato nucleare, con l’appoggio delle lobbies affaristiche, pronte ad ogni costo ad investire in un affare di almeno 30 miliardi di euro per soli 4 reattori. Un affare per pochi, sulla pelle di tutti gli italiani e soprattutto delle future generazioni.

Energie rinnovabili e nucleare sono 2 scelte alternative tra loro. Ecco perché, smascherando clamorosamente le proprie volontà, il governo ha recentemente deciso di ostacolare lo sviluppo delle energie rinnovabili, settore in grande espansione, per creare le condizioni per poter dire di dover dipendere obbligatoriamente dall’energia atomica, attraverso campagne di disinformazione ed irrealizzabili promesse di indipendenza energetica e sostanziosi risparmi per i cittadini. Eppure le energie rinnovabili offrono importanti opportunità occupazionali, di innovazione, di investimenti distribuiti che sul modello della Germania valgono 15/ 20 volte i risultati occupazionali ottenibili con il nucleare e consentirebbero all’Italia di rispettare entro il 2020 gli impegni presi con l’Europa (20/20/20) per contrastare il cambiamento climatico.

Ed invece, mentre molti e più moderni paesi nel mondo stanno abbandonando l’idea nucleare, persino dismettendo le centrali, l’Italia, con oltre mezzo secolo di ritardo vuole approdare ad un sistema energetico ormai superato, condannato dalla storia, , economicamente ed ecologicamente insostenibile, estremamente pericoloso come dimostrato dagli innumerevoli incidenti, noti e non, accaduti negli ultimi decenni.

Il nucleare, tra l’altro, è pericoloso non solo per gli incidenti ma anche nel funzionamento normale. Popolazioni e lavoratori sono coinvolti dalle conseguenze delle radiazioni anche durante il normale funzionamento delle centrali nucleari, come dimostrano ad esempio studi tedeschi e francesi sull’aumento delle leucemie nei bambini (oltre 3 volte) in rapporto alla distanza dalle emissioni. Del resto le emissioni sono il problema non risolto anche per le scorie radioattive, di cui nessun paese al mondo fino ad ora ha risolto il problema dello smaltimento in sicurezza. Così le aree delle centrali restano contaminate per tempi lunghissimi. Questo la dice lunga sul rapporto che si verrebbe a stabilire con le future generazioni che verrebbero condannate a convivere per centinaia, migliaia di anni con gli effetti delle scorie e delle aree contaminate.

Occorre fermare questa scelta. Il referendum può essere l’occasione per farlo; per arrivare al difficile quorum del 50 % più 1 di votanti e per fare prevalere la cancellazione di questa legge irresponsabile che il Governo ha voluto ad ogni costo. Ulteriore aggravante è il vergognoso mancato accorpamento del referendum alle elezioni amministrative di maggio, con il conseguente sperpero di 400 milioni euro che potevano senz’altro essere spesi in maniera migliore, ancor più in tempo di crisi come quelli che stiamo vivendo.

Per finire con la beffa della moratoria di un anno che il governo ha stabilito, al solo scopo di far passare l’onda emotiva di questi giorni legata ai tristissimi avvenimenti giapponesi. Una subdola operazione di marketing sulla fiducia degli italiani, una vergognosa presa in giro, un tentativo di depotenziare il referendum, nella speranza che la nube radioattiva passi e che la tragedia giapponese venga dimenticata, perché c’è la consapevolezza che dalle urne del referendum verrà fuori una ennesima bocciatura del folle progetto nucleare

“FERMIAMO IL NUCLEARE” Comitato promotore per il Molise:

ECOLOGISTI DEMOCRATICI, FARE VERDE, LEGAMBIENTE, WWF.

per informazioni: 329.43.43.334

fermiamoilnucleare.molise@gmail.com

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26/03/11

FARE VERDE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 26 MARZO A ROMA PER L'ACQUA PUBBLICA E CONTRO IL NUCLEARE

MENTRE IL MONDO ASSISTE ALLA CATASTROFE NUCLEARE GIAPPONESE, IL GOVERNO ITALIANO MINIMIZZA IN MODO IRRESPONSABILE I RISCHI DEL NUCLEARE.
NESSUNO PUO' GARANTIRE LA SICUREZZA DI UNA CENTRALE NUCLEARE, SOPRATTUTTO IN UN PAESE A FORTE RISCHIO SISMICO.

PORTARE AL VOTO 25 MILIONI DI ITALIANI PER VINCERE IL REFERENDUM CONTRO IL NUCLEARE E' L'IMPEGNO CHE DOVREMO AFFRONTARE DA QUI' A GIUGNO PER SCONGIURARE LO SCELLERATO PROGETTO NUCLEARE DEL GOVERNO.

Alcune immagini della manifestazione nazionale del 26 marzo:










14/03/11


Fare Verde esprime le sua solidarietà a tutto il popolo Giapponese in queste drammatiche ore.

今回の東北地方太平洋沖地震において、被災された方に心よりお見舞いを申し上げるとともに、一人でも多くの方の無事をお祈り申し上げます。

人間は自然の前に無力です。しかし、進歩するために様々なものを生み出すことができるのも、また人間です。
日本が今回の地震によって被った環境的、経済的な被害は、世界中の全ての工業国で被りうる被害でもあります。
それだけに私達はこの遠く離れた日出ずる国の震災のニュースを、対岸の火事として捉えるのではなく、自国で起こった事のように固唾をのんで見守っています。
今 回の震災で日本のみなさんは、あなたがたがどれほど忍耐強く、冷静沈着で他人への思いやりにあふれているかを私達に見せてくれました。 私達はあなたがたがこの苦境を必ず乗り越えてくれると確信しています。 そして新しい未来のために、私達の手本となるような新しい国として再出発してくれるでしょう。

そのためには新しいエネルギーが必要です。
太陽は世界中の全ての人を平等に照らし、私達が共に歩んでいくための新しい道を照らし出してくれます。
Giustifica
日本のみなさん、がんばってください !
私達 Fare Verde はみなさんのすぐそばにいます。
たくさんの愛を込めて、大きな抱擁を送ります。


Siamo vicini al popolo giapponese colpito dal terribile terremoto che ha sconvolto la regione del Tohoku.

Di fronte alle forze dalla Natura siamo piccoli e impotenti. Per migliorare le opere degli esseri umani, invece, possiamo fare molto.
I problemi che il Giappone sta affrontando sono comuni a tutti i paesi industrializzati.
È per questo che ascoltiamo con grande apprensione le notizie che arrivano dal Paese del Sol Levante.
La compostezza ed il senso di solidarietà con cui il popolo giapponese ha affrontato questo terribile circostanza ci ha colpiti profondamente. Siamo certi che saprà superare questo momento difficile e contribuire a costruire un futuro migliore per tutti.

Abbiamo tutti bisogno di energie nuove per affrontare il terzo millennio.
Il Sole ci unisce, il Sole ci darà la forza per intraprendere un nuovo cammino.

Coraggio, mettetecela tutta!
Fare Verde vi è vicina.
Vi giunga il nostro affetto e il più caloroso abbraccio.

La comunità di Fare Verde

06/03/11


SPIAGGE INVASE DAL POLISTIROLO: PRESENTATO UN ESPOSTO.

Sono proprio i pescatori i maggiori inquinatori delle nostre spiagge.

FARE VERDE ed AMBIENTE BASSO MOLISE, associazioni ambientaliste che da anni monitorizzano lo stato di salute delle nostre spiagge attraverso diverse iniziative di volontariato, hanno presentato un esposto a tutte le autorità competenti per il controllo del territorio e del traffico marino (Capitaneria di Porto, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato), per denunciare il grave inquinamento che insiste sui litorali molisani.

In particolare, a seguito della manifestazione nazionale “Il Mare d’Inverno” svoltasi lo scorso 6 febbraio sulla spiaggia di Campomarino, si è evidenziata la enorme presenza sulle spiagge ed in prossimità delle dune, di grandi quantità di rifiuti, in particolar modo imballaggi in polistirolo: contenitori per esche e, soprattutto, le comuni cassette per confezionare il pesce utilizzate nel commercio ittico.

La continuità del fenomeno negli anni e l’enorme numero dei contenitori recuperati in una sola mattinata (diverse centinaia), escludono la casualità della circostanza, dimostrando invece, in maniera inconfutabile, che è evidente consuetudine e prassi consolidata da parte degli equipaggi dei pescherecci, abbandonare in maniera indiscriminata in mare aperto questo tipo di contenitori che vengono successivamente riversati sulle spiagge dalle mareggiate.

Non è altresì trascurabile l’abbandono, anch’esso sistematico, delle scatole contenitori delle esche che evidentemente anche i pescatori da terra rilasciano sull’arenile con altrettanta incuria dell’ambiente, alla pari dei “colleghi imbarcati”.

Va inoltre considerato l’enorme impatto ambientale che l’invasione del polistirolo comporta, con gravi ripercussioni, oltre che sul piano paesaggistico, anche sul piano faunistico, come dimostrato dalle frequenti morti di esemplari di cetacei, anche non lontano dal litorale in questione, proprio a causa dell’ingestione di grossi quantitativi di polistirolo, materiale indistruttibile e non degradabile.

Ambiente Basso Molise e Fare Verde, hanno pertanto chiesto alle autorità competenti, dandone informazione anche ai sindaci di Termoli e Campomarino, che vengano intraprese con urgenza tutte le azioni necessarie mirate a reprimere il fenomeno denunciato.